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Orologi e preziosi, ecco quali sono le novità mostrate a Baselworld 2019: la fiera del cambiamento

Baselworld 2019 è stata, senza alcun dubbio, la fiera del cambiamento.

La prima fiera, innanzi tutto, in cui un colosso come Swatch Group non ha presenziato con nessuno dei suoi marchi (che annoverano dei giganti dell’orologeria svizzera come Swatch, Omega, Breguet, Longines, Blancpain, e molti altri), lasciando un vuoto concretamente sensibile.

E non è solo una questione di spazi, dato che quest’anno, al posto degli ingombranti stand di Omega, Longines ed altri top brand del gruppo c’era una sorta di giardino Zen, a riprova di quanto fosse impossibile rimpiazzarli con altri nomi di egual valore. La fiera ha diminuito i padiglioni espositivi, chiudendo definitivamente l’area 2 e spostando alcuni importanti marchi di gioielleria al piano di sopra, cercando di riempirlo in un modo più funzionale, e questo non ha fatto altro che alimentare una sensazione generale di spaesamento.

Ovviamente, le novità e la bellezza non sono mancate. Anzi.

Breitling ha presentato, in seguito al riposizionamento strategico che sta vivendo in questi ultimi anni (complice anche l’insediamento di una personalità esuberante quale quella di Georges Kern come CEO), una rivisitazione di uno dei suoi modelli più di successo, la SuperOcean. Ne ha semplificato il quadrante, e dato un tocco ancora più sportivo ed audace, e siamo convinti che riscuoterà successi anche fra i più eleganti. Degni di nota sono anche un modello celebrativo di un aereo iconico come il Curtiss P40 Warhawk, e la riedizione fedelissima di un modello Navitimer del 1959, un pezzo che ha fatto la storia dell’aviazione tanto quanto dell’orologeria.

Generica

Bulgari, come ci ha abituato da qualche tempo a questa parte, si è superata di nuovo in termini di orologi: ha infatti presentato il quinto record mondiale di cui si può fregiare la collezione Octo Finissimo della sua manifattura, il cronografo più sottile al mondo. Un pezzo incredibile, e non solo per le ardite soluzioni tecniche che hanno consentito di raggiungere lo spessore di appena 6,9 mm, come il rotore periferico in acciaio e platino. Il peso incredibilmente leggero, dovuto alla cassa ed al bracciale in titanio, fa da contorno ad una forma e un design che appare audace, ma allo stesso tempo morbido alla vista, ed insieme fanno sì che una volta al polso si faccia molta fatica a liberarsene. Ma non è finita qui, Bulgari continua a sorprendere con il lancio di una variante di un loro orologio assolutamente iconico, ilSerpenti. E’ infatti di quest’anno il nuovo bracciale, in acciaio o oro, modellato astutamente come le squame di un sinuoso e sensuale serpente, riuscitissimo nel dare forma e continuità alla luce che riflette, specialmente nella versione in oro.

L’attenzione che moltissime marche stanno rivolgendo agli orologi sportivi ha contagiato anche TAG Heuer, che quest’anno presenta un rinnovamento di una sua collezione iconica, Autavia, in una veste tutta nuova. Un nuovo movimento, dotato di un bilanciere di ultimissima generazione brevettato per l’occasione, un quadrante dal saporevintage che tanto appassiona i designer contemporanei, la possibilità di cambiare cinturino o bracciale con un semplice click, ed il fondello decorato con due simboli che ricordano il mondo dell’aviazione e dell’automobilismo. Il sunto dell’orologeria moderna, insomma: importanti dediche al passato ed alla tradizione, in una veste tecnologica all’avanguardia, ma con tutta la praticità che il giorno d’oggi richiede.

Il 2019 è anche un anniversario importante per TAG Heuer, ovvero il cinquantesimo anniversario del suo segnatempo certamente più famoso, il Monaco, e molte saranno le sorprese per celebrare il compleanno di un orologio tanto iconico.

La fiera, come spesso accade, ha portato anche la possibilità di entrare in contatto diretto con alcuni esperti e commercianti di pietre preziose, e mai come quest’anno ci sono state proposte gemme di grandissimo valore, fra cui una coppia di rubini di eccezionale qualità ed un buon numero di diamanti colorati purissimi, rari quanto incredibilmente belli. Segno, probabilmente, che il mercato sta acquisendo sempre maggiore interesse, e quindi valore medio.

Insomma, di certo non una fiera come le altre. Ma vi assicuriamo, nonostante qualche rapida gita a Zurigo di cui si parlerà molto in futuro, che di certo ne vale sempre la pena!

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