Salto all'indietro

Calcio, Debenedetti ricorda le annate a Finale: “Il mister mi ha dato una seconda vita calcistica”. Buttu: “Vuole arrivare e sono certo che arriverà”

L'attaccante finalese in forza al Mantova è stato intervistato al "#CHESIDICE...al Martelli". Il tecnico ingauno: "Lo ringrazio per ricordarsi di me, lo seguo sempre"

Generico febbraio 2024
Da "#CHESIDICE...al Martelli"

Il percorso professionistico di Alessandro Debenedetti sta avendo come tappa attuale la città di Mantova. Con la squadra al primo posto in classifica del girone A di Serie C, il centravanti finalese sta vivendo un’esperienza intensa soprattutto sotto l’aspetto ambientale. E lo ha raccontato pubblicamente a “#CHESIDICE…al Martelli”, format della società mantovana in collaborazione con Mantova24 e “laCucina”.

Durante la trasmissione, tra le sensazioni del presente,”Debe” ha spiegato nuovamente come sia stato molto vicino ad abbandonare il calcio, cambiando sport oppure, forse, limitandosi ad andare qualche volta in palestra. Ed è in quel frangente che tornare a casa gli è stato particolarmente utile, così come incontrare l’allenatore che lo ha trasformato da centrocampista ad attaccante: il rapporto con Pietro Buttu è rimasto vivo dalla sua esperienza al Finale, condita da 13 reti in 16 partite.

Il mister mi ha dato una seconda vita nel calcio – ha dichiarato il giovane -. Si era infortunato al ginocchio l’attaccante titolare (Youri Vittori) e mi aveva chiesto se me la sentissi. Non sono mai stato uno molto alto o strutturato fisicamente ma, essendo nel boom dell’adolescenza, stavo iniziando a crescere. Inizialmente ho fatto fatica però ho cercato di sentire subito i consigli, ho incominciato a fare gol e ho avuto modo di arrivare nei professionisti. Ho fatto una bella scelta a tornare a Finale Ligure. Non credo che l’avrebbero fatta tutti, specialmente lasciando una società come la Sampdoria. Avevo bisogno di divertirmi per ritrovare la motivazione per il mio percorso“.

Parole che il Buttu, anch’esso attuale capolista nel campionato di Eccellenza con l’Imperia, ha accolto con estremo piacere: “Intanto lo voglio ringraziare per avermi citato e ricordato. Ho semplicemente fatto quello che ho fatto in tanti anni di panchina con tanti giocatori che mi sono capitati. Reputo Alessandro un ragazzo con potenzialità incredibili, qualità importanti calcisticamente e non. Anche se quest’anno sta giocando di meno, sono contento del percorso che sta facendo perché è proprio quello giusto per lui. Ha svolto un gran campionato di Primavera l’anno scorso con il Genoa ed ora sta giocando in una squadra importante. Sono certo che l’anno prossimo possa essere quello della sua consacrazione. Gli auguro tutto il bene possibile e che si ricordi di me è un motivo d’orgoglio. Da me sono passati tanti ragazzi che non ho più avuto la fortuna di sentire”.

Ha una grande dote: vuole arrivare e sono certo che arriverà. Gli mando un grande abbraccio, lo seguo sempre e gli sono sempre accanto”, conclude il tecnico ingauno.

 

 

 

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