Secondo grado

Tirreno Power, la Procura presenta appello contro l’assoluzione

"Dal 2003 al 2012 TP ha esercitato discostandosi dalle MTD provocando un indebito surplus di emissioni pari ad almeno 21 .000 tonnellate di SO2"

Tribunale Savona

Savona. Il pubblico ministero ha presentato ricorso in appello impugnando la sentenza del giudice Francesco Giannone dell’assoluzione degli allora 26 imputati nell’ambito del processo su Tirreno Power.

Ventisei tra manager e ex manager erano stati rinviati a giudizio con l’accusa era disastro ambientale e sanitario colposo. Il pubblico ministero aveva chiesto al termine della requisitoria tre anni e 6 mesi per tutti gli imputati ad esclusione di Jacques Hugé (membro del CdA dal 13/11/2002 al 31/10/2008 nonché membro del comitato esecutivo) e di un altro imputato, nel frattempo deceduto.

Il giudice – nelle motivazioni della sentenza – aveva scritto che “l’impossibilità di stabilire un concreto apporto emissivo ascrivibile alle condotte illecite poste in essere nell’ambito della gestione della centrale, non solo nei termini indicati dall’accusa (il 12%, soglia che in ogni caso non potrebbe essere raggiunta, per quanto già evidenziato in ordine alla mancata dimostrazione dei due fattori che avrebbero prodotto tale risultato), ma in assoluto, preclude tale possibilità, considerando peraltro che, nella fattispecie in esame, è stato l’evento, ancor prima del nesso causale, a non trovare compiuta dimostrazione“.

Nelle 67 pagine di documento il pm Elisa Milocco ripercorre quanto aveva esposto durante la requisitoria. Nel mirino della Procura i mancati investimenti di Tirreno Power per limitare l’inquinamento (la mancata copertura del carbonile), il posizionamento del sistema di monitoraggio delle emissioni sui camini della centrale.

Tra i motivi elencati “l’errata valutazione circa la non configurabilità di una responsabilità per colpa in capo alla Tirreno Power per il mancato rispetto delle ‘migliori tecniche disponibili’“.

Il pubblico ministero sostiente “la sussistenza della responsabilità colposa degli imputati in relazione al reato di disastro verificatosi nelle aree sottoposte alle emissioni della centrale termoelettrica per il mancato rispetto non già dei limiti emissivi, bensì delle migliori tecniche disponibili”.

“E’ stato ampiamente dimostrato – ricorda il pm – che, quanto meno dal 2003 al 2012, TP ha esercitato discostandosi dalle MTD provocando un indebito surplus di emissioni pari ad almeno 21 .000 tonnellate di SO2″. Il pubblico ministero chiede anche di considerare i risultati delle relazioni dei consulenti della Procura sui livelli di inquinamento.

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