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"Judy" film Renée Zellweger

Ad Albisola Superiore il premio Oscar Renée Zellweger è “Judy”

13/07 » 14/07/20

EVENTO A PAGAMENTO
: - Inizio ore 21:30

Attenzione l'evento è già trascorso

Lunedì 13 e martedì 14 luglio alle ore 21:30 l’Arena Leone di Albisola Superiore arriva il premio Oscar come Miglior attrice protagonista Renée Zellweger nel film “Judy” di Rupert Goold. Il biopic verrà introdotto e analizzato a fine proiezione da un critico dell’associazione Kinoglaz.

“Sono orgogliosa di aver potuto celebrare Judy Garland – ha affermato l’attrice alla cerimonia di premiazione, guardando la statuetta dell’Academy, la sua seconda, stretta tra le mani – Sono i migliori di noi ad ispirarci, donne e uomini coraggiosi, eroi non sempre celebrati. Questo momento è un’estensione dell’eredità di Judy. Judy non ha ricevuto questo onore. Sono sicura che questo momento sia un’estensione della sua eredità, un modo per celebrare unicità ed eccezionalità di ciò che ci ha lasciato e che va al di là di ogni singolo successo”.

L’Oscar consacra una stagione di premi per un film coinvolgente e metacinematografico: il Golden Globe, il Bafta, il London Critics Circle Film Award solo per citare i più importanti riconoscimenti che sono andati al film e soprattutto all’interpretazione, piena di empatia, struggente e profondamente dolorosa di Zellweger. L’attrice americana è stata per anni “ostaggio”, presso il pubblico, del suo ruolo in “Bridget Jones”, come Judy Garland lo fu della sua Dorothy ne “Il mago di Oz” (nonostante abbia girato più di 50 film) e la forza per riprendersi il proprio mestiere, il combattere contro un sistema pieno di stereotipi, la profonda resilienza necessaria per superare tutto unita a una profonda passione e forza hanno sicuramente avvicinato l’attrice al personaggio.

"Judy" film Renée Zellweger

Nel biopic di Goold si ripercorrono soprattutto gli ultimi mesi di Judy Garland, con continui flashback che riportano lo spettatore alle tappe che hanno segnato lo stato di abbandono in cui versa la donna in quell’ultima parte di vita (muore a soli 47 anni), costretta ad un tour in Inghilterra per mettere insieme un po’ di denaro per ottenere la custodia dei due figli adolescenti. La scena iniziale del film segna, se vista con attenzione, la via per interpretare al meglio l’opera, perché l’attrice ancora adolescente viene mostrata in primo piano guardare in macchina (noi) con Louis B. Meyer, il produttore della Metro Goldwyn Mayer, che le chiede cosa vede oltre quel muro.

Il set è quello de “Il mago di Oz” di Victor Fleming e Judy sta per fare il suo ultimo provino per ottenere la parte e avere la meglio su Shirley Temple, che ambiva al ruolo, e quel muro, quel passeggiare verso qualcosa che si è tanto sognato “dove i cieli sono blu e i sogni che osi sognare si avverano realmente” (come detto alla fine del film, grazie alle note di “Somewhere over the rainbow”) saranno la costante domanda che la diva si porrà per tutta la vita, riuscendo forse, solo durante l’ultimo concerto, a trovare la risposta.

I ritmi di produzione estenuanti, con ore e ore di lavoro sul set, gli esercizi sulla voce, la dieta, la solitudine, il non poter vivere una vita da normale adolescente (al produttore esprime il desiderio di andare al cinema, come tutte le sue coetanee), segneranno indelebilmente la vita da adulta, vittima di diverse e dannose dipendenze, di Judy, all’anagrafe Frances Ethel Gumm, classe 1922. Nel film, tratto dalla pièce teatrale “End of the rainbow” (2005) di Peter Quilter, le sue vicissitudini vengono raccontate parallelamente a quelle di una coppia gay che nel 1968 in Inghilterra lotta per il riconoscimento del suo diritto all’amore, in un’Inghilterra che solo un anno prima aveva depenalizzato gli atti omosessuali.

"Judy" film Renée Zellweger

Agli spettatori che l’hanno amata resta quel volto sognante che canta la speranza in una vita migliore e i grandi sogni che le ha permesso di essere inserita all’ottavo posto tra le più grandi star della storia del cinema dall’American Film Institute. Renée Zellweger la sa riportare in scena al meglio. Il film è uscito in occasione del 50° anniversario della morte di Judy Garland e dell’80° anniversario de “Il mago di Oz” di Fleming.

L’Arena Leone è situata in via san Pietro 88. Il costo del biglietto è di 6 € grazie al contributo del Comune di Albisola superiore. Per conoscere l’intero programma è possibile consultare i siti web del cinema e del Comune o le loro pagine social.

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