Lutto

E mancata la prof. Battaglieri, storica insegnante del liceo di Finale Ligure

Oggi i funerali a Ormea, aveva 90 anni: il ricordo dei suoi allievi

Fulvia Basso Battaglieri

Si sono svolti oggi in Ormea i funerali della prof. Fulvia Basso in Battaglieri, storica insegnante di scienze e chimica del liceo scientifico di Finale Ligure. Aveva 90 anni, lascia il Figlio Lucio, i nipoti Marco e Luca Battaglieri di Finale Ligure, Marisetta e Fabrizio Bozzolo di Ormea.

I suoi allievi la ricordano come insegnante esigente ma giusta: “Non faceva sconti a nessuno, anche a chi andava benissimo in altre materie, la “sua” occorreva saperla bene, in caso contrario scattava l’insufficienza. L’interrogazione era decisa dal caso, dall’estrazione a sorte del numero preso da una scatoletta, anche se era avvenuta due giorni prima, quando si pensava di averla scampata”.

Il professor Gino Rapa la ricorda con grande affetto. “Mia insegnante (e mio “incubo”) di Chimica e Scienze e, una volta laureatomi, mia Preside allo Scientifico di Finale. Ricordo che, appena vinto il Concorso, mi era stata assegnata la cattedra nel suo istituto. Dopo essersi congratulata con me e ricordato con un po’ di nostalgia gli anni albenganesi, mi chiese: “Visto che è la tua prima volta nelle Superiori ti concedo di esprimere una preferenza”. Ringraziai e risposi: “Considerando appunto che sono alle prime armi vorrei insegnare ai ragazzi più giovani, una classe del biennio”. Il giorno dopo mi arrivò la comunicazione ufficiale: “Classe 3 A e 5 B da portare alla Maturità”. Di fronte al mio stupore e alla mia preoccupazione: “Non ti ho dato ascolto, perché ti conosco bene e so che ce la puoi fare”. Così fu. E ricordo quell’anno all’Issel di Finale come uno dei più importanti della mia vita di insegnante. Ciao Fulvia”.

“Quando sono andato a dare l’esame di chimica a medicina” la ricorda commosso Giuseppe Pizzonia, primario di chirurgia oncoplastica a Savona, “mi sono preparato solo sugli appunti del Liceo della Battaglieri, non ho neppure aperto il libro perché ricordavo ancora tutto, alla fine ho preso trenta grazie al suo insegnamento”.

“Ho ancora il quaderno degli appunti di quinta” gli fa eco il collega Marco Scardino, primario di Anestesiologia all’Humanitas di Milano, “ricordo ancora a memoria le fasi lunari, le rotazioni, rivoluzioni e traslazioni lunari e in questi anni, sono più di quaranta, non si è mai esaurito l’interesse, al di là dei miei studi in medicina. Mi ha trasmesso l’amore per la scienza, a non lasciare mai nulla al caso, la precisione e la voglia di apprendere e di innovare”.

“Eravamo i nipoti, eppure ci ha trattato esattamente come gli altri”, la ricordano Marco e Luca Battaglieri, medico e avvocato in Finale Ligure. “Essendo anche noi suoi allievi, veniva chiamata da tutti, ma non in sua presenza, “Zia Fulvia”. Le davamo del lei e i nostri compagni di classe si sono accorti subito che non ci faceva alcuno sconto, anzi, nelle occasioni in cui la incontravamo in famiglia, non mancava di redarguirci per quelle invariabili lacune mostrate nell’ultima interrogazione. Ci ha insegnato che la vita non regala nulla, che se si vuole ottenere qualcosa occorre guadagnarsela, anche facendo fatica”.

“Anch’io sono stato suo alunno al Liceo di Finale”, la ricorda Lucio, il figlio “Mia mamma, fino all’ultimo, ha tenuto sul comodino i suoi preziosi libri di chimica e di scienze, non mancando mai di aggiornarsi, coltivando la sua grande passione per la scienza, come dovesse tornare ad insegnare.

“La ricorderò per sempre!” aggiunge Marina Staricco, allieva degli anni ’70, “è stata un’insegnante eccezionale come anche una persona straordinaria!”.

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