A Savona il "Queen of Chaos acoustic set" con Serena Sforzi e Claudio Clode Cinquegrana - Il Vostro Giornale
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A Savona il “Queen of Chaos acoustic set” con Serena Sforzi e Claudio Clode Cinquegrana

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chitarra

Savona. Domenica 10 ottobre alle ore 10 e alle 11:10 l’auditorium dell’Accademia Musicale “Ferrato Cilea” ospita il concerto #off “Queen of Chaos acoustic set” con Serena Sforzi (voce) e Claudio Clode Cinquegrana (chitarra). Seguirà un aperitivo. La rassegna di musica barocca Voxonus Festival festeggia così la sua decima edizione con un programma itinerante tra Liguria e Piemonte.

Gli spettacoli sono momenti esperienziali che promuovono la diffusione della musica eseguita con prassi filologicamente informata e con strumenti dell’epoca, oltre ad avere una forte vocazione turistico culturale. Tra castelli, piazze e antiche abbazie la manifestazione si conferma leader nell’organizzazione di eventi interconnessi con il territorio: “Malgrado le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria crediamo nella necessità di promuovere i concerti di musica dal vivo”, dichiarano gli organizzatori.

Il Voxonus Festival nasce ad Albissola Marina dall’idea di Claudio Gilio, direttore artistico dell’Orchestra Sinfonica di Savona, e dello specialista Filippo Maria Bressan all’interno del progetto “Accademia di musici e cantori”, una realtà stabile, sinfonica, operistica e corale improntata su musiche e strumenti del Sette e Ottocento. Sebbene la cifra stilistica sia l’espressione artistico culturale di epoca barocca il repertorio si apre a contaminazioni crossover con incursioni di altri generi che regalano al pubblico un’esperienza unica.

Il format “Dalle Alpi al Mare” ha conquistato il pubblico perché ha saputo unire Liguria e Piemonte intrecciando arte e storia delle due regioni. Protagoniste della rassegna sono le formazioni Voxonus Orchestra, Voxonus Quartet, Voxonus Choir e Voxonus Duo. Il festival collabora stabilmente con l’Accademia del Ricercare e nel corso della sua storia si è confermato di interesse internazionale ma senza mai perdere la sua impronta “glocal”. “Così come nel 2020, anche oggi rivendichiamo il diritto alla musica come pilastro della nostra società e del benessere comunitario – concludono i promotori – La cultura diventa simbolo della ripartenza o, per usare una citazione di Baudelaire, ‘La musica crea uno spiraglio nel cielo'”.

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