In attesa del vincitore

“La mia energia”, si conclude a maggio il concorso fotografico. Il presidente di giuria: “Una foto è una superficie che nasconde profondità”

Il presidente di giuria è il fotografo Marco Garofalo che oggi lavora come fotoreporter, concentrandosi su temi sociali e culturali, principalmente nella città di Milano e in tutta l’Africa

Madonna degli Angeli a Savona

Savona. Si conclude a maggio il concorso fotografico rivolto a scuole secondarie di secondo grado della Provincia di Savona a cura di Tirreno Power nell’ambito delle attività per il ventennale dell’azienda con il sostegno della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, organizzatrice del Premio Strega.

“In un momento storico di enorme trasformazione, l’energia è un argomento sempre più centrale, soprattutto nelle sue declinazioni rinnovabili e sostenibili. Un tema con una storia, una contemporaneità in divenire e un futuro da scrivere e, soprattutto, da immaginare. L’intuizione, l’immaginazione e la fantasia sono le caratteristiche distintive delle generazioni più giovani, che devono trovare l’equilibrio tra vivere quello che già è e immaginare e lavorare per quello che potrà essere, con gli strumenti che hanno a disposizione. Tramite la fotografia i ragazzi dovranno raccontare la transizione energetica e la trasformazione che rappresenta questo momento così importante”, si legge nel bando del concorso.

Usando questo mezzo espressivo gli studenti saranno chiamati a realizzare progetti sulla trasformazione dell’energia – dalla produzione sempre più rinnovabile, fino alla maggiore consapevolezza nel consumo – e come questi grandi cambiamenti trasformano nel piccolo la vita individuale e personale di ognuno.

Tutti gli scatti sottoposti saranno esposti negli spazi della centrale di Vado Ligure. Il workshop per il primo classificato, aperto anche alla classe del vincitore, avrà lo scopo di creare un momento di formazione e di confronto con il presidente di giuria per mettere a fuoco tecniche, affinare la sensibilità e dare consigli pratici per la fotografia.

Le opere saranno sottoposte a una preselezione per valutare la congruità dei lavori rispetto alle istruzioni e al tema proposto. A scegliere il vincitore sarà, infine, una giuria composta da: Marco Garofalo, foto-reporter, Fabrizio Allegra, Direttore Generale di Tirreno Power, Rappresentante Università degli Studi di Genova. Verrà inoltre invitato un rappresentante delle istituzioni locali per prendere parte alla giuria.

Marco Garofalo ha iniziato a lavorare nell’ambito della fotografia venticinque anni fa, inizialmente occupandosi di stampa fotografica tradizione e poi come assistente di fotografi di moda e pubblicità. Oggi lavora come fotoreporter, concentrandosi su temi sociali e culturali, principalmente nella città di Milano e in tutta l’Africa, oltre che su progetti architettonici e di ricerca personale. È stato il fotografo di scena per il film documentario Io sto con la sposa, un inaspettato successo cinematografico del 2014 che racconta la storia di cinque rifugiati siriani in viaggio verso Stoccolma, proiettato alla 71ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il reportage The Last Chance, nelle periferie dove il suono della Trap è potente, la legalità fatica a farsi sentire, è stato ufficialmente invitato dal Consiglio d’Europa di Strasburgo presso la decima edizione del World Democracy Forum (novembre 2022) per rappresentare la crisi della democrazia tra i giovani delle periferie d’Europa.

Dal 2017 lavora a un reportage intitolato Energy Portraits, progetto a lungo termine sull’accesso all’energia e sui contesti significativi a livello mondiale in cui questa sfida si concretizza. Energy portraits è stato esposto in moltissime cornici prestigiose, tra cui il festival internazionale Cortona on the move nel luglio 2021 e la COP26, la conferenza mondiale sui cambiamenti climatici indetta dalle Nazioni Unite che nel 2021 si è tenuta a Glasgow, Scozia.

“La fotografia è il mezzo più utilizzato per comunica – sottolinea Garofalo -. Con questo lavoro gli studenti dovevano fermarsi a ragionare, in questo caso sul tema dell’energia, su ciò che noi occidentali diamo per scontato. Se pensiamo alla corrente elettrica vediamo una presa, ma dietro a quei tre buchi ci sono i fili che arrivano lontano. La fotografa è una superficie che nasconde una profondità nella quale io chiedo di addentrarsi e tuffarsi. Con un provocazione chiedo ai ragazzi di pensare in una giornata tipo tutte le azioni che richiedono energia, poi dal giorno dopo ne hanno a disposizione la metà: a cosa rinunciano? Si parte da questa osservazione per calarsi in realtà diverse”.

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