Sassello

Ospedale Sant’Antonio, le lavoratrici che non hanno aderito all’agitazione: “Soddisfatte dei miglioramenti portati dalla nuova organizzazione”

L'analisi di turni, rapporti interni e stipendi

ospedale sant'antonio sassello

Sassello. Le lavoratrici della Rsa Sant’Antonio di Sassello non aderenti all’agitazione sindacale intervengono a proposito della situazione in cui verte la struttura.

Come è già noto da tempo, l’Asp Ospedale Sant’Antonio di Sassello si trova ormai da anni in una situazione economica precaria e, con il commissariamento dell’Ente avvenuto ad agosto del 2022, sono state apportate modifiche sostanziali anche a livello organizzativo. In particolare, a decorrere dal 2023, anche con l’arrivo del nuovo amministratore unico della Sant’Antonio Servizi srl, società strumentale a totale partecipazione pubblica dell’ Asp, si è provveduto ad avviare un nuovo assetto organizzativo, definendo e valorizzando tutti i ruoli presenti all’interno dell’organizzazione della struttura e cercando di dare un assetto organizzativo maggiormente definito”.

“Quanto sopra trova anche riscontro nell’individuazione di una referente infermieristica la quale, confrontandosi quotidianamente con la direzione, è responsabile dell’organizzazione interna con il fine di migliorare sempre più la stessa sia in favore dei lavoratori che dell’utenza presente preso la Rp Ospedale Sant’Antonio. La referente infermieristica risulta essere un punto di riferimento per tutti gli operatori svolgendo anche una sorta di accoglienza degli stessi. Inoltre, la direzione è sempre stata rispettosa delle normative attualmente vigenti in materia di accreditamento istituzionale e ha riparametrato correttamente i minutaggi attualmente in uso”.

“Noi lavoratori non abbiamo aderito all’agitazione sindacale SHC Sanità, in quanto, nonostante le difficoltà note e presenti da anni, siamo soddisfatti dei miglioramenti che la nuova organizzazione sta apportando e che continua a fare giorno per giorno. Riteniamo che la mole di lavoro sia adeguata ed il piano di lavoro è sempre stato chiaro e rispettoso sia nei confronti dei dipendenti che degli ospiti: nonostante questo è capitato che il personale sociosanitario abbia svolto mansioni dell’operatore generico ma ciò, oltre a essere previsto all’interno della normativa (fino al 30% un operatore Oss può svolgere mansioni di un generico), è stato prontamente risolto tramite l’assunzione di un’ulteriore operatore generico. Il clima presente tra i dipendenti a volte è apparso caratterizzato da malessere ma ciò non ha coinvolto la totalità dei lavoratori e, a detta nostra, pare abbia avuto solamente motivazioni personali.”

“La formulazione dei turni di lavoro, in alcune occasioni, ha avuto piccole irregolarità ma questo è soggetto a malattie e dal fatto che la referente infermieristica e la direzione cercano sempre di andare incontro alle esigenze e richieste di ogni dipendente, assicurando le dovute ferie e riposi. Si sta cercando comunque di dare riposi in più a quei lavoratori che risultano avere una banca ore maggiormente consistente e, da far notare, che i turni sono sempre stati coperti”.

“Infine, le retribuzioni hanno sempre avuto carattere di trasparenza, in forza del Ccnl Uneba; le buste paga vengono sempre consegnate ai dipendenti, tutte le voci e i calcoli sono corretti e, all’interno della stessa, sono sempre presenti le ore giornaliere lavorative nel mese, visibili giorno per giorno. Nonostante la difficoltà economica dell’Ente, gli stipendi sono sempre arrivati puntuali e questo dimostra l’attenzione e la buona volontà dell’amministrazione”.

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.