Tra passato recente e futuro prossimo

Cairese in Serie D. Il vicepresidente Boveri: “Ora si apre un mondo, Boschetto? Nessuna clausola e solo complimenti, decideremo insieme”

Si intensificherà il rapporto con il Novara per la costruizione della squadra, solo elogi per mister Boschetto ma futuro da scrivere. Lato settore giovanile, è separazione tra Sergio Soldano e la Cairese

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La stagione della Cairese è finita da circa ventiquattro ore ma a breve bisognerà programmare la stagione in Serie D togliendo il cartello “Scusate il ritardo” per apporre “Work in progress”. I playoff da intoppo sono diventati un trampolino di lancio per l’entusiasmo della piazza. Domani sera la squadra festeggerà a Cairo un traguardo che mancava dagli inizi degli anni novanta (Interregionale). Mentre per parlare di quarta serie bisogna tornare agli anni ’80 di Cesare Brin. La sfida ora è provare a consolidare il club a questo livello. Lo sa bene il vicepresidente Federico Boveri.

Sfrontati – troppo secondo alcuni – ma avete subito detto di voler salire. Vi è costato qualche critica quando le cose non andavano bene….

Quando si prendono determinati giocatori e si guarda ai valori delle rose mette male nascondersi. Era impossibile mantenere il profilo basso con questa squadra. Abbiamo preso i migliori delle squadre avversarie innestandoli su quelli che reputavamo la base su cui ripartire dopo un terzo posto. Vincere senza nascondersi vale doppio, siamo ancora più soddisfatti.

Perché la squadra è stata così altalenante nella regular season?

Secondo me era tutta una questione di testa e motivazioni. A gennaio la squadra è stata rinforzata tantissimo. Quando abbiamo iniziato i playoff era tranquillo perché sapevo che eravamo i più forti. Tante volte abbiamo perso punti in partite che sembravano semplici, abbiamo lasciato a desiderare dal punto di vista dell’atteggiamento. Ai playoff la squadra ha tirato fuori la fame e la voglia di lottare, avremmo battuto chiunque. A Mapello abbiamo fatto sembrare normalissima una squadra forte.

Mister Boschetto ha raggiunto l’obiettivo. Agli alti e bassi in campionato ha fatto da contraltare un ruolino di marcia perfetto negli scontri diretti. Avanti con lui? La storia della clausola per la conferma in caso di promozione è vera?

Non esiste nessun accordo di questo tipo. Eravamo concentrati su questo obiettivo e non abbiamo ancora parlato. Lui e il suo staff sono stati gli autori di questa impresa. Regular season a luci ed ombre? Al mister vanno solo fatti i complimenti, ha riportato la Cairese in Serie D dopo 33 anni. Questo è quello che conta.

Fabio Boveri è vicepresidente del Novara (Serie C). Non è sbagliato dire che ora si intensificheranno i rappporti per la costruzione della rosa gialloblù?

Nei prossimi giorni decideremo con il mister se proseguire. Poi valuteremo giocatore per giocatore. La Serie D impone un impegno diverso e dobbiamo capire chi è intenzionato ad affrontarla a prescindere dalle qualità. Normale che ora lavoreremo sempre più in sinergia con il Novara inserendo in squadra giovani promettenti ma non ancora pronti per i professionisti. Per noi si apre un mondo e un nuovo modo di lavorare. Dopo questa impresa, ci prepariamo a farne una mai riuscita in gialloblù, ovvero la salvezza in quarta serie.

A proposito di giovani. Punterete su Federico Berretta, di proprietà della Cairese e quest’anno protagonista con l’Albenga in Serie D?

Conosciamo molto bene il valore di Berretta. Ha le qualità per essere una risorsa importantissima per noi ma dobbiamo ancora parlare. Fino a oggi, anche per scaramanzia, non ho mosso un dito per la prossima stagione. Prima di parlare di mercato, festeggiamo ancora un po’ per rendere merito a questo gruppo.

A un certo punto, il Novara rischiava di retrocedere e la Cairese di non salire. Immagino non sia stata una stagione di solo divertimento in casa Boveri…

Abbiamo passato un anno veramente duro lato Cairese, per questo dedico la vittoria alla mia famiglia. Domani sono due anni dall’insediamento di mio papà come presidente. Siamo stati massacrati e attaccati perché i risultati non arrivavano, ma nel calcio ci sono migliaia di variabili. Abbiamo subito critiche senza senso perché abbiamo provato a cambiare la società dopo il nostro arrivo e i risultati non ci davano ragione. Al primo anno siamo entrati in corso e in punta di piedi, poi da quest’anno abbiamo puntato con forza sulle nostre idee. Questo ci dà ancora più soddisfazione.

Lato settore giovanile, è separazione con Sergio Soldano?

Sì, le nostre strade si dividono. L’ho ringraziato per quanto ha fatto. A breve comunicheremo novità importanti sul settore giovanile. Il risultato della prima squadra gioverà anche al settore giovanile in termini qualitativi e di numeri.

Nelle pagelle della stagione, c’è qualche voto che modificheresti?

Sì. Darei un bel 10 a tutti, anche a coloro che hanno lavorato dietro le quinte.

 

 

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