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Calcio, Finale. Scacciare gli spettri è il primo obiettivo, Belvedere: “A caldo ho dato le dimissioni ma non posso abbandonare la nave”

Il ds vuole scuotere l'ambiente: "Bisogna tirare fuori le palle per vincere delle partite. Se sono rimasto è perché ci credo ancora"

Generico gennaio 2024

Finale Ligure. Le ultime quarantottore di Roberto Belvedere, quelle successive alla sconfitta casalinga contro il Ceriale, sono state caratterizzate da una forte riflessione. “Domenica ero veramente affranto – confessa il direttore giallorossoblù -. La delusione è stata tanta, a prescindere dal risultato. Il nervosismo mi ha portato istintivamente a dire alla società che volevo farmi da parte, anche perché mi sento parzialmente responsabile di questa situazione. Sono passati due giorni e ho avuto tempo di rifletterci su. A caldo ho dato le dimissioni ma non posso abbandonare la nave“.

Un dietrofront, quindi, dettato anche dalla respinta delle dimissioni da parte del sodalizio finalese. Oggi nella sede di via Brunenghi sono stati “distesi” gli animi anche se, come sottolineano le virgolette, la situazione di classifica non consente alcuna distensione. “Sono sincero, oggi sono andato al campo ma non ho parlato al gruppo- dichiara Belvedere -. Lo abbiamo fatto parecchio durante questa stagione. Ho preferito confrontarmi con la società e guardarmi tutto l’allenamento. I ragazzi, ancora una volta, si sono allenati bene. Questa non è una squadra di pelandroni, ma alla domenica andiamo in difficoltà. Soprattutto in questo tourbillon di risultati in cui siamo entrati. La giovane età è un’attenuante però per fare risultati bisogna tirare fuori le palle“.

Un confronto che ha fatto emergere forte rammarico da parte del sodalizio stesso: “I vertici societari sono più arrabbiati di me. Con le problematiche che ha questa società, note a tutti, stanno facendo dei grandi sacrifici. Sono state due annate particolari. La scorsa stagione è stata difficilissima perché siamo arrivati a Finale praticamente senza giocatori. Quest’anno abbiamo delle responsabilità perché il rendimento dei giocatori scelti non è all’altezza delle loro capacità. In tribuna si sentono parecchie chiacchiere negative ultimamente. Ma con risultati del genere è normale. Creare entusiasmo così non è facile. Nonostante io tenga a Finale come fosse la mia città, io non abito lì. Ma penso appunto a persone come Cappa, Demin e Dario Grammaticopolo che vivono il paese ogni giorno. Sono situazioni che riscontrano quotidianamente e i più affranti in questo momento sono loro. E noi siamo destabilizzati perché, io in primis, non ci saremmo mai aspettati tutto questo“.

Contro la squadra di Brignoli è stata particolarmente contestata la direzione arbitrale (all’appello mancherebbe un rigore per il Finale sul 2-1 biancoblù). Una gara dove il nervosismo ha fatto da padrone: “Non sono solito parlare di situazioni arbitrali. È vero che nelle ultime tre domeniche ci sono stati errori determinanti, ma per me quelli sono gli ultimi dei problemi. Il problema vero è sull’atteggiamento nei momenti di difficoltà. Magari facciamo la partita noi e prendiamo gol su ingenuità. Oppure cerchiamo di recuperare lo svantaggio scoprendoci talmente tanto da prendere una marea di gol”.

Con Scalia, Pastorino e Dagnino parlo tanto di questa situazione“. Il capitano finalese, insieme agli altri due calciatori, sono le figure d’esperienza di uno spogliatoio particolarmente giovane. Belvedere continua a notare un cambio di approccio da quello degli allenamenti a quello dei novanta minuti delle partite: “La squadra in settimana lavora benissimo ma alla prima difficoltà affondiamo. Se avessimo vinto con il Celle Varazze o con il Quiliano sarebbero sicuramente cambiate tante cose. Fieno in cascina per la classifica e per la nostra testa, ora non pensiamo più sbagliare niente. Biolzi? Le interviste le ha sempre rilasciate a caldo. Anche per lui è un momento difficile ma è un allenatore talmente esperto che saprà farci uscire da questa situazione”.

Se ci credo? Se sono rimasto è proprio perché sono convinto che ce la possiamo fare“. Domenica prossima una proibitiva trasferta in casa della Sestrese, ma è ora che tutto il Finale si rimbocchi le maniche in vista di mesi da “Sangue e Arena“: credendoci.

 

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