Reazioni

Nuova legge sul florovivaismo, associazioni agricole: “Primo passo fondamentale, ora risorse”

Cia-Associazione Florovivaisti Italiani e Confagricoltura sull'approvazione alla Camera del nuovo e atteso provvedimento: "Riordinare un settore che vale oltre tre miliardi di euro"

florovivaismo

Liguria. L’approvazione alla Camera della legge delega sul florovivaismo “rappresenta il primo passo per riconoscere e riordinare un settore che vale oltre tre miliardi di euro”. Ma, “una volta approvata anche in Senato, dovrà essere accompagnata da politiche di supporto concrete, esplicitate anche grazie ai fondi dello sviluppo rurale”. Parola di Luca De Michelis, presidente di Confagricoltura Liguria e dei florovivaisti di Confagricoltura nazionale. “Il comparto aveva bisogno di una legge delega essendo una delle filiere per antonomasia rappresentative del Made in Italy”, sottolinea. Il settore conta oltre 27.000 aziende nel Paese, che danno lavoro a più di 100.000 persone. E la Liguria è la regione trainante, con un giro d’affari di oltre mezzo miliardo, pari a circa il 3% del Pil, 10.000 aziende iscritte agli elenchi camerali, 3.000 datori di lavoro e 7.000 addetti.

Per De Michelis, con i fondi di sviluppo rurale si devono “sostenere le imprese florovivaistiche sia per l’innovazione di prodotto e di processo, sia per gli investimenti strutturali sempre più orientati a una sostenibilità anche ambientale, che consenta il risparmio idrico e l’abbattimento dell’uso di agrofarmaci, anche per permetter alle imprese di rientrare nei parametri richiesti dalle certificazioni quali Global Gap e Mps”. Il presidente dei florovivaisti di Confagricoltura chiede anche risorse per il “settore della ricerca varietale in florovivaismo che è davvero un fiore all’occhiello che tutto il mondo ci invidia e che qui, in Liguria, trova le sue massime espressioni internazionali con i più grandi breeders di rose, anemoni, ranuncoli, garofani e ortensie, solo per citare le principali cultivar”.

Confagricoltura Liguria ricorda anche che il settore florovivaistico è quello che più ha subito gli aumenti dei costi di produzione, da quello per l’energia utilizzata nelle serre, ai costi per le materie prime, concimi e terriccio su tutto, senza dimenticare le problematiche indotte a piante e fiori dalle variazioni climatiche accompagnate da sempre più frequenti fitopatie.

De Michelis si è complimentato ieri con la relatrice del disegno di legge, la deputata Maria Chiara Gadda, vicepresidente della commissione Agricoltura, “perché questo primo passo è per noi fondamentale, anche laddove si è giunti, finalmente con questa norma, a qualificare i centri per il giardinaggio definendone la loro collocazione all’interno della filiera florovivaistica”. Adesso, conclude, “non resta che aspettare il ‘sì’ anche da parte del Senato, i relativi decreti attuativi e le risorse da immettere, anche tramite lo sviluppo rurale, per rendere davvero incisiva questa legge delega, attesa da anni”.

“Accogliamo con grande soddisfazione il prosieguo del ddl sul florovivaismo che deve completare l’iter in Senato. Ringrazio in particolare il ministero che ha lavorato su questo progetto con noi Regioni per disciplinare il settore, puntando sempre di più sulla promozione e sulla valorizzazione. Costituire al Masaf un ufficio dedicato sarà di riferimento e fondamentale, così come l’elaborazione di un piano nazionale di coordinamento”. Così il vicepresidente e assessore all’Agricoltura della Regione Liguria, Alessandro Piana, all’indomani del via libera alla Camera della legge delega sul florovivaismo. Per Piana è “importante anche certificare univocamente il nostro Made in Italy per dare valore aggiunto a una qualità già altissima di prodotto”. Il numero due di piazza De Ferrari ricorda, poi, i numeri del comparto per la Liguria, con 4.000 aziende concentrate per il 95% nelle province di Savona e Imperia e una produzione annua lorda di oltre 400 milioni.

“Arriva il primo sì al disegno di legge delega al governo per dare nuovo slancio al florovivaismo nazionale”. Così Cia, con la sua associazione Florovivaisti Italiani, commenta l’approvazione alla Camera del Ddl, esprimendo grande soddisfazione per il progresso di un provvedimento atteso da anni a sostegno di un settore strategico dell’agricoltura Made in Italy.

“Ora ci aspettiamo tempi brevi e certi nell’iter al Senato e soprattutto serve che i decreti attuativi siano veloci perché altrimenti la norma non decolla e serve a poco – osserva il presidente dei Florovivaisti Italiani, Aldo Alberto -. È importante riuscire finalmente ad avere, dopo tanti tentennamenti, un quadro normativo coerente e organico in materia di coltivazione, promozione e commercializzazione, per riordinare e valorizzare un settore che vale oltre 3 miliardi, conta 27 mila aziende e dà lavoro a 100 mila addetti. Bisogna rilanciare la produzione italiana di piante e fiori e proiettarla sempre di più nel futuro”.

“Al florovivaismo italiano occorre una legge come questa che qualifiche il ruolo, caratterizzi i diversi attori della filiera, garantisca certezza di norme e risorse adeguate – aggiunge il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini – per rinnovare le aziende e renderle pienamente sostenibili, dal punto di vista economico, ambientale e sociale”.

​Intanto, sottolineano i presidenti di Florovivaisti Italiani e Cia, “è giusto ringraziare il ministro Francesco Lollobrigida e il sottosegretario Patrizio Giacomo La Pietra per aver riportato al centro dell’attenzione e dell’azione del governo il mondo del florovivaismo”.

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