Il tour

Inchiesta corruzione, Beppe Grillo dal palco di Bologna: “Vengo da una regione governata da Rete 4”

Il garante del Movimento 5 Stelle commenta per la prima volta lo tsunami giudiziario, pur con poche, tiepide frasi. Il 26 maggio sarà al Teatro Sociale di Camogli

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Liguria. È passata poco più di una settimana da quando in Liguria è deflagrata la bomba dell’inchiesta giudiziaria sulla corruzione che ha decapitato la Regione, portando all’arresto di presidente (sospeso) Giovanni Toti. E tra le tantissime reazioni arrivate dal mondo politico, una voce risuona non per la potenza, ma per l’assenza: quella di Beppe Grillo, che ha apparentemente scelto di non esprimersi sullo tsunami che ha sconvolto la sua regione.

Neanche sabato, giornata in cui Giuseppe Conte è arrivato a Genova per partecipare alla grande manifestazione convocata dalle associazioni liguri, in cui naturalmente l’inchiesta ha tenuto banco, il fondatore del Movimento 5 Stelle si è pronunciato.

Nessun commento neppure sul blog, nulla è trapelato sulla sua posizione neanche dal pentastellati liguri: dalle colline di Sant’Ilario un silenzio assordante sul tema. Almeno sino a martedì sera, quando è salito sul palco del teatro Celebrazioni di Bologna – città da cui di fatto lanciò il Movimento – per la tappa del suo tour “Io sono un altro”, e ha lasciato uscire qualche tiepida frase, appena un accenno.

Le parole riportate dall’edizione bolognese di Repubblica non sembrano infatti riflettere l’impetuosità e la sagacia del “vecchio” Grillo, soprattutto su un tema che lo tocca così da vicino: “Vengo da una regione governata da Rete 4 – ha detto dal palco – una regione di industriali che invece di dire ‘buongiorno’ ti dà l’iban”. Poi il porto: “Ci ho lavorato anche io, si rubava tutti ma funzionava tutto. Il sale, lo zucchero, il caffè, qualcuno magari un televisore arrivato dalla Cina. Nessuno si è mai arricchito. Era meraviglioso”.

Il 26 maggio Grillo sarà al Teatro Sociale di Camogli, e chissà che non si lasci sfuggire qualcosa in più trovandosi nella sua terra. La chiosa a Bologna, però, lascia intravedere un cambiamento forse più profondo di quanto si pensasse: “Non faccio più spettacoli, non riesco più a capire chi siete, chi ho davanti, e non so di conseguenza neanche più chi sono io”.

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