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Celle, ex Colonie Bergamasche: 29 appartamenti al posto dell’hotel a 5 stelle nel Padiglione Frizzoni

Remo Zunino, Uniti per Celle: “Questa variante in fase di rilascio comporta la perdita di posti di lavoro che erano garantiti dal funzionamento di un albergo. Stucchevolmente sorpresi e amareggiati”

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Celle Ligure. Ventinove appartamenti al posto dell’hotel a 5 stelle che sarebbe dovuto sorgere nel Padiglione Frizzoni delle ex Colonie Bergamasche. Si parla ancora di loro e questa sera il tema sarà affrontato in Consiglio Comunale. Che cosa è successo? C’è stata la richiesta da parte della società che sta lavorando al progetto edilizio, la Punta dell’Olmo, di cambio di destinazione d’uso, rispetto alla convenzione del 2018 in virtù di una legge regionale che, spiega il sindaco Caterina Mordeglia,  “consente di ridurre le dimensioni del Padiglione Frizzoni dagli attuali 16500 metri cubi a 13500 e cambiare destinazione d’uso. La società proprietaria dell’area ha presentato un progetto di riqualificazione del Padiglione 5 Frizzoni, chiesto la revisione della Convenzione 20218”. 

Oneri di urbanizzazione nuovi che si aggiungono ai precedenti, in seguito a questa modifica . Ecco che il sindaco ne fa l’elenco. “L’insieme delle opere relative ad extra oneri di urbanizzazione che il Comune ottiene con la convenzione 2024 comprendel’uso pubblico, all’interno del comprensorio delle Colonie Bergamasche, delle seguenti nuove strutture e servizi per la collettività: ristorante, piscina esterna da 25 metri, piscina interna, campo da paddle, campo da calcetto, campo da tennis, una SPA con percorso benessere di idroterapia Kneipp, posteggi a disposizione del pubblico dei fruitori 4 esterni più 14 interni.

La riqualificazione della zona di San Bastian: con progetto e realizzazione delle opere; contributo di 15mila euro per l’opera ceramica da collocarsi nella parete di ponente realizzata dai ceramisti cellesi. Obbligo ulteriore della Società Punta dell’Olmo di consegnare un progetto di fattibilità tecnico economica inerente l’antistante arenile per l’insediamento di una spiaggia libera attrezzata” e ancora “la riqualificazione dell’ex mercatino di via Galilei con progetto e realizzazione di nuovi parcheggi dedicati a motocicli, comprensivi di box di contenimento per caschi e tute. Riqualificazione della scala di accesso a via alla Costa: sistemazione per utilizzo immediato della scala pubblica (divenuta pubblica nel dicembre 2022) di collegamento fra Via Galileo Galilei e Via Alla Costa con predisposizione di canalizzazioni per illuminazione. Un progetto per riqualificazione secondo canoni storici delle antiche scalinate liguri (creuzemattonate). Un nuovo Spazio Aggregativo in località Ferrari con progetto e realizzazione secondo i canoni dell’ecosostenibilità (tetti fotovoltaici) e sistemazione dell’area” conclude il primo cittadino. Opere per un totale di circa un milione di euro.

Ma l’opposizione di Uniti per Celle non ci sta. E si fa sentire. 

“La decisone di approdare in Consiglio con una pratica cosi dirompente a due mesi dalle elezioni ci lascia stucchevolmente sorpresi e amareggiati, sottolineando che vengono gettati dalla finestra i 100mila euro del percorso di democrazia partecipativa svolto alle origini del progetto e che in una notte primaverile la maggioranza ha deciso  senza dibattito o confronto con la cittadinanza la più grande operazione immobiliare residenziale degli ultimi 30 anni, appunto 29 abitazioni, in un contesto di pregio con un elevato valore di realizzo economico – sottolinea il capogruppo Remo Zunino -. Quando fu discussa per lungo tempo la destinazione urbanistica di quel complesso ci eravamo persuasi che comunque una piccola parte diventasse una struttura ricettiva capace di sostituire gran parte dei posti letto andati persi per vetustá, altri per interessi, pur legittimi dei proprietari degli immobili consentito da una legge discutibile e già preordinata ad essere peggiorata dagli interventi legislativi del centro destra regionale degli ultimi 4 anni”.

Questa variante in fase di rilascio – rimarca – comporta la perdita di posti di lavoro che erano garantiti dal funzionamento di un albergo di 4 o 5 stelle, professionalità che avrebbero fatto di Celle una meta per turisti  sviluppando l’antico pensiero di integrazione costa entroterra e periferia di una grande città come Genova”.

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