La serata

Oltre 600 finanziatori vecchi e nuovi alla cena per Toti: “Dobbiamo continuare su questa strada, i numeri ci danno ragione”

A Villa Lo Zerbino l'evento annuale con numeri da record, tra i presenti anche Mauro Vianello. Il governatore ai suoi fedelissimi: "Non riconsegneremo la Liguria al pessimismo”

Liguria. In lista ci sono più di 630 persone, inevitabile qualche forfait dell’ultimo minuto, ma il numero è comunque da record. Tanto che il traffico davanti a Villa Lo Zerbino fatica a defluire mentre arrivano gli ospiti della cena di finanziamento del comitato elettorale del presidente Giovanni Toti. “Un appuntamento consolidato che si rinnova con un vigore che neanche noi ci aspettavamo – racconta il presidente, ovviamente tra gli ultimi a sopraggiungere quando sono ormai passate le 20.30 -. Un numero straordinario di partecipanti, più di quanti avremmo potuto accoglierne, quindi abbiamo dovuto dire anche qualche no“.

Nel lunghissimo elenco dei vip che hanno sborsato 450 euro a testa per presenziare all’evento – con un incasso totale che supera i 270mila euro a conti fatti – ci sono parecchi nomi scontati, ma anche qualcuno che scontato non è. Come Mauro Vianello, presidente di Ente Bacini, una figura storicamente vicina al centrosinistra.

Tra i big del porto c’è l’immancabile Aldo Spinelli, ma pure Ferdinando Garrè dei cantieri San Giorgio, l’armatore Stefano Messina, il riferimento del Psa Giulio Schenone, l’amministratore delegato di Stazioni Marittime Edoardo Monzani. Ampia la rappresentanza del mondo imprenditoriale, da Massimo Moretti di Cds (i costruttori del Waterfront) a Giulio Musso di Ance, dal principe Cesare Castelbarco Albani a Marco Risso della nota agenzia marittima passando per un caposaldo dello shipping come Augusto Cosulich. Molti anche i nomi del mondo culturale a partire da Beppe Costa, presidente di Palazzo Ducale. E poi la sanità, pubblica (Marco Damonte Prioli, direttore generale del San Martino) e privata (Francesco Berti Riboli, numero uno di Villa Montallegro).

Buona parte del parterre è composto da esponenti politici del centrodestra: ovviamente i membri della giunta Toti, consiglieri regionali, parlamentari (a cominciare da Ilaria Cavo, a capo del movimento politico del governatore), sindaci e relativi assessori. Non mancano i segretari liguri dei partiti, Carlo Bagnasco (Forza Italia) e Matteo Rosso (Fratelli d’Italia). Edoardo Rixi assente per impegni istituzionali, in sua vece c’è l’assessore Alessio Piana. Presenti tutti i candidati alle europee.

Generico aprile 2024

Toti non scioglie la riserva sul suo eventuale terzo mandato, tema su cui il centrodestra è diviso a livello nazionale, però lancia un messaggio chiaro: “Il 2025 è molto lontano, ma certamente quello che dirò a tutti è che non siamo disponibili a fare un passo indietro e a riconsegnare la Liguria al pessimismo, all’appiattimento, all’invidia e all’odio sociale. A noi piace la Liguria della produzione, dell’occupazione, del lavoro, non la Liguria di chi ha dimostrato di non essere capace di gestirla e di portarla verso un percorso di sviluppo. Ci sarà certamente la volontà di andare avanti”.

“Questo appuntamento – ricorda – c’è ogni anno, finanzia un comitato che ha supportato non solo le campagne elettorali del governatore e del centrodestra in generale ma anche di molti sindaci civici di questo territorio, oltre alle iniziative che periodicamente facciamo in termini di progetti e incontri. È il finanziamento alla nostra parte politica che è fatta da una potente gamba civica e dai nostri amici alleati che saranno con noi”. Quanto sarà preponderante la “gamba civica” tra due anni è tutto da capire, visto che per Toti (e non solo) suonano le sirene di Forza Italia, soprattutto dopo l’appello di Claudio Scajola che ha inviato a votare gli azzurri alle europee e ha invitato Tajani ad aprire il partito ai movimenti civici.

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“Questa che abbiamo imboccato è la strada su cui dobbiamo continuare – spiega Toti riassumendo i punti cardine del discorso pronunciato prima di sedersi a tavola -. Il nostro non è l’ottimismo della volontà, ma della ragione. I numeri ci dicono che la Liguria cresce più delle altre regioni, che il nostro modello di sviluppo funziona, che questa è una regione di crescita ma anche di equità. Questa è la Liguria della classe dirigente che sa mettere a frutto i soldi che arrivano, non per nulla è la prima regione per investimenti pubblici in questo periodo. Questa è la strada che abbiamo intenzione di continuare a percorrere e, se lo facciamo, lo facciamo anche grazie al loro sostegno e fattivo contributo”.

A entrare dopo Toti – sovvertendo l’ordine consueto di arrivo agli eventi pubblici – è il sindaco di Genova Marco Bucci: “Sono qui per supportare un modo di pensare che ha dimostrato la sua efficacia e ha dato i suoi risultati. Vogliamo che si continui in questo modo. Sono ben contento che ci sia un’alleanza così estesa. Ci siamo tirati su le maniche fin dall’inizio, continuiamo ad averle arrotolate verso l’alto”. Sì al terzo mandato? “Io sono favorevole che i cittadini decidano che presidente e che sindaco vogliono“, ribadisce Bucci. Che subito dopo fuga ogni possibile equivoco: “Nel mio caso, come ho già detto, alla fine del secondo mi ritirerò ad altra vita, possibilmente insieme al vento, al mare e alle onde. Però se uno è giovane, ha energia e può farlo, ben venga”.

Il menù, curato da Capurro Ricevimenti e preceduto da un ricco aperitivo, prevedeva ravioli ai carciofi di Albenga, filetto di vitello con salsa al timo fresco di Liguria, bavarese al mango e cocco con coulis al lampone e una selezione di vini liguri.

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