Botta e risposta

Albenga 2024, Riccardo Tomatis vs Mai (Lega) sul pontile dei pescatori: “Prima autorizza il lavoro poi chiede spiegazioni”

“Il progetto è stato avvallato dalla Regione. Accumulo di sabbia in darsena scollegato dal pontile e nessun danno per la posidonia”

pontile albenga
Foto d'archivio

Albenga. “La trasparenza per noi rappresenta un valore fondante della vita amministrativa e per questo, ancora una volta, vogliamo fare chiarezza con le cittadine e i cittadini relativamente al tanto ‘chiacchierato’ pontile dei pescatori”.

Inizia così la replica del sindaco uscente, e candidato, Riccardo Tomatis al consigliere regionale Stefano Mai (Lega) sul tema del pontile dei pescatori e sull’insabbiamento della darsena ingauna. 

“In primo luogo, ci preme sottolineare come la Regione ha autorizzato il progetto, – ha proseguito Tomatis. – Successivamente, la ditta aggiudicatrice della gara ha chiesto di poter fare una pista per riuscire a realizzare l’opera.  La richiesta è stata a suo tempo valutata e accettata dagli uffici e dalla Regione. Ieri siamo invece arrivati al paradosso di un amministratore regionale che prima autorizza un lavoro ed oggi chiede spiegazioni sul perché lo ha autorizzato”.

Generico aprile 2024

“Detto questo approfittiamo per chiarire alcuni aspetti approfonditi con l’ing. Gaggero, progettista dell’opera. La pista per la realizzazione del pontile non avrebbe mai potuto determinare l’insabbiamento della darsena. Per rendersene conto peraltro basterebbe guardare la quantità di materiale accumulatosi. Tale accumulo è dovuto prevalentemente ad un fenomeno naturale dato dalle forti mareggiate e dalle correnti, che in un primo momento hanno accumulato il materiale e in una fase successiva lo hanno repentinamente spinto sulla costa e nella bocca della darsena”.

“Come amministrazione e di concerto con i tecnici comunali abbiamo immediatamente contattato tutti i soggetti interessati per riuscire ad intervenire rapidamente e risolvere il problema. Stiamo liberando la darsena per garantire l’accesso al mare delle imbarcazioni. Il materiale sarà utilizzato per i ripascimenti di coloro che ne hanno fatto o ne faranno richiesta”.

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Ma non è finita qui: “Ci teniamo a chiarire un secondo punto molto importante. Abbiamo esplicitamente chiesto all’ing. Gaggero se il pontile o la pista per realizzarlo abbiano danneggiato o potrebbero danneggiare le praterie di posidonia. La risposta è stata molto chiara: no. La posidonia è monitorata e censita dalla Regione con specifiche mappature. Proprio da queste si evince come nella zona della Darsena questa si trovi molto più al largo. Per questa motivazione risulta impossibile che sia stata danneggiata dalla realizzazione del pontile della pesca”.

“Concludiamo sottolineando di come sia attivo un monitoraggio delle opere realizzate nella zona, in particolare sull’allungamento dei moli, ma che riguarda per l’appunto l’intera area. Tale operazione è gestita dalla Regione. Di questa Istituzione Mai fa parte da anni orsono, pertanto dovrebbe essere a conoscenza di come proprio il monitoraggio stia evidenziando l’allungamento delle spiagge come previsto e voluto”, ha concluso Riccardo Tomatis. 

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