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Punto Nascite Santa Corona, Carrara: “Per la maggioranza può restare a Savona. E intanto si partorisce nelle piazzole dell’autostrada”

La contro-replica del consigliere alle dichiarazioni dell'amministrazione pietrese

Santa Corona Pietra Ligure Ospedale Santa Corona

Pietra Ligure. “Il punto nascite, anziché tornare al Dea di secondo livello di Santa Corona dal San Paolo di Savona, Dea solo di primo livello, per De Vincenzi e la sua maggioranza può pure restare dov’è perché per loro a Savona il punto nascite sta benissimo. Anche se passerà un altro intero anno alla sua riapertura. Intanto si partorisce nelle piazzole dell’autostrada e purtroppo ora ci sono anche le tragiche morti di chi non ce l’ha fatta”. Così Mario Cararra, consigliere di minoranza del Polo di Centrodestra per Pietra-Lista Civica dei Pietresi, contro-replica alle dichiarazioni dell’amministrazione comunale del sindaco Luigi De Vincenzi rispetto allo spostamento del punto nascite del Santa Corona.

“Nonostante l’unità di intenti dimostrata, c’è chi come il consigliere Mario Carrara riesce puntualmente a mostrarsi con un atteggiamento arrogante, demagogico e propagandistico – affermava l’amministrazione pietrese giusto ieri – Nonostante la piena condivisione della mozione da lui presentata, il Consigliere Carrara ha pervicacemente tenuto un comportamento irresponsabile e sconsiderato su un punto del dispositivo finale che chiedeva, in sostanza, lo spostamento o meglio la chiusura del Punto nascite di Savona, in favore di quello di Pietra Ligure”.

Di seguito la replica completa di Mario Carrara.

Dopo aver manifestato un “formale dispiacere” al nuovo rinvio del punto nascite, pur avendo la possibilità di far uscire dal Consiglio comunale una posizione forte e decisa, il Sindaco e la sua maggioranza alla fine, fanno approvare la solita dichiarazione ambigua in “politichese, alla ricerca di equilibrismi politicamente corretti. Del tipo di quelle che si sono susseguite negli anni e che hanno portato a questi risultati. Di seguito il testo integrale dell’emendamento voluto dal Sindaco De Vincenzi che ha cambiato il testo della Mozione:

mozione mario carrara
Testo originario del quarto punto del dispositivo mozione Mario Carrara

Il Consiglio comunale di Pietra Ligure ritiene che, da subito, in mancanza della riapertura del “punto nascite” a Santa Corona, debba essere trasferito il “punto nascite” ed il relativo reparto di ostetricia e ginecologia, oggi presso l’ospedale San Paolo di Savona, DEA di l livello, da quest’ultimo ospedale all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, DEA di ll livello, che, in quanto tale, garantisce prestazioni medico sanitarie adeguate in caso di ogni complicanza prevedibile.

Ma non è più il tempo dell’ambiguità, dei sotterfugi e delle dichiarazioni di politica parolaia. La chiusura del punto nascite è avvenuta il 9 Novembre 2020; sono trascorsi, quindi, già oltre tre anni da quella data.

Non è un tempo enorme che fa indignare? Considerato che quella chiusura era stata data per “provvisoria” e, la riapertura reiteratamente data come “scontata” ed “imminente” per poi essere sempre spostata un po’ più in là nel tempo? E per di più “annunciata” sempre ai massimi livelli regionali? Come abbiamo già scritto, l’anno scorso l’assessore Scajola, su delega del Presidente Toti, nell’annunciare un nuovo rinvio, uno dei troppi, dall’autunno del 2022 a entro il 31 Dicembre del 2022, lo giustificava proprio con una di quelle scuse ora addotte per quest’ultimo nuovo rinvio di un intero anno, cioè “il completamento delle pratiche per l’assunzione del personale medico e sanitario necessario per la funzionalità del reparto”. L’altra scusa “ufficiale” è che il reparto incendiato a Settembre 2022 non è ancora stato ristrutturato. Ma sia per l’una “scusa” che per l’altra, la domanda più semplice e spontanea è: che cosa sono stati capaci di fare in oltre un anno per rimediare a questi ostacoli, davvero non “insormontabili”, visto che i medici avrebbero già dovuto esser assunti entro dicembre dell’anno scorso, essendo le pratiche della loro assunzione solo da “completare” ed in un anno si sarebbero potuti ristrutturare benissimo tutti i reparti incendiati (non demoliti) che si fosse voluto?

Tuttavia, la ragione principale per cui ho presentato la mozione in Consiglio comunale risiede, soprattutto, nel “tempo” annunciato del nuovo rinvio: almeno un anno.. per cui se ne dovrebbe parlare, se va bene, alla fine del 2024 ! Ma, a questo punto, chi può dire che a quella data non si rinvii l’apertura di nuovo? Magari per gli stessi motivi addotti adesso? O per “nuovi” sopraggiunti nel corso dell’anno?

È proprio per questo, cioè la prospettiva di avere un altro intero anno di fronte senza che il ponente abbia il suo punto nascite in Santa Corona, è più che logico, giusto e razionale che, se per un altro anno deve esserci un solo punto nascite nella Provincia, esso venga riportato presso la sede del DEA di secondo livello perché è solo qui che sussistono le specialità d’emergenza che possono assicurare gli interventi necessari. Si, pensi, ad esempio, ad una donna in avanzata gravidanza che, avendo subito un incidente traumatico, necessiti al contempo sia delle cure per lei al trauma Center, che è a Santa Corona, sia per il bimbo che porta in grembo al reparto di ostetricia, distante più di trenta chilometri e in un ospedale posto sulla cima di una collina.

La mozione rispetta e prende atto delle determinazioni del piano sanitario regionale (approvato successivamente alla presentazione della mozione stessa), che prevede due punti nascite negli ospedali di Pietra Ligure e di Savona. Ma siccome il momento in cui saranno entrambi “aperti” è di là da venire e per quello di Pietra Ligure si parla di rinvii annuali per delle ragioni che appaiono delle “scuse”, al fine di garantire la vita delle puerpere e dei nascituri, nel frattempo, l’unico punto nascite che c’è deve essere concentrato nell’ospedale che ha più titoli, qual è il DEA di secondo livello di Santa Corona.

Non c’è nessuna pretesa o guerra di campanile, che sono solo “frasi fatte” per giustificare il non far niente e accettare di subire questo stato di cose.

Come NON HA FATTO NIENTE in proposito il sindaco di Pietra Ligure De Vincenzi quando, avendo saputo alla fine di Ottobre scorso che il punto nascite, pur strapromesso, NON SAREBBE STATO APERTO, non ha fatto una dichiarazione o una presa di posizione pubblica di dissenso o contrarietà. Lui sempre così prodigo e loquace in ogni circostanza.

In questa, invece, molto importante, ha taciuto ed il suo è stato un silenzio assordante!

Non solo, ma visto che la mia Mozione, che tratta ed affronta la questione del nuovo rinvio e delle sue conseguenze in modo esplicito, è stata presentata il 2 Novembre u.s., tra quella data e quella del Consiglio comunale del 28 Novembre, egli NON HA VOLUTO o NON È STATO IN GRADO di scrivere un documento, un ordine del giorno o “qualcosa” di “ufficiale” da parte della sua maggioranza formata dal suo unico gruppo consiliare, proprio in vista del consiglio comunale convocato. NIENTE! Si è limitato ad aspettare la discussione della mia mozione per la quale le opposizioni hanno fatto la richiesta di convocazione del Consiglio a termini di legge. Se questa richiesta per cui entro 20 giorni, per legge, il consiglio doveva essere convocato, non fosse stata protocollata, viene da pensare che di “punto nascite” nel breve periodo NON SE NE SAREBBE NEANCHE MAI PARLATO! E la Mozione avrebbe seguito la sorte delle mie altre precedenti che sono state discusse dopo mesi e mesi! Non solo, ancora! Non avendo voluto, come avrebbe, invece, ben potuto, fare un proprio documento che aveva i numeri per farselo approvare in Consiglio comunale, ha preferito “rimaneggiare” ed adulterare il contenuto della mia mozione proprio laddove essa prendeva la posizione più chiara e netta per far fronte a questo lungo periodo annuale di non riapertura del punto nascite a Santa Corona, cioè il suo trasferimento dal DEA di 1⁰ livello di Savona.

Per la prima volta nella storia del Consiglio comunale di Pietra Ligure è stata emendata una mozione di iniziativa di un consigliere senza il consenso del proponente: che è una cosa aberrante perché porta a risultati aberranti che sforzano e falsano la dialettica democratica e la stessa democrazia. Emendare una mozione consiliare senza che il proponente sia d’accordo è come se, per puro esempio e pensando più in grande, solo per rendere l’idea: un deputato facesse una proposta di legge che recitasse: “La legge consente una tale cosa” e la maggioranza anziché presentare una propria proposta antagonista, preferisse emendare “quella” proposta stessa inserendo la parola “NON” e scrivendo: “La legge NON consente una tale cosa” e quindi la approvasse nella nuova versione; così il proponente si ritroverebbe assurdamente promotore dell’esatto contrario di quello che aveva proposto e si prefiggeva di conseguire. Che è una cosa aberrante e falsa la realtà e la democrazia. Eppure, nel piccolo della realtà di Pietra Ligure, questo è quello che è avvenuto nel Consiglio comunale del 28 Novembre.

Pur essendo io contrario ad accettare un emendamento scritto in politichese da prima Repubblica e nel quale si parla di “riaprire nel minor tempo possibile” il punto nascite di Santa Corona, quando si sa già in partenza che ciò non avverrà PRIMA DI UN INTERO ANNO, sembra proprio evidente che sia stata “sforzata” l’interpretazione del Regolamento del consiglio comunale per adattarlo ai bisogni del momento del Sindaco e della maggioranza. Ciò è stato possibile perché la Presidente del Consiglio comunale, Michela Vignone, anziché svolgere il suo ruolo con equità e tutelare, in primis, i diritti dei consiglieri comunali, ha agito più da arbitro che gioca da uomo in più con una delle squadre in campo, che da arbitro super partes, dando l’impressione a tutti di aver sforzato l’interpretazione del regolamento del Consiglio solo per favorire la maggioranza. Spiace prendere atto di una cosa del genere e constatare che dopo quasi cinque anni essa dimostri di non aver ancora capito quale sia la propria funzione e la propria responsabilità. Queste cose accadono quando, “tanto per dare un posto”, vengono attribuiti incarichi nelle istituzioni a persone inadeguate che si dimostrano inadatte a svolgere i ruoli istituzionali di garanzia che ricoprono. Pure, stupisce che non si sia opposto ad un’aberrazione del genere il segretario comunale Vincenzo Trevisano, prossimo alla pensione, avallando un’interpretazione del regolamento mai vista in oltre quarant’anni, che, a questo punto, fa provare imbarazzo solo a pensare che lui dovrebbe essere il garante del rispetto della legalità del Consiglio comunale.

Eppure, De Vincenzi e i consiglieri di maggioranza avrebbero avuto tutto il tempo ed il modo di presentare un “loro” documento che avessero voluto ed approvarselo. Avevano i numeri per farlo: 9 vince sempre contro 4 e, nel caso del consiglio del 28 Novembre: 9 di maggioranza avrebbero vinto comunque contro due o contro …. uno solo.

Uno dei pochi diritti che i Consiglieri hanno è di presentare proposte nelle Mozioni: l’elaborazione di esse è frutto del loro ingegno e del loro impegno strettamente personale. Se gli emendamenti non vengono accettati dal proponente perché “snaturerebbero” il senso della Mozione, le Mozioni vanno o approvate in toto o respinte in toto.
Non ci sono altre strade, se non “sforzature” o aberrazioni della democrazia.

Perché non ho accettato di emendare la mia mozione? Perché dopo L’ENNESIMO RINVIO e l’annunciata riapertura a …FRA UN ANNO, considero che sia finito il tempo delle meline, dell’ambiguità, dei sotterfugi, delle dichiarazioni di “finta” diplomazia e si debbano assumere posizioni chiare, decise e nette su argomenti come questo, dove il sentimento prevalente generale è quello della “presa in giro” e dello scoramento.

De Vincenzi, costretto a convocare il Consiglio, ha “camminato sulle uova” per tutta la sua durata, preferendo “parassitare” ed adulterare la mia mozione che fare un documento suo, dove pur avrebbe potuto legittimamente scrivere tutto quello che voleva. La sensazione che ha, invece, dato è quella che in questa circostanza abbia “subìto” di “dover prendere” una posizione: tuttavia, che essa fosse senza calcare troppo, cercando, con quest’esigenza, di barcamenarsi. “In primis”, nei confronti della Regione Liguria, che negli ultimi tempi lo ha coperto d’oro con suoi finanziamenti a getto continuo per le opere pubbliche (caso “unicum” di una giunta comunale, dove 3 su 5 sono del PD, che gode di generosi finanziamenti ininterrotti dalla Regione di centrodestra, che sembra proprio stia tirando “la volata elettorale” al Sindaco di centrosinistra); poi, senza calcare per nulla ed in nessun modo nei confronti dell’ospedale San Paolo di Savona, DEA solo di 1⁰ livello e di angosciante difficoltà a essere raggiunto, posto com’è sulla cima di una collina, ma “difeso a spada tratta” anche a discapito del ritorno del punto nascite da lì a Santa Corona; questo, forse, per l’ovvia volontà di non creare problemi al Sindaco di Savona del PD, cioè dello stesso partito di De Vincenzi e del consigliere delegato Liscio; che, forse, per mascherare questa volontà tutta politica hanno sostenuto che non bisogna fare dei “campanilismi” e che il punto nascite di Savona funziona benissimo! (Già.., e i parti nelle piazzole delle autostrade? E la tragedia di quella mamma morta recentemente, non dicono niente? Non contano?).

Poi ci sono, in ultimo, le mamme ed i nascituri nei confronti dei quali dovevano per forza dire qualcosa: cioè che auspicano con forza e dicendolo con la voce grossa che il punto nascite a Pietra Ligure deve riaprire nel minor tempo possibile!!!

Peccato che tutti sappiano che “il minor tempo possibile” NON SIA INFERIORE ADDIRITTURA AD UN ANNO!

È per questo che non ho accettato di emendare la mia mozione con quel loro emendamento, che la “snatura” (e che considero illegittimo); né ho accettato il tentativo di una, pur lodevole, mediazione da parte del consigliere Seppone; perché quell’emendamento, era pieno di equilibrismi di sola politica, di politichese ambiguo e di “finta” diplomazia. Cose delle quali dopo tre anni, non è più tempo e possibilità di subire: ci vogliono posizioni chiare e scelte nette. Basta ambiguità politiche sulla pelle delle persone!

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