Evoluzione

Da “mostra fake” contro l’uso scorretto di IA e social a iniziativa didattica: ecco il progetto “Mi sento una mattonella” con le scuole di Toirano fotogallery

La provocazione di Alessandro Gimelli si è trasformata in un progetto di educazione civica

Ecco il progetto "Mi sento una mattonella" con le scuole di Toirano

Loano. Da “mostra fake” provocatoria contro certe derive della comunicazione moderna e contro l’abuso dell’intelligenza artificiale a progetto didattico per le scuole. E’ stata questa la sorte di “Liberi tutti”, l’esposizione che nel 2023 è stata ospitata all’interno del workshop “The Overpass” di Alessandro Gimelli a Loano.

Come spiegato a suo tempo da IVG.it, a giugno 2023 Gimelli aveva annunciato sulla propria pagina Facebook  il ritrovamento dei diari, degli effetti personali e dei lavori di Ferdinando Latroja, semisconosciuto fotografo messicano. Un ritrovamento casuale eppure importantissimo, che permetteva di restituire e far conoscere al grande pubblico la vita e le opere di un artista scomparso e per lo più dimenticato, che pure aveva trascorso a Loano gli ultimi cinque anni noti della sua vita.

Qualche giorno dopo e per una sera sola, Gimelli aveva allestito nel suo studio una mostra che ripercorreva le varie fasi dell’esistenza di Latroja e metteva in mostra alcuni cimeli della sua vita e alcuni suoi scatti. Specie le istantanee dedicate alle mattonelle, vero e proprio oggetto “culto” di Latroja, che in molte occasioni ha detto di sentirsi “schiacciato dalla vita come una mattonella” a causa delle tante vicissitudini negative che lo avevano colpito.

La mostra aveva ottenuto un notevole successo di pubblico: tantissime persone, infatti, avevano visitato l’Overpass ed erano rimaste colpite dall’allestimento di Gimelli, dalla storia di Latroja, segnata dal successo e anche da una certa dose di sfortuna, e dai suoi lavori, incredibilmente moderni pur essendo stati realizzati tra gli anni ’70 e ’90 del secolo scorso, e dai cimeli, come detto riemersi dal passato come grazie ad una macchina del tempo. Ad arricchire la mostra, il contributo video di Cristiana Mecozzi, attrice e autrice molto attiva sui social-network, dove propone video stile mockumentary: a lei il compito di “raccontare” la figura di Latroja con un tocco da attrice e artista e anche da rigorosa divulgatrice scientifica.

Prima di lasciare lo studio, però, ecco la rivelazione: Ferdinando Latroja non esiste. La sua biografia è stata inventata di sana pianta, le sue fotografie sono state realizzate da Gimelli o dall’Intelligenza Artificiale, alla cui fredda creatività si deve anche l’immagine dello stesso fotografo, realizzata da zero sulla base di alcune semplici informazioni immesse nel sistema. I cimeli, infine, sono stati prelevati qua e là dalle cantine o dalle soffitte di amici e conoscenti.

Una sorta di “truffa” di cui IVG.it era perfettamente a conoscenza e che pure ha voluto supportare per sostenere l’obiettivo finale di questo progetto creativo: indurre tutti i visitatori a riflettere. A riflettere su cosa può fare oggi l’intelligenza artificiale e a quali possono e devono essere i suoi limiti; a riflettere sul comportamento di tanti di noi sui social network, diventati veri e propri ritrovi di hater e cinici del tutto privi di compassione che, pur di parlare ed esprimere il loro pensiero al grido di “Io posso dire ciò che voglio” dimenticano il rispetto e la solidarietà umana; a riflettere su ciò che noi, tutti noi, siamo diventati, specie quando siamo in Rete. Perché, come spiega Gimelli: “Siamo stati tutti Ferdinando Latroja almeno una volta nella vita”.

Gimelli Mostra Ferdinando Latroja

Ora, a distanza di quasi un anno, quella provocazione è diventata un progetto didattico rivolto alle scuole. La produzione artistica dal sapore estremo ed egocentrico di Ferdinando Latroja, infatti, ha ispirato il progetto di educazione civica “Mi sento una mattonella”, realizzato dagli insegnati delle classi seconde della scuola media di Toirano in collaborazione con Gimelli.

“Oltre ad apprendere alcuni rudimenti di tecnica fotografica – spiega Gimelli – gli alunni hanno potuto confrontarsi su temi quali la libertà di pensiero e di espressione e il senso distorto che oggi questi concetti sembrano vedersi attribuiti e si sono messi in gioco scattando alcune fotografie ispirate alla produzione tarda di Ferdinando Latroja, quella delle polaroid scattate a Loano e che attraverso la metafora della mattonella da marciapiede mettevano in luce la sofferenza e il disagio di un uomo dalla vita non proprio facile. I ragazzi sono stati invitati a immortalare una mattonella nella quale si riconoscevano e a scrivere il motivo che li faceva immedesimare in essa, il tutto in forma anonima”.

Mercoledì 5 giugno queste fotografie, ognuna accompagnata da un pensiero, sono state esposte a “The Overpass” in una mostra interattiva intitolata “Io sono una mattonella”; la mostra, a ingresso libero e gratuito, ha invitato i visitatori a riflettere sul mondo interiore dei più giovani; i genitori dei fotografi in erba, invece, hanno potuto provare a riconoscere, tra tutte quelle in mostra, le fotografie e i pensieri dei loro figli offrendo un nuovo e originale spunto di discussione e confronto per tutte le famiglie.

Ecco il progetto

Il progetto “Mi sento una mattonella” è stato ideato dalle insegnanti della scuola e da Gimelli ed è stato realizzato grazie al contributo economico dell’associazione “Festa dei Gunbi” che ogni anno si occupa di organizzare a Toirano uno degli eventi più amati delle estati savonesi. All’inaugurazione erano presenti il presidente dell’associazione Mirko Infantino e il suo vice Luca Michero, oltre agli alunni e ai loro genitori e le insegnanti.

Io sono una Mattonella: Un Progetto Scolastico tra Realtà e Finzione

La mostra fotografica è stata allestita dai ragazzi della scuola secondaria di primo grado Montale di Toirano. L’esposizione è il frutto di un laboratorio tenuto dallo stesso fotografo Alessandro Gimelli agli alunni delle classi seconde dell’Istituto Val Varatella.

L’idea
Tutto è nato la notte bianca di Loano, a giugno 2023, quando The Overpass, lo studio di Alessandro Gimelli, è stato il palcoscenico di una mostra fotografica unica nel suo genere. Il protagonista? Un misterioso fotografo sudamericano di nome Ferdinando Latroja, le cui opere hanno catturato l’immaginazione di molti, compresi gli alunni delle seconde medie della scuola E. Montale di Toirano, facente parte dell’istituto comprensivo Val Varatella.

Ferdinando Latroja, secondo quanto narrato da Gimelli agli studenti, era un artista che si sentiva schiacciato dal mondo, proprio come una mattonella. La sua arte era un riflesso di questo sentimento, con fotografie che ritraevano mattonelle in diverse situazioni e contesti. La storia di Latroja e le sue opere hanno affascinato gli alunni, spingendoli a riflettere su tematiche profonde e personali.

La grande rivelazione
Dopo aver raccontato con passione la vita di Latroja e mostrato le sue fotografie, Gimelli ha svelato la verità: Latroja non è mai esistito. Le fotografie, la biografia, tutto era stato creato utilizzando un software di intelligenza artificiale. Questa rivelazione ha sorpreso e disorientato gli studenti, portandoli a una riflessione critica sulle fake news e sull’impatto delle informazioni false nella società contemporanea.

Un progetto fotografico scolastico
Stimolati da questa esperienza, gli alunni sono stati invitati a partecipare a un progetto fotografico personale. Ogni studente ha scelto una mattonella, quella che meglio rappresentava il proprio stato d’animo, e l’ha fotografata. Insieme alla foto, hanno scritto una frase che spiegasse il loro sentimento in quel momento.

Dalla finzione alla creatività degli alunni
Le fotografie e le frasi degli studenti hanno dato vita a una nuova mostra, ospitata nello stesso studio di Alessandro Gimelli. Questo evento ha segnato una transizione importante: dalle immagini generate dall’intelligenza artificiale, si è passati a opere create dai ragazzi, con un forte carico emotivo e personale.

Ecco il progetto

La mostra: uno specchio dell’animo giovane
La mostra “Io sono una Mattonella” ha presentato le opere degli alunni, offrendo uno spaccato dei loro stati d’animo e delle loro riflessioni. Ogni foto, accompagnata da una frase, ha raccontato una storia unica, un pezzetto del mondo interiore di ciascun ragazzo.

L’iniziativa ha avuto un impatto significativo sugli studenti, insegnando loro non solo le tecniche fotografiche, ma anche l’importanza della verità e il potere della creatività come mezzo di espressione e di auto-riflessione.

Conclusioni
Il progetto “Io sono una Mattonella” si è rivelato un’esperienza educativa e formativa straordinaria. Gli alunni hanno potuto sperimentare in prima persona come la tecnologia può creare realtà alternative, ma anche come l’arte può essere un potente strumento per esprimere e condividere le proprie emozioni. La mostra finale ha rappresentato una celebrazione della creatività giovanile e una lezione indimenticabile sulla natura della verità e della finzione nel mondo moderno.
Gli insegnanti, consapevoli della crescita e dell’arricchimento interiore che i propri alunni hanno ricevuto dall’esperienza, assieme agli studenti ci tengono a ringraziare Alessandro Gimelli per la professionalità, il tempo messo a disposizione e l’opportunità dategli e l’associazione “Festa dei Gunbi” per il contributo senza il quale non sarebbe stato possibile realizzare l’intero progetto.

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