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“Malati di Covid anche con tampone negativo”: così l’emergenza ci rende tutti “meno sani”

L'analisi della psicologa Maddalena Ferrari del poliambulatorio Fisios

“La situazione di emergenza sanitaria in vigore da ormai nove mesi – il tempo di una gravidanza, che però tutto ha portato fuorché nuova vita – ci ha fatti piombare in uno spazio tempo fatto di attese, speranze, rabbia e precarietà. Precarietà economica certo, ma anche e soprattutto psicologica. Se neanche più la negatività al tampone può garantirci un piccolo spazio di respiro, certezza e sicurezza (sei negativo oggi ma puoi positivizzarti, puoi non positivizzarti ma contagiarti un’ora dopo l’esame) allora viene da chiedersi quando ed in che modo potremmo considerarci ‘sani'”. A parlare è la psicologa Maddalena Ferrari.

Il poliambulatorio Fisios si avvale della collaborazione della dottoressa, che spiega: “La salute secondo l’OMS non corrisponde all’assenza di malattia, bensì ad uno stato di benessere fisico psichico e sociale. Il modello ‘bio-psico-sociale’ così definito (Engel, 1977) presuppone dunque un superamento della concezione che vede l’assenza di evidenza clinica di malattia come sinonimo di salute, ma chiama in causa fattori ben più complessi: la persona è sì nucleo biologico soggetto a modifiche del proprio stato (bio), ma esiste e si raffronta sia con i suoi vissuti e l’interpretazione di essi (psico) sia con il contatto con l’altro (sociale)”.

Il virus – prosegue la dottoressa Ferrari – crea dunque “malattia” in queste aree, a partire da quella sociale (si pensi alla condizione di isolamento da lockdown) passando per quella psicologica (i vissuti di profonda incertezza e paura che accompagnano ogni fase della pandemia) e -forse solo in ultimo- la reale possibilità di risultare positivi al virus stesso. Siamo dunque ‘malati di covid’ anche col tampone negativo, malati delle conseguenze psico-sociali dello stesso, malati dall’essere in balia di uno sconosciuto imprevedibile, di cui non si sa quanto e come potrebbe diventare cattivo. L’imprevedibilità della situazione gioca un ruolo cardinale anche nel modo di affrontarla, generando ansia e senso di impotenza che a medio/lungo termine possono avere ripercussioni anche gravi nella gestione del quotidiano”.

“Va da sé – conclude la psicologa – che l’attenzione alla nostra “salute” in tempi di Covid debba quindi per forza di cose andare oltre all’aspetto biologico di presenza o assenza di malattia ma deve comprendere la cura dell’area psicosociale; ciò si traduce nella possibilità di ascoltarsi e farsi ascoltare nell’espressione di tutti quelli che sono i nostri vissuti, le paure, i timori legati a questo particolare momento storico. Possiamo e dobbiamo permetterci di sentirci vulnerabili e di voler fare qualcosa per noi stessi: così come ricerchiamo un farmaco che stimoli le nostre difese immunitarie, così è giusto pensare a rafforzare le nostre risorse psicologiche per affrontare questa situazione”.

Per ulteriori informazioni e per parlare con la dottoressa Maddalena Ferrari è possibile contattare Fisios, nelle sedi di Vado Ligure (Via Sabazia · 30) e Celle Ligure (L.go Giovanni Giolitti). Per rimanere aggiornati e conoscere tutte i servizi di Fisios potete consultare il sito web (cliccando QUI)  e la pagina Facebook (cliccando QUI).

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