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Modello sociale

Finale 2024, Guzzi: “Edilizia convenzionata per giovani coppie, servizi per gli anziani e nuovi spazi ai giovani”

"Partecipazione, inclusione sociale, solidarietà e pluralismo per affrontare i bisogni della comunità finalese"

andrea guzzi finale 2024

Finale Ligure. il candidato sindaco di Finale Ligure Andrea Guzzi traccia la sua rotta in merito al programma amministrativo sulle politiche sociali. “Continuare ed implementare il nuovo modello di sviluppo che sostenga le politiche del “welfare”. Partecipazione, inclusione sociale, solidarietà e pluralismo: le chiavi della necessaria mediazione sociale. Ascoltare, accogliere, progettare e realizzare; favorire l’incontro fra le generazioni. Sogniamo un paese felice e lo progettiamo con questi ingredienti” afferma.

E nel merito dell’azione da concretizzare nel prossimo mandato: “Le linee guida per il nostro programma quinquennale della gestione dei servizi sociali che coinvolge e determina la qualità della vita di tutti i nostri concittadini, segue le indicazioni fornite dall’Agenda 2030 dell’ONU, “Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”. Sono una serie di grandi obiettivi che i governanti dovranno raggiungere entro il 2030 per migliorare la qualità della vita”.

“Gli obiettivi di uno sviluppo sostenibile mirano a promuovere una crescita economica inclusiva, una protezione ambientale efficace e una giustizia sociale per tutti. Il punto 11 dell’agenda, “Città e comunità sostenibili” cita: “rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili”. Il nostro sogno è riuscire a rendere concreti questi alti principi nella nostra città. Sogno, progetto, agisco” aggiunge ancora il candidato sindaco finalese.

Nel dettaglio dei provvedimenti: “Nuovi alloggi in edilizia convenzionata per le giovani coppie, in modo che non siano costretti ad abbandonare la nostra città per la ricerca di una casa; creazione di alloggi per anziani con relativi servizi – e ci stiamo già lavorando da tempo – uno spazio per “l’asilo” Alzheimer che possa dare sollievo alle famiglie e aiutare i concittadini colpiti da questa malattia. Manteniamo e implementiamo le strutture già esistenti attraverso la mappa dei bisogni già creata con un monitoraggio costante delle necessità e il rapido intervento nel risolvere le esigenze dei nostri concittadini, affrontando con efficienza anche tutte quelle necessità create da nuovi bisogni sanitari, sociali e culturali. Le fasce deboli della popolazione non devono essere lasciate indietro”.

“Capitolo a parte lo dedichiamo ai giovani assegnando loro una delega specifica. Abbiamo già avviato il progetto “Oratorio laico”, con 600 mila euro stanziati per ammodernare l’Oratorio Don Carlo dei Padri Benedettini a Finalpia. Lo stesso progetto si può avviare negli altri rioni, collaborando con i Frati Cappuccini, con le Parrocchie di Marina, di Finalborgo e ovunque nel nostro territorio ci siano spazi inutilizzati adatti che possano fungere da centro di aggregazione per i nostri giovani, da laboratorio di crescita e formazione sociale, anche attraverso lo sport e il divertimento”.

“Ascoltare, accogliere, progettare e realizzare. Sono le nostre parole chiave per riformare le politiche sociali che non devono dimenticare chi ha dato molto alla comunità: gli anziani, depositari di un patrimonio culturale, che rappresentano una risorsa morale straordinaria che non va perduta ed ha la potenzialità di dare molto ai nostri giovani che hanno la capacità, la freschezza e la lungimiranza per progettare il loro futuro. Favorire l’incontro di queste due realtà non può che essere un progetto vincente per la nostra città e i nostri cittadini. Infine, la creazione di un evento multiculturale che coinvolga le molte etnie presenti nel nostro paese in un “festival delle culture” è il nostro progetto dedicato all’inclusione, argomento che oggi è divenuto un’emergenza sociale. Non abbiamo la presunzione di creare la città perfetta, ma vorremmo che a Finale non mancassero mai giustizia e benessere. Vorremmo che Finale fosse il luogo ideale dove lavorare, vivere, crescere e coltivare le proprie passioni e ambizioni” conclude Andrea Guzzi.

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