Commento

Pietra Ligure, Carrara: “Comune incassa da ogni parte, ma tartassa e spreme i cittadini senza pietà”

Il consigliere di opposizione: "Per il corrente 2023 è lecito prevedere un attivo boom, ma allora che senso ha mantenere ostinatamente tutti i tributi comunali al massimo, come se il Comune fosse sempre con l'acqua alla gola?"

assessore pietraligure mario carrara

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota stampa del consigliere comunale di minoranza pietrese Mario Carrara.

Una signora ci ha detto ieri: “che buono che è il Sindaco a regalare ai suoi cittadini un’illuminazione natalizia così meravigliosa”. Già..: “..a regalare”. Peccato che la “fiduciosa” ed ingenua signora non si immagini neanche lontanamente che non c’è stata nessuna “illuminazione regalata” ma che è stata pagata, anzi “ben pagata” direttamente da lei stessa e dagli altri suoi concittadini con le numerose tasse ed imposte comunali, tutte sempre tenute all’aliquota massima possibile del loro importo.

Le aliquote al massimo erano state determinate alcuni anni fa quando il Comune, per far fronte ai diminuiti trasferimenti finanziari dello Stato ed alle proprie esigenze economiche, aveva dovuto “ritoccare” le aliquote per far “quadrare” i conti e superare il momento di difficoltà finanziaria. Ora, però, siamo al termine dell’anno 2023. E la situazione finanziaria del Comune è ben diversa rispetto a quella di alcuni anni or sono e non certo di “difficoltà finanziaria”.

Solo per far avere un’idea a chi legge dello stato di “floridezza” estrema delle finanze del Comune di Pietra Ligure, basta esporre questi dati degli attivi, degli “avanzi” del bilancio  che sono “fissi” perché già stabiliti e consolidati: nel 2020 l’attivo è stato di + €. 4.774.987;  nel 2021: + €.6.042.387; nel 2022: + €. 5.532.194. 

Per il corrente 2023 è lecito prevedere un “attivo boom“, in base ai dati che stiamo raccogliendo, alcuni dei quali li esibiamo adesso. 

Poiché quello di questi “super attivi” è ormai un dato che si mantiene e si consolida di anno in anno stabilmente, è lecito chiedersi, come lo abbiamo chiesto ogni volta al Sindaco in consiglio comunale, che senso abbia mantenere ostinatamente tutti i tributi comunali al massimo, come se il Comune fosse sempre con l’acqua alla gola? Cosa che assolutamente non è? Può avere un senso che lo Stato o un ente pubblico come il Comune chiedano più sacrifici al popolo quando si attraversi un momento di difficoltà economica cui dover far fronte. Ma in una situazione come questa perché, ripetiamo “PERCHÉ” continuare a chiedere sacrifici ai cittadini quando non sono necessari? 

Tenuto conto che i “superattivi” multimilionari il Comune NON li può spendere per far opere o altri benefici a favore della sua cittadinanza, ma quasi totalmente “accantonarli” senza aver la possibilità, quindi, di utilizzarli? In una situazione del genere, non sarebbe più equo e giusto ridurre tutti i tributi comunali e puntare non a fare dei “superattivi” milionari inutilizzabili, ma solamente a pareggiare il risultato del bilancio? Il Comune è vero che non avrebbe più “attivi” del bilancio, che sono inutilizzabili in gran parte, ma, almeno, i cittadini avrebbero più soldi da destinare alle loro famiglie. Come dicevamo lo abbiamo chiesto al Sindaco De Vincenzi ogni volta che ce n’è stata data l’opportunità in Consiglio Comunale; egli, tuttavia, ci ha risposto, sostanzialmente, che “tenere i tributi con le aliquote al massimo è necessario per far quadrare i conti” e che “la riduzione delle tasse comunali non ce la possiamo permettere”. Anzi, con tono saccente, ultimamente ha detto che non sa più come ripeterlo, visto che noi ostinatamente continuiamo a richiederlo.

Il bello è che non considera minimamente i dati oggettivi che lui stesso nei documenti contabili del Comune esibisce, cioè che il bilancio comunale continua ad incassare somme gigantesche. Tuttavia, non TOTALMENTE gli avanzi del bilancio sono inutilizzabili in quanto “da accantonare”; infatti, una percentuale di quei milioni, chiamata “parte disponibile” il cui importo non supera l’8%, quindi per alcune centinaia di migliaia di euro ogni anno, è totalmente a disposizione del Sindaco e della sua Amministrazione e ne può disporre come meglio ritiene: senza nessun vincolo. Possono utilizzarla come meglio credono. 

Nel 2020 la “parte disponibile” è stata di €. 450.182; nel 2021 di €. 518.272; nel 2022 di €.302.442. Bei soldi eh? Liberi da vincoli e soprattutto tutti  …disponibili.

È, forse, con queste “risorse” che il Sindaco può permettersi di pagare anche le “luminarie natalizie”. L’anno scorso 2022, mentre tanti Comuni a noi vicini annunciavano che, per risparmiare, erano costretti a rinunciare o a ridurre l’illuminazione natalizia, i cittadini di Pietra Ligure (che per la maggior parte non lo sanno) l’hanno pagata €.64.635. 

Quest’anno, invece (che precede le elezioni comunali) l’illuminazione i cittadini l’hanno pagata €.73.347,46; ma, a quanto pare non bastava ancora e si è deciso di far le cose più in grande, perché alla stessa ditta è stato poi dato un altro incarico di altre luminarie per altri €.12.200, per un totale di €. 85.574 !

Che è una cifra strabiliante! Allo stato degli atti amministrativi oggi abbiamo reperito questi dati. S’intende che noi non riportiamo questi elementi perché siamo contrari a che la città per il Natale si addobbi in modo appropriato e decoroso, ma non si venga a dire o a far credere che questi sono “regali”: No! Sono pagamenti che i cittadini stessi fanno con i soldi versati da loro nei tributi al massimo del Comune. 

Che il Comune di Pietra Ligure, poi, stia incassando cifre strabilianti lo si vede anche da un’altra fonte di entrata: le sanzioni per le infrazioni al codice della strada, cioè “multe e contravvenzioni”.

Diamo questi dati, poi ognuno faccia le proprie considerazioni: gli accertamenti per queste infrazioni nel 2020 sono stati pari a €. 173.422; nel 2021, €.532.586; nel 2022, €.654.493. Quindi, in costante progressivo aumento: si direbbe che i vigili in tre anni si siano progressivamente scatenati. Ma non basta ancora. Perché leggiamo che il 16 Novembre scorso il Comune ha dovuto far una determina in cui prende atto, sostanzialmente, che, essendo entrato in funzione l’autovelox in corso Italia dal 2 Maggio scorso, per volere del Sindaco De Vincenzi che detiene la delega alla viabilità ed alla polizia locale, l’importo delle sanzioni accertate per questa violazione è saltato a ben + €. 1.041.277 !

Facendo constatare che, al 15 Novembre scorso, rispetto alla previsione precedente di quanto si immaginava di incassare, l’importo in più è  stato di ben €. 1.100.000. !!! , salvo un nuovo aggiornamento al 31 Dicembre prossimo..!

Questi sono i risultati di un autovelox “trappola”, installato a meno di un chilometro da quello di Borgio Verezzi, e che si rivela proprio quello che noi avevamo temuto e denunciato pubblicamente  che fosse: cioè: una macchina che, oltre che per la sicurezza, è stata posta lì  per far soldi  e far cassa. Basta un minimo di distrazione in una sera d’inverno in cui non c’è nessuno, né in auto né a piedi, che il Comune incassa.

Ma tutti questi soldi incassati da tasse al massimo e da multe e che porteranno i risultati dell’incasso del  2023 probabilmente  a cifre stratosferiche, non sono neanche giustificati dalla necessità di “dover incassare per fare le opere pubbliche”. Questo per due buone ragioni: la prima, è che abbiamo visto i “superattivi” milionari non si possono utilizzare in massima parte, ma solo “accantonare”, rimanendo inutilizzati; la seconda, perché la maggior parte delle opere pubbliche in corso, o che stanno per essere fatte, sono state finanziate da generosi contributi della Regione Liguria (solo gli ultimi a Novembre: per oltre €.1.500.000, per strade, sottopassaggio, scuole), per cui non sembra davvero che si debbano richiedere sacrifici ai cittadini con le tasse, quando già provvede ininterrottamente e  generosamente la cassa della Regione Liguria di Centrodestra a finanziare le opere pubbliche del Sindaco di Centrosinistra. 

Che senso ha, quindi, continuare a “tartassare” ed a “spremere” al massimo i cittadini con le aliquote comunali che più pesanti di così non si può? E “non si può” solo perché la legge non lo consente, sennò ci sarebbe da pensare che De Vincenzi le tasse le avrebbe ancor più aumentate?

Questa assurda situazione accade in una città, Pietra Ligure che a differenza di quello che dichiara e sostiene De Vincenzi, nella quale tutto va bene e la sua economia va a gonfie vele, vede, invece, la sua popolazione diminuire inesorabilmente: al censimento del 2011, i pietresi residenti erano 8880; nel 2020, erano scesi a 8397; ora, dal sito aggiornato del Comune si apprende che la discesa continua e siamo precipitati a 8215…

A Pietra Ligure la gente se ne va e quando la popolazione diminuisce in questo modo e continua a farlo non è segno di progresso ma di crisi. Gli attivi multimilionari incassati, le multe che “fanno cassa”, i finanziamenti continui dalla Regione dimostrano che le tasse al massimo fatte pagare ai cittadini Pietresi più che un fatto assurdo ed ingiustificato, sono un’angheria, una vessazione ed un arbitrio.

Mario Carrara, consigliere comunale d’opposizione 

7 Dicembre 2023

 

 

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.