"Al terzo foco": voci e suoni della ceramica in un melologo in scena a Savona - Il Vostro Giornale
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“Al terzo foco”: voci e suoni della ceramica in un melologo in scena a Savona

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Ensemble Nuove Musiche gruppo musicale

Il IX Festival Internazionale di Musica di Savona prosegue alla ricerca di artisti d’eccellenza. Domenica 5 settembre alle ore 21 il Chiostro della Cappella Sistina diventerà la suggestiva cornice per la prima rappresentazione assoluta del melologo “Al terzo foco – Voci e suoni della ceramica”, con i testi del poeta Pier Luigi Berdondini e le musiche di Giorgio Colombo Taccani e diretto da Marco Ghelardi.

Altissima qualità e grande musica sotto le stelle in uno scenario di impareggiabile fascino e su un palcoscenico che prenderà vita con la proiezione di immagini di un capolavoro ceramico di Agenore Fabbri. Si esibirà l’Ensemble Nuove Musiche, sotto la direzione dell’ungherese Huba Hollókői, insieme alla voce di Akiko Kozato e alla recitazione dell’attrice Francesca Tripaldi. Introdurrà il maestro Stefano Leoni del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino.

L’opera è dedicata all’intreccio di smalti, colori, profili, gibbosità, contrasti e fragilità che escono da tre successive cotture nel fuoco di oltre 1000 gradi. Il ceramista è l’unico artista che affida ad un corpo estraneo, il forno, il destino della propria creazione. Poesia e musica interpretano voci e suoni dei quattro elementi che avvolgono la metamorfosi della creta nel divenire ceramica: acqua e terra dell’argilla, fuoco e aria nel forno. “Ho immaginato la bottega del ceramista come un teatro, un palcoscenico di sillabe che evolvono oltre i propri significati, così come la creta che si fa altro – sottolinea Berdondini – Da fango ad arte: i versi cercano di modellare la creta come una canzone e l’arte ceramica come un suono catartico”.

Dopo l’esordio al Museo Internazionale delle Ceramiche a Faenza il melologo si presenta in forma scenica con un ampliamento dell’organico originale, in cui spicca l’inserimento di un coro di Biasimarti, con vocalizzi e accenti di antiche parole dialettali. “Risonanze arcaiche e aperture a mondi sonori imprevedibili, canti trasparenti e soffi, rumori, richiami segreti ispirati dal testo e da un arte antica come la ceramica: la musica spazia da spunti quasi neoclassici ad allusioni folkloriche per incontrare i panorami più screziati delle odierne tecniche compositive e strumentali – spiega Colombo Taccani – Le voci dei cantanti e gli strumenti diventano creta e smalti in questo affascinante cammino guidato dalla recitazione, sempre integrata nel fluire degli elementi musicali, per consentire la sottolineatura di ogni sua sfumatura”.

Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con la Compagnia Teatrale Salamander e il Museo della Ceramica e sarà preceduto dall’esecuzione di Elisa Elisa delle musiche di Gilberto Bosco per flauto solo. Per assistere sono richiesti la prenotazione via e-mail, Whatsapp o web e il possesso del Green Pass.

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