La riflessione

Violenza sulle donne, a Savona Lucia Annibali: “Non c’è parità economica e sociale, siamo oggettivamente più deboli”

L'incontro è avvenuto nella Sala Rossa alla presenza dell'assessore Barbara Pasquali e della Senatrice, di Italia Viva, Raffaella Paita

Generico febbraio 2024

Savona. Solo nel 2023 nella nostra Regione ci sono state 429 richieste d’aiuto. La provincia di Savona ha visto, negli ultimi anni, un’escalation di violenze importante e significativa che, in alcuni casi, è sfociata in femminicidio. L’ultimo a fine ottobre dove Etleva Kanolja, madre di 4 figli, è morta strangolata dal marito, evento che dopo quello di Danjela Neza, ventinovenne uccisa dall’ex fidanzato, ha sconvolto ancora di più l’opinione pubblica.

Sono questi i dati emersi e le considerazioni fatte durante l’incontro avvenuto ieri sera, nella Sala Rossa del Comune di Savona, sul tema della violenza sulle donne. Moderatrice dell’incontro l’assessore Barbara Pasquali che ha dialogato con Lucia Annibali e Rafaella Paita, Senatrice di Italia Viva.

“Secondo il World Economic Forum a livello mondiale ci vorranno 267,6 anni per raggiungere la parità di genere in termine di partecipazione e opportunità di lavoro – afferma l’assessore Pasquali – la libertà della donna passa soprattutto attraverso la sua indipendenza economica. Libertà significa avere la possibilità di lasciare un compagno “violento”, nelle accezioni più late che questo termine comporta”.

“Ieri al convegno abbiamo parlato di lotta al gender pay gap, degli strumenti che ci offre l’Europa – prosegue Barbara Pasquali – con le direttive che vedranno l’esecutività effettiva a giugno del 2026, formuleremo proposte su questo importante tema e sul percorso che deve affrontare una donna dopo aver subito violenza. La lotta alla violenza di genere passa anche dal costruire un futuro di equità economica e retributiva tra uomo e donna. Occorre porre in essere azioni strutturali e durature- conclude l’assessore – ed uscire dalla pura logica di indignazione, seppur doverosa, solo quando succedono fatti gravissimi come il femminicidio”.

Tra i temi toccati da Lucia Annibali non solo la violenza fisica ma il difensore civico della Regione Toscana ha evidenziato come ne esistano di diverse forme da quella psicologica per finire alla dipendenza economica: “Questo incontro pubblico è stata un’altra importante occasione, come sempre, per riflettere sul tema della violenza maschile sulle donne. Abbiamo riflettuto, in modo più ampio, sulla condizione delle donne nella nostra società per dire che, in realtà, bisogna intervenire per rimuove tutti quelli che sono gli ostacoli per una piena parità – afferma Lucia che nel 2013 era stata sfregiata con l’acido da due uomini incaricati dal suo ex fidanzato, poi condannato in via definitiva a 20 anni di carcere – finché non si raggiunge una piena parità tra uomo e donna, quest’ultima sarà sempre considerata come un soggetto debole. Debole perché culturalmente, ma anche da un punto di vista sociale ed economico, è oggettivamente più debole. La violenza quindi non è un pezzettino, una cosa fine a se stessa – conclude – ma un elemento che ci deve far riflettere su quanto la nostra società debba progredire”.

 

 

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