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La “sharing economy” incontra la campagna: a Pietra Ligure il nuovo “Orto dei Matetti” foto

File "in affitto" e verdura "a metro zero": un tuffo nel passato, tra prodotti genuini e antichi valori contadini

Pietra Ligure. Un orto “in affitto”, un mercato “a metro zero”, un luogo dove trascorrere una giornata in serenità, un metodo educativo, un modo per riscoprire i valori del mondo contadino. Sono molte le vesti con cui è possibile vivere il nuovo “Orto dei Matetti”, nato da pochi mesi a Pietra Ligure. Il tutto con una filosofia chiara: riavvicinare le persone alla stagionalità e alla genuinità delle verdure, ma anche al piacere di aggregarsi con altre persone.

L’originale iniziativa è frutto dei ricordi e della passione di Massimiliano Ragusa, presidente dell’associazione culturale “Matetti da Pria”. “L’idea deriva un po’ dalla mia educazione, sono cresciuto in mezzo alla campagna – racconta – ora avendo due bambini piccoli ho voluto proseguire con questa tradizione. E sta funzionando, perché i miei figli amano stare all’aria aperta e mangiare prendendo la frutta e la verdura direttamente dalle piante. Allora mi sono detto che sarebbe stato bello dare la possibilità anche ad altre persone di dare questo ‘imprinting’ ai propri bambini”.

Tre le proposte principali. La prima è la possibilità di “affittare” porzioni di terreno: “Ogni fila ha un ‘proprietario’ – spiega Ragusa – noi ci occupiamo di coltivarla, innaffiarla e pulirla e a lui non resta che venire a raccogliere la frutta o la verdura fresca per portarla via”. Ogni fila garantisce al suo “ortista” piante di pomodori, melanzane, peperoni, zucchine, fagiolini, cetrioli , basilico, trombette, insalata e altre verdure coltivate.

La seconda possibilità è quella di limitarsi ad acquistare i prodotti sul posto. “Definiamo il nostro punto vendita ‘a metro zero’ perché i clienti possono scegliere i prodotti direttamente sulle piante – chiarisce Ragusa – con la garanzia di portare a casa solo merce genuina. Noi rispettiamo la stagionalità delle verdure, e non utilizziamo alcun fertilizzante chimico ma solo concimi naturali. Il nostro slogan è: ‘Verdura buona, non bella’. Inoltre vendiamo anche uova fresche e miele, ma il nostro fiore all’occhiello sono le pesche: davvero deliziose”.

La terza offerta è quella agrituristica: tre zone dotate di barbecue all’ombra che possono essere “affittate” per una giornata diversa. “I clienti possono cucinarsi in autonomia la carne o il pesce e degustare la verdura fresca scegliendola direttamente in loco – racconta Ragusa – E’ un modo per far conoscere la realtà contadina: questo è il nostro spirito”. Lo stesso spirito che porta il titolare dell’azienda a organizzare serate culturali, degustazioni ed eventi rivolte a residenti e turisti.

Un ideale che emerge anche dal nome stesso dell’azienda: “Matetti significa bambini – spiega Ragusa – e noi nel creare quest’orto abbiamo pensato proprio a loro. Ma ‘matetti’ siamo un po’ anche noi: non ci consideriamo assolutamente professionisti della campagna, non abbiamo coltivazioni massive”. L’obiettivo sociale, prima che commerciale, dell’iniziativa è trasparente anche nella gestione economica: “Da statuto il 10% dei ricavi dell’azienda viene dato all’associazione culturale ‘Matetti da Pria’, per finanziare iniziative con cui valorizzare il territorio. Questa azienda agricola è, prima di tutto, un modo per riscoprire antichi valori con cui siamo cresciuti e in cui crediamo”.

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