Confronto

Assemblea Coldiretti Savona: “Fauna selvatica minaccia le produzioni locali”

Approvazione del bilancio e delle linee programmatiche

Savona. Chiamati in assemblea provinciale ad approvare il bilancio e le linee programmatiche per questa annualità, i presidenti di sezione di Coldiretti Savona si sono confrontati con i vertici dell’associazione. È stato innanzitutto approvato il bilancio consuntivo dell’anno 2023, che riporta un utile e dunque sottolinea una posizione di solidità economica da parte dell’associazione. Inoltre, si è discusso e si sono analizzate le due macro questioni di prioritaria importanza: il problema della fauna selvatica e la difesa del Made in Italy attraverso mobilitazioni e proteste.

“Grazie agli incontri territoriali di febbraio e marzo – affermano il presidente di Coldiretti Savona Marcello Grenna e il direttore provinciale Antonio Ciotta – abbiamo raccolto tra i nostri agricoltori la strabordante presenza di cinghiali nelle coltivazioni del territorio, dall’entroterra alle coste. Un problema del genere non può essere rimandato né posto in secondo piano”.

I danni provocati dalla fauna selvatica sono immensi, soprattutto se si pensa a un settore trainante per l’intera provincia di Savona come quello dell’agricoltura. Infatti, l’agricoltura del savonese è oggi la prima classificata per PLV (Produzione lorda vendibile) nell’ambito dell’agricoltura praticata nelle quattro province liguri.

“Un settore a rischio a causa di una totale mancanza di controllo della fauna selvatica: i nostri coltivatori vivono di fiori, piante, erbe aromatiche. Come possono pensare di sopravvivere al passaggio dei cinghiali sulle proprie terre?”.

A ciò, durante l’Assemblea, si è aggiunta la questione della difesa del Made in Italy e dunque di un principio di reciprocità a livello internazionale. “Non siamo contro le importazioni, sia chiaro,” spiegano Grenna e Ciotta, “ma è arrivato il momento di una svolta netta negli accordi commerciali che in questi anni hanno favorito l’importazione agevolata anche in Italia di prodotti agroalimentari provenienti dall’estero e venduti come made in Italy”. Un aspetto sancito dalla legge, e nello specifico dall’attuale codice doganale sull’origine dei cibi che permette questo vero e proprio furto d’identità.

A seguito di ciò, Coldiretti Savona – con voto unanime dell’Assemblea – ha deciso di continuare lo stato mobilitativo oramai intrapreso da diversi mesi a livello nazionale, trasportando sul territorio azioni di partecipazione, impegno e proposta. “Sicuramente quella che abbiamo davanti è una stagione impegnativa e complessa”, concludono, “ma non dobbiamo mai dimenticare che la forza del territorio sono i nostri imprenditori che con il loro lavoro tutelano l’ambiente, custodiscono tradizioni, valorizzano grandi eccellenze e creano occupazione”.

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