Come è andata

Frode Carosello, la precisazione di CB Pneumatici Savona: “Non siamo noi gli evasori, foto e video erano d’archivio”

"Abbiamo autorizzato la Finanza a girare nel nostro sito, ma mancando la dicitura 'immagini di repertorio' tanti hanno pensato fossimo coinvolti"

guardia di finanza

Savona. Le foto e il video allegati ad una nota stampa relativa all’indagine Frode Carosello (relativa a una organizzazione criminale che acquistava e rivendeva pneumatici evadendo l’Iva) erano di repertorio, e non relative ai soggetti coinvolti. Lo fa sapere la CB Pneumatici di Savona, il cui piazzale compariva nel video in questione ma che, appunto, non ha alcun collegamento con la frode.

A spiegare l’accaduto è il titolare, Bruno Candela: “Purtroppo abbiamo avuto un problema di immagine per alcune foto e video che la Guardia di Finanza ha allegato a un comunicato stampa relativo alla ‘Frode Carosello’ di 20 milioni scoperta a Savona. Nel servizio, diffuso prima dai media locali e successivamente ripreso da altre testate regionali e nazionali, sono state inserite delle immagini di un piazzale realizzate nel nostro sito di via Galletto. Perché proprio qui? Perché abbiamo l’appalto per l’assistenza delle vetture della Finanza, e perciò tra noi si è creato un rapporto di conoscenza e fiducia sulla base del quale abbiamo concesso l’autorizzazione a filmare (pur non sapendo a cosa servisse il girato)”.

“Molto correttamente – specifica Candela – nel video non si vedono né loghi né marchi né insegne direttamente riconducibili alla nostra azienda. Ma per i clienti di Savona che serviamo abitualmente è stato facile riconoscere il piazzale di CB Pneumatici: questo ha generato un’associazione tra immagini ed articolo che portavano i clienti a concludere che gli autori della frode fossimo noi“.

L’azienda si è accorta del “problema” quando “la gente ha cominciato a chiamarci chiedendoci se eravamo aperti; non capivamo il perché di queste domande, noi siamo sempre aperti. Dopo qualche telefonata abbiamo chiesto il perché di questa curiosità e ci è stato riferito che sui vari siti appariva il nostro video a corredo del servizio”.

Per rimediare alla disguido l’azienda ha contattato la nostra redazione: “Voglio ringraziarvi personalmente per aver rimosso il video nel minor tempo possibile, ma il danno era ormai fatto – aggiunge Candela – Dopo due ore il video era già al Tg regionale e successivamente sul Sole24Ore, dove forse ha fatto meno danni dei media locali; purtroppo anche in questo caso chi non aveva visto le immagini sul web ha riconosciuto la nostra sede su quella testata. Poi, visto anche il tam-tam, le immagini sono arrivate anche alle multinazionali nostre fornitrici, le quali velatamente ci hanno chiesto se andava tutto bene“.

“Dopo un consulto con i nostri legali abbiamo deciso la nostra strategia – racconta il titolare di CB Pneumatici – In primis abbiamo richiesto a Pneus News (il giornale web del nostro settore) se potevamo chiarire la nostra posizione con una mia intervista, e la cosa e stata fatto anche in tempi brevi (seppure pubblicata da pochi giorni è stata la una delle notizie più lette del mese). In secondo luogo abbiamo mandato un migliaio di e-mail a tutti i clienti della succursale di Savona con il link dell’articolo per tranquillizzarli sulla serietà della nostra azienda. Oggi abbiamo deciso di rivolgerci a IVG, il giornale più letto della provincia di Savona, per fare la stessa cosa”.

CB Pneumatici nasce dall’idea di due storici imprenditori piemontesi del mondo della gomme che decidono di affrontare una nuova sfida: rilevare il gruppo Vegom, finito in concordato, per diventare il più grande gruppo di pneumatici del nord ovest salvando anche una trentina di posti di lavoro. “Era un obiettivo ambizioso, ma possiamo dire di avercela fatta – spiega Candela – Le due aziende sono operative da moltissimo tempo e vantano grande storicità sul territorio piemontese. La Candela Gomme è sul mercato dal 1961 mentre la Bolla Pneumatici dal 1966. Oggi CB Pneumatici ha 45 dipendenti con un fatturato di 9 milioni di euro. Il gruppo Candela/Bolla nel suo insieme conta un centinaio di dipendenti per 24 milioni di fatturato. Siamo radicati sul territorio e, lo ribadisco, non abbiamo nulla a che vedere con questa truffa”.

“Abbiamo il massimo rispetto per la Finanza che, come dice un mio amico, lavora per noi scovando tutte quelle aziende che frodando lo Stato dell’IVA creano una concorrenza sleale sul prezzo – conclude Candela – Probabilmente ‘sottotitolando’ le immagini con la dicitura ‘immagini di repertorio’ non ci sarebbe stato alcun problema”.

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