Richieste

Raccolta porta a porta a Savona, gli esercenti: “Imposizione a gamba tesa, servono aree di raccolta”

La Tari diminuirà? "Bisogna ridurre la quantità di rifiuti indifferenziati, altrimenti cresce il costo del conferimento in discarica"

Generico febbraio 2024

Savona. Proseguono gli incontri nella Sala Rossa del Comune con i titolari delle attività commerciali a Savona per illustrare il nuovo servizio di raccolta porta a porta che sarà avviato dal 15 aprile per 1500 utenze (non domestiche).

I bar, i ristoranti, e le mense saranno coinvolti per la raccolta di organico, vetro, cartone, imballaggi in plastica; gli altri esercizi che si occupano di preparazione dei cibi o che in generale producono rifiuto organico saranno coinvolti per la raccolta del cartone e degli imballaggi in plastica. Gli altri negozi saranno coinvolti generalmente per la raccolta del cartone e degli imballaggi in plastica. Per le attività artigianali più grandi, per la grande distribuzione, e per le grandi utenze in generale verranno analizzate le necessità specifiche ed attivati i servizi necessari.

Critici verso il nuovo sistema i commercianti che lamentaano “un‘imposizione a gamba tesa“. Tiziana Borreani, delegata di Fipe-Confcommercio oltre che gestore  di un ristorante in Darsena, ha detto: “Non siamo stati minimanente coinvolti, ci viene imposto su suolo privati di mettere i bidoni, ma nei nostri locali non è previsto un locale spazzatura”.

Gli esercenti propongono di predisporre un’area dedicata alla raccolta rifiuti dove tutti i titolari possono conferire. Su questo punto la consulente di Sea-s ha spiegato che “spesso poi vengono sfruttare dai furbetti che portano rifiuti anche quando non ne hanno diritto. Rischia di essere un boomerang”.

C’è chi avanza l’ipotesi di ricorrere alle telecamere per controllare le isole ecologiche, ma viene spiegato che “le telecamere riconoscono le targhe, ma non i volti delle persone. Sono un deterrente ma pochissime volte servono a individuare chi conferisce rifiuti in modo scorretto”.

“Se tutti mettono i cassonetti fuori dalle attività – il commento di uno dei titolari presenti in Comune – diventa una discarica a cielo aperto”.

Sulla riduzione della Tari, invece, viene sottolineato che i costi del conferimento in discarica sono cresciuti notevolmente negli ultimi anni: “Portare 15 anni fa una tonnellata di rifiuto in discarica costava la metà di quello che costa oggi. Se non riduciamo la quantità di rifiuti indifferenziati andiamo a pagare di più perchè lo spazio a disposizione è sempre meno“.

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