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“Pietra Medica”, un servizio per la popolazione: “In 13 anni non abbiamo mai chiuso un giorno” foto

Il presidente della struttura, il dott. Edmondo Bosco, a tutto campo sull’importante presidio sanitario pietrese

Pietra L. Correva l’anno 2007, quando – nel mese di giugno – a Pietra Ligure veniva inaugurato il centro sanitario “Pietra Medica”. Da allora, il presidio medico pietrese ne ha fatta di strada e col tempo si è ritagliato un ruolo da protagonista sempre più apprezzato nell’ambito dell’assistenza sanitaria locale, diventando un vero e proprio punto di riferimento per i cittadini residenti, ma anche per i tanti turisti che sono soliti passare le vacanze in questa città.

Il dottor Edmondo Bosco, presidente della struttura e vicepresidente dell’ordine dei medici, traccia un bilancio positivo di questi primi 13 anni di attività: “Da quando la struttura è nata sono cambiate molte cose, si sono aggiunti servizi che prima non c’erano, la professionalità dei colleghi è aumentata e l’integrazione con il pronto soccorso funziona – spiega il presidente di “Pietra Medica” – certo, le difficoltà non sono mancate, ma sinora crediamo di aver fornito un servizio molto apprezzato dalla popolazione locale, ma anche dai turisti e dai medici dell’Ospedale S.Corona”.

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Nonostante le difficoltà, infatti, l’ambulatorio ha sempre mantenuto attivi tutti i servizi e il personale non è mai stato ridotto: “Il centro è aperto dalla mattina alla sera, dalle 8 alle 19, garantisce la presenza di un medico sempre in loco per le piccole emergenze e, novità che prima non c’era, da oggi, negli orari indicati, è possibile usufruire anche di un servizio infermieristico – continua Bosco – la presenza di un front office, poi, con una segreteria sempre disponibile a recepire gli appuntamenti, le richieste e le ricettazioni croniche (molto importanti per le persone anziane), è sicuramente un altro valore aggiunto, anche perché c’è sempre qualcuno che dà una risposta, non solo per le classiche prenotazioni delle visite mediche su appuntamento, ma anche per problemi non direttamente riconducibili alla nostra attività, come quelli legati alle prenotazioni ospedaliere”.

La possibilità di prenotare delle visite private specialistiche, come, per esempio, quelle con un diabetologo convenzionato con la struttura, va ad arricchire il già ampio ventaglio di servizi offerti. Non mancano, inoltre, i servizi legati al Comune e al sociale, così come l’opportunità per i cittadini di effettuare esami clinici di primo e secondo livello, grazie anche alla presenza di un ecografo multisonda, di un fibrolaringoscopio e di un riunito per le visite oculistiche, un cistoscopio , un dermatoscopia. 

Pietra Medica”, un servizio per la popolazione

La sinergia del centro sanitario pietrese con l’ospedale Santa Corona, poi, è una realtà consolidata: “Il rapporto con il pronto soccorso è ottimale – spiega il vicepresidente dell’ordine dei medici – ci vengono inviati i codici bianchi e blu, che vengono visti in tempo reale, riducendo, soprattutto nel periodo estivo, i tempi di attesa. Inoltre, dall’altra parte della strada rispetto al nostro ambulatorio, c’è la possibilità di usufruire un servizio CUP, prima aperto soltanto al pomeriggio dalle 14 alle 18 e oggi, invece, disponibile anche alla dalle 9 alle 12”.

Infine, uno sguardo al futuro: “Se dovessi concludere in questo momento la mia esperienza in ‘Pietra Medica’, la potrei considerare sicuramente positiva – commenta il dottor Bosco – per il futuro, certamente, mi auguro che questo servizio gradito dalla popolazione e dai turisti possa continuare. In questi anni abbiamo sempre avuto un aiuto da parte dell’amministrazione comunale e contiamo di poter continuare questa collaborazione, anche perché una struttura di questo genere ha sicuramente delle spese importanti da sostenere e non possiamo pensare di farci carico soltanto noi, come medici, di un servizio del genere. Per quanto riguarda l’ASL e la Regione, che hanno preso posizioni che io rispetto per quanto riguarda centri di questo genere, le cose dovevano per forza cambiare e sono cambiate. Questo, tuttavia, non vuol dire che il servizio debba essere concluso. Anzi, spero che ci siano delle possibilità, sia a livello di amministrazione comunale, sia a livello di ASL che di Regione, per dare l’opportunità di continuare a fornire un servizio di questo genere, soprattuto per lasciare una traccia ai medici che in futuro verranno a lavorare qui nel centro” conclude.

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