Stallo

Servizio idrico integrato: scontro politico tra i sindaci mette in stallo la fusione tra Aps, Servizi Ambientali e Sca

Il "casus belli" il termine per la fusione (con sei mesi di scarto tra i due fronti) e il contratto infraconsortile

Depuratore Borghetto Servizi Ambientali

Savona. Nuvole temporalesche sovrastano l’iter per la fusione delle società che attualmente gestiscono il servizio idrico in provincia di Savona (il Consorzio Acque Pubbliche Savonesi per il levante, Servizi Ambientali e Sca per il ponente) e che, in futuro, una volta unificate, dovranno garantire la gestione pubblica del servizio idrico integrato della nostra provincia.

Il sindaco di Savona Marco Russo due giorni fa, martedì 5 dicembre, ha inviato una lettera al presidente della Provincia, ai sindaci di Loano, Borghetto Santo Spirito e Alassio, i presidenti di Aps Nanni Ferro e del Consorzio per la depurazione delle Acque di Scarico Maurizio Maricone con la quale esorta gli altri soci ad accelerare i tempi. Ricorda poi l’accordo politico dell’11 luglio con i sindaci dei tre comuni interessati e i tre presidenti delle società controllate e Aps per consentire la piena operatività di Aps: “Entro il prossimo 31 dicembre le società devono fondersi in Aps, pena lo scioglimento della società e la perdita della concessione del servizio idrico integrato dell’ambito oltre al rischio di perdita di tutti i finanziamenti pnrr ottenuti“.

Il sindaco di Savona scrive ancora che – come concordato nella riunione con il presidente della Provincia (del 28 novembre) – “approverà la proroga della fusione al 30 giugno 2025 secondo cronoprogramma predisposto dal presidente di Aps” e “chiede ai comuni di Alassio, Borghetto e Loano di fare lo stesso”. Poi conclude: “In caso contrario devo prendere atto che non vi è la reale volontà di procedere all’unificazione pur prevista e resa obbligatoria dello statuto di Aps con tutte le conseguenze negative che ne deriveranno”.

Piccolo preambolo, fondamentale per comprendere bene la questione. Inizialmente il termine ultimo per la fusione tra Aps, Servizi Ambientali e Sca era stato posto al 31 dicembre 2028, cioè tra cinque anni esatti. Un termine che il sindaco di Savona, Marco Russo, ha ritenuto troppo distante. Di conseguenza, il Cda di Aps ha messo a punto un cronoprogramma per completare l’iter in anticipo e cioè entro il 31 dicembre 2025. Una data che ha “accontentato” le altre parti ma che il primo cittadino savonese ha chiesto di anticipare di altri sei mesi, quindi al 30 giugno 2025.

Contemporaneamente, a luglio è iniziata la discussione relativa al contratto infraconsortile, che stabilisce le mansioni delle varie realtà e che, quindi, conferisce operatività alla nuova società unica. Due le versioni di questo accordo: una, proposta da Savona e rigettata dagli altri Comuni in quanto ritenuta piuttosto penalizzante per le società di ponente; l’altra, proposta da Servizi Ambientali e Sca, che contiene maggiori “garanzie” per le due consorziate. Quest’ultimo documento è stata discussa e approvata dai consigli di alcuni Comuni soci delle due società.

E qui è avvenuta la spaccatura. Ieri i presidenti delle tre società (Giovanni Ferro per Aps, Barbara Balbo per Servizi Ambientali ed Emanuela Preve per Sca) dovevano approvare il contratto. Balbo e Preve hanno respinto la versione del contatto proposta da Savona e hanno dato avallo alla loro versione. Ferro, invece, ha votato negativamente, di certo anche sulla scia di quanto auspicato dal sindaco di Savona Marco Russo, che aveva posto come condizione per l’accettazione del rinvio della fusione al 31 dicembre 2025 proprio l’approvazione della “versione savonese” del contratto: “La data di fusione al 31 dicembre 2025 per noi è troppo lontana – scrive in una lettera Russo – A condizione che si recepiscano integralmente i punti già approvati a luglio, procederò al voto della proroga al 30 giugno 2025. Chiedo agli altri Comuni di fare altrettanto. In caso contrario prenderò atto mio malgrado che non vi è la reale volontà di procedere all’unificazione”.

Insomma, due differenti versioni del contratto e sei mesi di rinvio che hanno fatto saltare il banco e che creano forti dubbi sul futuro della società unica, dato che questo iter deve necessariamente essere completato entro la fine di quest’anno.

Un presa di posizione molto dura, che ha fatto storcere il naso al sindaco di Loano Luca Lettieri, a quello di Borghetto Santo Spirito Giancarlo Canepa e a quello di Alassio Marco Melgrati: “La missiva ricevuta dal sindaco di Savona Marco Russo pare un tentativo maldestro per posizionare una bandierina politica sulla gestione pubblica del servizio idrico integrato – scrivono in una lettera – Un atto scomposto e fortemente destabilizzante in un momento estremamente delicato, inviata poco prima del Cda di APS dove, con grande senso di responsabilità i rappresentanti di Servizi Ambientali e Sca, Barbara Balbo e Emanuela Preve con il solo voto negativo del presidente Giovanni Ferro, membro di riferimento di Savona, hanno approvato il contratto infraconsortile che consentirà ad Aps di acquisire operatività nelle more di consolidare la gestione pubblica unitaria dell’acqua e della depurazione a livello provinciale”.

Il contratto approvato è sicuramente perfettibile, infatti sia Barbara Balbo che Emanuela Preve hanno da subito confermato la loro disponibilità a discutere, in presenza dei consulenti incaricati, di eventuali modifiche volte a diminuire la distanza siderale che si era ormai creata tra le varie posizioni. Sarebbe stata sicuramente auspicabile una maggior condivisione sui singoli aspetti ma era necessario procedere senza ulteriori indugi viste le ristrettissime tempistiche a disposizione. Oggi il contratto è approvato, potrà essere migliorato ma non esistono più alibi per non approvare la necessaria modifica statutaria volta a differire l’imminente scadenza del 31 dicembre 2023 attualmente prevista per la fusione. Borghetto e Loano hanno già approvato in consiglio comunale la proposta del Cda di Aps basata su un cronoprogramma che dovrà traguardare l’obiettivo della gestione unitaria entro e non oltre il 31 dicembre 2025, Alassio e Albenga lo approveranno a breve”.

“Spiace che Savona pare volersi tirar fuori da questo percorso, quando si lavora in gruppo bisognerebbe lasciare da parte le smanie di protagonismo e gli atteggiamenti dirigisti che da tempo hanno in parte compromesso un percorso che avrebbe potuto e dovuto essere più lineare. Nel ribadire la disponibilità al dialogo dei nostri membri di riferimento nel Cda di Aps che è anche la nostra, restiamo in attesa di eventuali emendamenti al testo approvato che però dovranno necessariamente tener conto da una parte delle necessità di Aps e dall’altra delle peculiarità e territorialità delle singole aziende”.

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.