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Carlo Pizzichini

“Atlante, seunni in scio pria a ma” – Esposizione dell’artista senese Carlo Pizzichini

09/03 » 21/04/19

EVENTO GRATUITO
: Complesso Monumentale del Priamar Complesso Monumentale del Priamar, Corso Giuseppe Mazzini, Savona, SV, Italia

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Sabato 9 marzo alle ore 18 si inaugurerà al Palazzo del Commissario della Fortezza del Priamar in Savona l’esposizione dell’artista senese Carlo Pizzichini, docente di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze e instancabile promotore culturale.

Il titolo “Atlante, seunni in scio pria a ma”, (Atlante: sogni sulla pietra al mare) vuole essere un omaggio alla terra e al popolo ligure che da oltre vent’anni il Maestro Pizzichini frequenta assiduamente, come artista della ceramica che qui viene a creare nelle fornaci della migliore tradizione e come organizzatore di eventi d’arte nei quali ha coinvolto, nel tempo, alcune delle più importanti figure d’artista del nostro territorio.

La mostra si svolge sotto l’egida dell’Associazione “Angelo Ruga” di Clavesana ed Albissola Marina, in virtù del legame culturale che da tanto tempo lega Pizzichini ad essa.

Ha collaborato all’organizzazione la Fondazione “Cento Fiori” di Savona e l’Amministrazione Comunale della Città di Savona.

Sarà presentata una ricca selezione di dipinti e ceramiche del Maestro con opere storicizzate e di nuova creazione, allestite nello spazio mussale della Città di Savona che rende omaggio all’artista legato per motivi artistici al territorio ligure.

Testi di: Mauro Baracco, Luca Bochicchio, Marcello Mannuzza, Felice Rossello.

Aperta fino al giorno di Pasqua2019
Orari:
Giovedì e venerdì: 16.00 – 18.00
Sabato e domenica: 10.30 – 12.30 / 16.00 – 18.00

Carlo Pizzichini

“Atlante, séunni in sciô Priâ a mâ”

In un mondo super globalizzato, dove titoli, emblemi e slogan vanno dettati esclusivamente in lingua Inglese, per aver successo e per dare un timbro d’universalità all’evento, può apparire desueto, oppure provinciale, legato ad un mondo prettamente locale, se non parrocchiale e dilettantesco, l’aver scelto nel titolo di questa esposizione, “Atlante, séunni in sciô Priâ a mâ”, di usare la lingua Ligure. La mostra personale al Palazzo del Commissario nella Fortezza del Priamar di Savona, quindi, vuol essere esplicitamene una riverenza alla cultura savonese e una sincera gratitudine alla Liguria che mi ha accolto. Nel medesimo momento, non intende fermarsi solo alla radice etimologica del luogo, ma si permette di esprimere grande ammirazione per quei liguri, popolo arroccato sul mare, che parlano due idiomi: l’Italiano e la scivolante lingua Ligure. Poetico e sintetico, il loro parlare evoca mondi lontani, avventure e viaggi, velieri e avvistamenti, miraggi e visioni, induce a toccare immagini che non sono. Che sorpresa trovarla in Sardegna, nella Nueva Tabarca in Spagna, ad Alicante, a Bonifacio, a Ventimiglia e in Argentina; con la sua dolcissima essenzialità, disegna i suoi punti geografici, gli stessi che per un artista costituiscono le scoperte della propria ricerca, le isole misteriose del suo immaginario Atlante, improbabile mappa di un navigare artistico. Da naufrago peregrino, la frequentazione di questa terra di Ponente, risale ai primi anni Ottanta, quando allora giovanissimo seguii il pittore Beppe Schiavetta, che mi fece conoscere la vita artistica di Albissola e del Savonese, che non mancò di accogliermi con cordialità, da me subito ripagata con inviti ai Savonesi di visitarmi a Siena e, incoraggiato, partecipando a numerose esposizioni nel territorio, (In scia toa, altro titolo di una mostra a Celle); verifiche sincere e necessarie del mio operare artistico, soprattutto nella ceramica. L’aver goduto della stima e del sincero giudizio di tanti artisti del panorama ligure è stato per me un concreto sostegno e stimolo costruttivo nonché davvero un onore. Il rapporto stretto con l’Associazione Culturale Angelo Ruga, con sede a Clavesana e Albissola, in linea con i propri intenti di promuovere il dialogo tra l’arte e il territorio, ha promosso la mostra, nella ricorrenza dei 90 anni dalla nascita di Ruga, della cui esperienza di uomo e ricerca d’artista siamo tutti riconoscenti; il suo impegno estetico coincideva con i segnali di denuncia delle ingiustizie del mondo e con un impegno civile, dalla parte del popolo e della gente di questi luoghi. Quindi, proprio vivendo in mezzo alla gente, nei miei lunghi soggiorni di lavoro nella Bottega ceramica “Il Tondo” di Celle Ligure di Marcello e Andrea Mannuzza, ho sempre sentito i Liguri esprimersi nella loro lingua; frasi colorite, delle quali, con un po’ di pratica, si può intuirne il significato. Ecco, questo evocare, questo suggerire, questa essenza ridotta del logos italiano, è per me sogno e obbiettivo di ciò che vorrei esplicare con il mio lavoro artistico. Evocazioni, sottili affabulazioni narrate sottovoce, sfuggenti come in un armonia musicale, essenziali ma efficaci, forse effimere, inafferrabili come nei sogni. Se poi tali presunzioni fossero cosparse di dolce lirismo poetico, di un timbro originale e unico, di un dialetto pittorico insomma, il sogno diventerebbe davvero sorprendente, unico, originale, speciale, localmente mio e nello stesso momento di tutti. Uno di quei sogni che potrebbero distruggere la vita*.

Carlo Pizzichini

*Cito quest’immagine dal racconto dell’ amico artista Al Fadhli, che mi narra di suo fratello Ahmed, che scrisse “My dream has destroyed my life!”. E fu così, nel giorno in cui il suo sogno si stava realizzando, una scheggia di mortaio gli traforava il cuore, era il febbraio 2006 a Bagdad.

Carlo Pizzichini
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