Aggiornamento

Infiltrazioni mafiose in Liguria, nel savonese presenza di cosche calabresi e sodalizi criminali stranieri

L'analisi della Direzione Investigativa Antimafia (DiA) riferita al primo semestre del 2023. In Liguria cosche oeranti per lo più nel settore del traffico e dello spaccio di stupefacenti. Nell’area di Toirano attiva una proiezione della cosca Raso-Gullace Albanese di Cittanova

direzione investigativa antimafia, dia

Liguria. E’ stata pubblica la Relazione sull’attività svolta e risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia nel primo semestre del 2023, presentata dal Ministro dell’Interno, e relativa all’analisi sui fenomeni di criminalità organizzata di stampo mafioso del I semestre del 2023.

Partendo dall’analisi regionale, in Liguria la criminalità mafiosa calabrese risulta strutturata attraverso i locali di Genova, Lavagna e Ventimiglia, ravvisando nella “Liguria” una macro-area criminale sottoposta al controllo delle cosche calabresi insediate.

“Recentemente – si legge nella relazione –  inoltre, si è avuta contezza giudiziaria anche di un ulteriore rilevante insediamento operativo a Bordighera. In merito alla presenza di gruppi di altra matrice criminale, si segnala la presenza di singole proiezioni extraregionali di camorra e mafia siciliana, quantunque non organizzate in sodalizi strutturati”.

Tutte le province liguri sono caratterizzate dalla presenza di sodalizi criminali stranieri, spesso costituiti da extracomunitari irregolari di origine africana, sudamericana o dell’est Europa, operanti per lo più nel settore del traffico e dello spaccio di stupefacenti. Alcune recenti attività antidroga, tra l’altro, hanno dato testimonianza di sinergie operative tra la criminalità organizzata albanese con soggetti riconducibili alla ‘ndrangheta a alla criminalità autoctona.

Provincia di Savona

Nella provincia di Savona ed, in particolare, nell’area di Toirano, risulta attiva una proiezione della cosca Raso-Gullace Albanese di Cittanova (RC).

Il 16 marzo 2023 la DIA ha eseguito un decreto di confisca di beni emesso dal Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di un soggetto originario di Cittanova (RC), ma da tempo radicato ad Albenga e ritenuto “vicino” ad una cosca di ‘ndrangheta cittanovese, le cui proiezioni operative in Liguria erano state confermate anche all’esito di una pregressa inchiesta, a conclusione della quale la DIA e la Polizia di Stato avevano eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 42 persone indiziate di associazione di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni e corruzione, fra le quali anche il proposto. Il provvedimento ha disposto la confisca di 2 beni immobili ed 1 rapporto bancario per un valore complessivo di 400 mila euro.

Il 19 aprile 2023 il Tribunale di Savona ha condannato due fratelli originari di Africo (RC), imprenditori nel settore edilizio, per il delitto, in concorso fra loro, di turbata libertà degli incanti aggravata dal metodo mafioso. La vicenda era emersa il 26 luglio 2022, quando la Polizia di Stato di Savona aveva eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di uno dei due imprenditori, legati da vincoli di parentela con esponenti della cosca africota Morabito-Palamara-Bruzzaniti e da tempo stabilitisi a Savona perché, con minaccia ed avvalendosi della forza di intimidazione del vincolo associativo, ha allontanato alcuni offerenti da un’asta pubblica indetta dal Tribunale di Savona.

Il 3 maggio 2023, all’esito dell’operazione “Sunset”, la DIA e i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 15 soggetti indagati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico, produzione e spaccio di stupefacenti. Nello specifico è emersa l’operatività di un’associazione, operante a Savona ed in altre località del territorio nazionale ed estero, attiva nell’importazione, vendita ed illecita detenzione di cocaina ed eroina, diretta, tra gli altri, da un noto latitante di ‘ndrangheta. L’attività investigativa ha consentito di delineare un quadro gravemente indiziario grazie ad un report di Europol relativo all’uso di chat criptate su piattaforme di messaggistica che consentivano lo scambio di comunicazioni mediante una rete globale privata di server. L’associazione, in interazione con una compagine sudamericana, è risultata coinvolta in almeno due importazioni di cocaina dalla Spagna di 31 kg e 50 kg, nonché nella relativa distribuzione in Italia.

Presso il porto di Savona, il 17 gennaio 2023, la Guardia di finanza ha proceduto al sequestro di una tonnellata di cocaina, occultata nella chiglia di una nave mercantile battente bandiera di Hong Kong, proveniente da Santos (Brasile) previa sosta intermedia al terminal portuale di Punta Pereyra (Uruguay). Nell’ambito di un controllo di un autocarro presso l’area di servizio di Ceriale Sud, il 1° marzo 2023, la Polizia di Stato ha rinvenuto 261 kg di hashish e 107 kg di marijuana, procedendo all’arresto in flagranza del conducente albanese del mezzo. Alcuni carichi di droga sono stati rinvenuti dalla guardia di finanza nel porto di Vado Ligure. Il 15 marzo 2023, sono stati sequestrati circa 47 kg di cocaina, suddivisi in 42 panetti, all’interno di un container di nocciole sgusciate provenienti da Valparaiso (Cile).

Ancora il successivo 23 marzo 2023, sono stati arrestati in flagranza di reato 3 albanesi intenti a recuperare in un container, contenente banane e proveniente dall’Ecuador, 81 kg di cocaina. Infine, il 12 aprile 2023, la notizia  dell’arresto in flagranza di un altro soggetto anch’esso albanese e sorpreso a recuperare oltre 84 kg di cocaina occultata in un container proveniente sempre dall’Ecuador carico di banane.

L’analisi degli elementi info-investigativi estratti dal patrimonio informativo della DIA restituisce uno scenario della criminalità organizzata italiana che conferma come le organizzazioni mafiose, da tempo avviate ad un processo di adattamento alla mutevolezza dei contesti socio-economici ed alla vantaggiosa penetrazione dei settori imprenditoriali, abbiano implementato le capacità relazionali sostituendo l’uso della violenza, sempre più residuale ma mai ripudiato, con strategie di silenziosa infiltrazione e con azioni corruttive. Lo dimostrano, da un lato, le numerose indagini di contrasto condotte nell’ambito dell’accaparramento da parte dei sodalizi mafiosi di appalti e servizi pubblici e, dall’altro, gli omicidi commessi in contesti di mafia, soprattutto nel territorio campano e pugliese, e i sequestri di armi effettuati anche in questo semestre.

In questo contesto, l’uso della tecnologia assume un ruolo determinante per l’attività illecita delle organizzazioni criminali, che con sempre maggiore frequenza utilizzano i sistemi di comunicazione crittografata, le molteplici applicazioni di messaggistica istantanea e i social. Dagli esiti delle indagini concluse nel semestre emerge come la principale fonte di redditività dei cartelli criminali, al livello transnazionale, continui comunque ad essere il traffico di sostanze stupefacenti, a volte gestito mediante nuovi modelli organizzativi capaci di sfruttare il web soprattutto nella fase dello smercio. Questo aspetto di “internazionalizzazione” si manifesta a tutti i livelli, anche nell’attività di cessione al minuto, in qualche caso demandata a manovalanza straniera per compiti meramente “esecutivi”.

A livello strategico, questa propensione internazionale dei sodalizi si estrinseca con la capacità di stringere rapporti con i maggiori narcotrafficanti stranieri per attivare nuovi canali di approvvigionamento dei carichi di stupefacenti. Significativi anche i segnali dell’inserimento delle consorterie nella gestione degli enti pubblici che altera il buon andamento della pubblica amministrazione. Al riguardo, non sono mancati, sebbene limitati a precise aree del meridione, anche nel semestre in rassegna i provvedimenti di scioglimento per infiltrazione mafiosa di 3 amministrazioni comunali in Sicilia, 2 in Calabria e 1 in Puglia, a dimostrazione di come sia ancora il contesto territoriale del meridione ad essere maggiormente permeabile.

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