Commento

Sanità, minoranze all’attacco: “Inapplicabili le misure della giunta Toti sulle liste d’attesa”

Pastorino: "Un tentativo mal riuscito di privatizzare ulteriormente la sanità ligure"

pastorino gianni

LiguriaLa legge sulla libera professione allargata dei medici, approvata dalla Giunta Toti per ridurre le liste d’attesa, è stata dichiarata inapplicabile in quanto ritenuta costituzionalmente illegittima dalle autorità centrali. La normativa bocciata dallo Stato prevedeva che le strutture private accreditate potessero utilizzare medici dipendenti delle Asl e ospedali per l’intramoenia, come misura transitoria fino al dicembre 2025, con l’obiettivo di ridurre le liste d’attesa”.

Così Gianni Pastorino, capogruppo di Linea Condivisa in consiglio regionale e vicepresidente della commissione Salute.

“È notizia di queste ore che il Consiglio dei Ministri sostiene che la legge regionale contrasta con le norme nazionali. Noi lo avevamo detto e ora l’assessore Gratarola, con evidente imbarazzo, dovrà fare retromarcia”.

“Quello che stupisce è che né Gratarola né Toti sapessero che l’emendamento approvato in Regione fosse in aperto contrasto con la legge dello Stato, in particolare la 412/’91 art 4, che vieta al professionista in intramoenia di prestare servizio in strutture private convenzionate”.

“Come abbiamo ricordato in Consiglio regionale durante la discussione sul tema questo è stato un tentativo mal riuscito di privatizzare ulteriormente la sanità ligure. Da dopo la pandemia la Liguria non ha previsto l’aumento delle prescrizioni, al contrario di altre regioni, facendo scattare così la corsa ai servizi privati e alla mobilità passiva ligure che ha causato un sovraccarico nelle regioni vicine, che devono impiegare più risorse”.

“Nella gestione Toti, Gratarola, Ansaldi le liste di attesa in Liguria sono diventate un bacino per l’offerta ai privati. Noi rigettiamo completamente questa logica e per questo stiamo andando avanti con il nostro Sportello Diritto Salute, attivo a Bolzaneto da novembre. Lì le difficoltà nella prenotazione di prestazioni sanitarie sono affrontate con un supporto dedicato per superare gli ostacoli nei tempi previsti dalla ricetta del medico di base e con l’invio di istanze ad Asl e Alisa stiamo facendo rispettare il diritto di una sanità pubblica e passibile a tutte e tutti” conclude.

“Lo avevamo detto fin da subito in aula durante la discussione del bilancio e ora lo conferma lo stesso Consiglio dei Ministri: l’emendamento Toti-Gratarola sull’uso dei medici pubblici in strutture private è un provvedimento inapplicabile e insensato – afferma il consigliere regionale del Partito Democratico Enrico Ioculano, relatore di minoranza per il PD durante la seduta di bilancio -. Avevamo fatto presente che era solo un modo per rafforzare i privati a scapito del pubblico ora anche il governo di centro destra, riferimento della maggioranza in consiglio regionale, conferma l’inadeguatezza e anzi ne sottolinea l’illegittimità costituzionale”.

In un momento in cui si moltiplicano le carenze, con pensionamenti, fughe e mancate assunzioni, la Giunta invece di mettere in campo provvedimenti in grado di colmare questi vuoti, pensa di potersi affidare a soluzioni tampone inutili a colmare i disservizi e a ridurre le liste d’attesa”, così il , dopo le notizie di stampa che rendono nota la bocciatura da parte del consiglio dei ministri dell’emendamento della Giunta Toti sull’utilizzo dei medici pubblici in strutture private”.

“L’assessore Gratarola vive di contraddizioni e questo emendamento ne è stata la prova: se da un lato si espone contro le Cooperative e i medici a gettone dall’altro rimpingua le Asl, soprattutto la Asl 1, di medici privati e promuove l’uso dei medici pubblici nelle strutture convenzionate. Non solo, non contento della bocciatura del Consiglio dei ministri rilancia e spera in un ripensamento e un’approvazione, nonostante l’emendamento presenti profili di incostituzionalità. Una prospettiva inaccettabile: serve invece una proposta in grado di rafforzare il pubblico” conclude Ioculano.

“Ancora una volta per la Giunta Toti il voto è zero, confermando che sulla sanità non ne azzecca una. Dopo averla messa in ginocchio in otto anni di mal governo ha provato a rattoppare il buco delle carenze e delle liste d’attesa bloccate con una misura indegna e illegittima che fin da subito come Partito Democratico abbiamo detto che non andava bene” aggiungono il segretario del Pd Liguria Davide Natale e la responsabile sanità regionale Katia Piccardo in merito all’emendamento presentato dalla Giunta in seduta di bilancio che prevedeva che le strutture private accreditate potessero utilizzare i medici dipendenti di Asl e ospedali che abbiano optato per l’intramoenia e che è stato bocciato dal consiglio dei Ministri, come reso noto da alcuni organi di stampa.

“Oggi Toti e Gratarola hanno avuto la prova che quanto presentato non andava bene, ma continuano a voler far passare tutto come normale amministrazione. Ma anche il ‘governo amico’ di centrodestra ha bocciato la proposta di questa giunta che, incapace di trovare soluzioni per abbattere le liste e assicurare il diritto di cura, cerca escamotage che poi nei fatti si rivelano un fallimento”.

“Lo avevamo chiaramente detto in Aula durante l’ultima sessione di Bilancio di dicembre 2023, ma la Giunta ha voluto tirar dritto ed ecco così l’ennesima norma impugnata dal Governo. Un Governo, peraltro, dello stesso colore della maggioranza regionale. Surreale!” evidenzia il capogruppo regionale del M5S Fabio Tosi, commentando la notizia e ricordando che sul tema specifico si era già espressa la Corte costituzionale con la sentenza 238 del dicembre 2018: secondo la Suprema Corte, la norma, già tentata da altri Enti, “disattende il principio di unicità del rapporto di lavoro”.

“Tutte le volte che dai banchi dell’opposizione segnaliamo profili incostituzionali nei disegni di legge presentati dall’esecutivo ligure, veniamo tacciati di ostruzionismo, presi in giro se non addirittura derisi. È chiaro che ora la norma dovrà essere ritirata ed è sempre più evidente che la Giunta non sappia a quale Santo rivolgere una prece per smaltire e/o diminuire le liste di attesa”.

“Oltre alla grottesca situazione delle liste per esami e prestazioni, sulla nostra regione incombe anche il gravissimo buco della sanità pari a 150 milioni di euro. Oltre che per il rosso profondo dei conti regionali, le due giunte Toti 2015-2020 e 2020-2025 saranno ricordate come quelle capaci di inanellare un record difficile da scardinare, e cioè quello delle leggi impugnate. Anziché girare il mondo con una brutta copia del mortaio (con buona pace dell’eccellenza del pesto, che certamente non meritava un gonfiabile), Toti & C. pensino a sanare la sanità regionale, puntando sul pubblico e non sul privato che, contrariamente a quanto affermato qualche giorno fa dal presidente di Confindustria Sanità Liguria Riboli e dall’assessore Gratarola a Primocanale, purtroppo sta prendendo sempre più piede con gravi conseguenze per il sistema pubblico” conclude Tosi.

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