Contromisure

Morte sul lavoro a Borghetto, i sindacati: “Un 61enne sulle impalcature? Inaccettabile in un Paese civile: più controlli e più formazione”

"Ogni giorno segniamo una croce sul calendario dei caduti sul lavoro, ben 19 dall'inizio dell'anno in Liguria"

ponteggio impalcatura borghetto

Borghetto Santo Spirito. “Ogni giorno segniamo una croce sul calendario dei caduti sul lavoro, ben 19 dall’inizio dell’anno in Liguria: inaccettabile”. Lo dichiara Sheeba Servetto, segretaria regionale territoriale di Uil Liguria con responsabilità del savonese, e Fabio Servidei, segretario confederale Uil Liguria, commentando l’incidente sul lavoro avvenuto oggi a Borghetto Santo Spirito.

“Ancora una volta, sulla pelle di un lavoratore che, peraltro, aveva 61 anni e lavorava ancora sulle impalcature, ci troviamo a combattere una guerra ad armi impari contro un nemico che si chiama profitto – aggiungono – Dobbiamo ancora registrare mancati controlli nei cantieri e uno scarso impegno delle istituzioni sul tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Occorre individuare subito le responsabilità di questa ulteriore tragedia che apre a una dolorosa domanda di civiltà: che cosa ci faceva una persona anziana sopra un impalcatura? Manca una rete di protezione istituzionale e sociale che ha fallito ancora una volta sull’applicazione delle regole”. Occorrono investimenti in strumenti e cultura della sicurezza. Basta voltarsi dall’altra parte”.

“Controllo degli appalti, ambito in cui si insinua una maggiore incidenza del danno. Manca il personale per i controlli, si evitano le applicazioni contrattuali e scarseggia la formazione – concludono i segretari – L’età elevata dei lavoratori deve far riflettere Roma e gli imprenditori: occorre tenere ben presente la platea dei lavori usuranti e mettere fine alla strage”.

Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria, e il segretario generale Filca Cisl Liguria, Andrea Tafaria, commentano: “Ancora un morto sul lavoro, ancora un operaio non più giovane che perde la vita mentre si guadagna lo stipendio. E’ davvero ora di dire basta a questa carneficina: in Liguria ogni mese dobbiamo piangere due vittime del lavoro. Non possiamo più accettare che si dica che gli incidenti mortali sono una fatalità: non è vero, perché sono frutto dell’inosservanza di norme, di scarsi investimenti sulla prevenzione, di controlli e sanzioni insufficienti”.

“La Cisl chiede da tempo una terapia d’urto che si traduca in aumento esponenziale dei controlli, nella riduzione del ricorso al lavoro precario, nella responsabilizzare chi ha il dovere di vigilare ed evitare infortuni sul posto di lavoro. La situazione non è più emergenziale: è fuori controllo. Con la vita delle persone nessuno ha il diritto di scherzare o rimandare decisioni”.

“L’ennesimo tragico infortunio sul lavoro in cui ha perso la vita un operaio di 61 anni un cantiere edile a Borghetto Santo Spirito. Una strage continua – dichiara il segretario provinciale di Ugl Dario Cigliutti – che non possiamo accettare. Occorrono, in tal senso, interventi immediati al fine di impedire simili tragedie. Come UGL chiediamo, pertanto, alle istituzioni locali e nazionali di adottare con immediata urgenza un piano nazionale per rafforzare le misure in materia di sicurezza sul lavoro, attraverso una formazione adeguata con particolare attenzione sulla sicurezza. E’ necessario inoltre maggiori risorse per intensificare i controlli ed incrementare l’efficacia degli interventi sui luoghi di lavoro”.

Michele Bello, segretario generale di Fillea Cgil di Savona, e Marco De Andreis, segretario regionale di Feneal Uil Liguria, aggiungono: “In attesa di comprendere la dinamica di quanto accaduto, Fillea Cgil e Feneal Uil denunciano come quella degli infortuni sul lavoro, anche mortali, sia una mattanza che continua nell’indifferenza della politica nazionale e regionale, questo, nonostante in Liguria si registrano dati pessimi, soprattutto sugli infortuni mortali e Savona e la sua provincia hanno la maglia nera per numero di morti rispetto agli abitanti (sono oltre 80 i lavoratori e lavoratrici morti nei luoghi di lavoro nel periodo 2012-2023). Si tratta di una situazione insostenibile e drammatica, una emergenza nazionale non più sostenibile: il Governo, anziché aumentare il numero degli ispettori e le ispezioni sui luoghi di lavoro, le risorse agli organi di vigilanza e agli enti preposti, la formazione e la prevenzione, deregolamenta il sistema degli appalti e dei subappalti e non destina nulla a nuovi investimenti”.

Maurizio Calà, segretario Generale Cgil Liguria, e Federico Pezzoli, Segretario Generale Fillea Cgil Genova e Liguria, lanciano un allarme: “Oggi si è consumata l’ennesima tragedia sul lavoro. Un operaio edile ha perso la vita in un cantiere nel savonese. In Liguria si registra una media di quasi due morti al mese sul lavoro: un dato ignobile che dovrebbe interrogare istituzioni, politica e aziende. E’ una strage che ha responsabilità politiche precise, basti pensare che in Liguria il numero degli ispettori è molto basso e che con le risorse a disposizione si riesce a controllare solo l’1 per cento delle aziende che risultano essere irregolari per il 71 per cento: è il dato più alto del nord e della media nazionale. Sta passando il concetto che meno lacci e lacciuoli lasciano libera l’impresa di espandersi, che semplificare è meglio e invece si deregolamenta. È necessario rimettere al centro dell’attenzione la tutela di lavoratrici e lavoratori: senza questa volontà non si potrà arrivare ad una decisa inversione di tendenza”.

La federazione provinciale del PD di Savona: “In un Comune, Borghetto Santo Spirito, che purtroppo aveva già avuto notorietà nazionale negli anni ’60 con la tragedia del condominio Albatros, si è registrata l’ennesima morte sul lavoro, ancora una volta in un cantiere edile. Un nuovo episodio di una strage silenziosa, che vede morire in Italia in media quasi 100 lavoratori al mese. Siamo vicini al dolore dei familiari, degli amici e dei colleghi della vittima, ma il cordoglio non basta. Il lavoro, sul quale è fondata la nostra Repubblica, non può costituire un pericolo mortale. Servono provvedimenti efficaci per garantire nella sostanza, e non solo sulla carta, la sicurezza del lavoro”.

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