Conclusione

Cessione Piaggio, i sindacati: “Proroga di un mese per le offerte segnale di assenza di soluzioni, Governo e Regione sono responsabili”

"Da sette anni Piaggio non riceve più investimenti sulle persone, che sono il know how dell'azienda, sui prodotti e i processi"

presidio piaggio industriali

Villanova d’Albenga/Genova. Si è concluso con “un’ulteriore doccia fredda”, così come la definiscono i sindacati, l’incontro nella sede dell’Unione Industriali di Savona tra i rappresentanti dei lavoratori e i commissari di Piaggio Aerospace. Al centro la decisione degli stessi commissari di prorogare di un mese i termini per le offerte vincolanti di cessione dell’azienda aeronautica.

L’incontro, preceduto da una protesta sotto la sede della Uisv, non ha dato i risultati sperati. Andrea Pasa, segretario provinciale di Cgil, commenta: “Si è capito in maniera inequivocabile che non ci sono ancora soluzioni a portata di mano. Sono quattro anni che si gioca con il futuro dei lavoratori e di un’industria fondamentale per il territorio, per la regione, per il Paese. Ci si vuole aggrappare ad una proroga di un mese per capire se ci siano soggetti industriali interessati all’acquisto dell’azienda”.

Una scelta che, per Pasa è “irrispettosa non solo nei confronti di chi lavora in Piaggio, ma lo è verso l’intera comunità savonese e genovese. Soprattutto perché fino ad oggi i ministeri competenti, cioè quello del Made in Italy e della Difesa, ed il Governo centrale si sono completamente disinteressati di questa azienda, di questo settore, di questo comparto. E’ inutile che ci raccontino che stanno seguendo la vertenza, perché la fotografia di quello che accade è sotto gli occhi di tutti. E la fotografia è negativa e ancora una volta mette a nudo gli errori madornali e l’assenza di politiche industriali da parte del Governo. Lo diciamo da tempo, ma ora il tempo è scaduto. Serve che la premier Meloni prenda in mano questa vertenza e costruisca, insieme ai ministeri e al territorio, una soluzione per dare futuro a questo comparto, a oltre mille lavoratori e a commesse che sono quasi tutte governative. Questo è il cortocircuito peggiore, possibile solo in questo Paese”.

“Infine, come detto al nuovo assessore regionale allo sviluppo economico Piana giorni fa, non è più accettabile il disinteresse che fino ad oggi ha dimostrato la Regione Liguria rispetto alla vertenza Piaggio. Da parte del presidente Toti e della Regione non ci sono mai stati una parola, un’azione concreta, una decisione o una presa di posizione verso i ministeri per trovare una soluzione. Se a gennaio non arriveranno soluzioni rispetto alla proroga, la responsabilità politica sarà del governo, dei ministeri e soprattutto della Regione che su questa (e su altre crisi industriali savonesi) non ha governato i processi ma, addirittura, se n’è sempre disinteressata”.

“L’aver prorogato il processo di vendita ha sollevato molte preoccupazioni, anche perché la struttura commissariale che si sta occupando di questa partita non può, per legge, andare oltre il mese di maggio 2024 – ha aggiunto Cristiano Ghiglia Segretario Fiom Cgil Savona – . Al di là delle motivazioni che hanno portato alla scelta di prorogare al 30 gennaio i termini per la presentazione delle offerte, è necessaria una presa di posizione netta da parte del Ministero del Made in Italy: non esiste un piano B dopo il 30 gennaio e la soluzione definita a “capitale statale”, in cui il pubblico affianca il soggetto privato in grado di rilanciare Piaggio aerospace, necessita del suo coordinamento”.

“Il prossimo 20 dicembre, sui diversi turni di lavoro, si terranno le assemblee in Piaggio durante le quali sarà condiviso il percorso sindacale più utile per arrivare alla positiva conclusione della vertenza” conclude il segretario Fiom.

“Questa mattina a Savona, nell’incontro tra la struttura commissariale e i sindacati, sono emerse con chiarezza diverse questioni tutte altamente preoccupanti: il fatto che per Piaggio il fattore tempo non sia più una variabile indipendente, visto che fra 5 mesi la struttura commissariale cesserà di esistere e che il processo di vendita, posticipato al 30 gennaio, non stia andando nel modo auspicato” ha evidenziato Stefano Bonazzi Segretario Generale Fiom Cgil Genova.

“L’atteggiamento del Governo su Piaggio è incomprensibile e non è accettabile che si non presti alcuna attenzione per questa azienda, per quello che rappresenta a livello industriale, occupazionale e rispetto alle competenze raggiunte a livello nazionale e internazionale. La Fiom di Genova metterà in campo ogni iniziativa necessaria a salvaguardare il futuro dei lavoratori Piaggio“.

presidio piaggio industriali
Pasa e il commissario Nicastro

Christian Venzano della Fim-Cisl: “Abbiamo ribadito che le comunicazioni a mezzo stampa alimentano le preoccupazioni più che legittime dei lavoratori coinvolti nel processo di vendita. Siamo entrati nel quinto anno di amministrazione straordinaria e questo allungamento dei termini per la presentazione delle offerte vincolanti preoccupa per due motivi, il primo è che non ci sia nulla di accettabile ad oggi e che si vada a tentativi, ma essendo la terza gara vuol dire che c’è bisogno di altro per rilanciare l’azienda e la seconda questione riguarda i termini per la scadenza dell’amministrazione straordinaria fissati a maggio 2024 e non è accettabile per noi che vengano allungati i termini della gara e non quelli dell’amministrazione che invece vanno allungati per dare continuità produttiva visto che c’è lavoro ed è stato detto dai commissari che saranno firmati a breve 7 trasformazioni e 5 nuovi velivoli che aumentano il grande portafoglio ordini che già ammonta a 500 milioni per Piaggio AeroSpace e questo sottolinea la straordinarietà di questa storica azienda di aeronautica che ha ordini e liquidità almeno per i prossimi due anni con altre commesse in arrivo”.

“Però non possiamo più stare in questa situazione di limitazione negli investimenti perché da sette anni Piaggio non riceve più investimenti sulle persone, che sono il know how dell’azienda, sui prodotti e i processi. Una cosa è certa però, noi vogliamo chiarezza per le lavoratrici e i lavoratori dell’azienda coperta da Golden power e avvisiamo il Governo: non possiamo aspettare in silenzio che altri decidano per il futuro di questo asset industriale. Ad oggi assistiamo ad un ulteriore e preoccupante colpo di scena. Non c’è più tempo e serve fare chiarezza immediatamente. Governo, enti istituzionali e struttura commissariale devono essere garanti del futuro di Piaggio Aerospace e del suo rilancio, che deve assolutamente partire da un piano industriale serio e concreto che sia condiviso e basato su elementi di salvaguardia occupazionale territoriale e dell’indotto specializzato che ruota intorno alla Piaggio, con gli investimenti necessari”.

Caro Governo questo deve avvenire in breve tempo tramite una vendita che garantisca il futuro con le garanzie del bando e dichiarato dalle organizzazioni sindacali oppure prendendo questa azienda a maggioranza dello Stato tramite CDP o Invitalia visto che lavoriamo per il 70% per la Difesa italiana e abbiamo da sviluppare il drone arrivato al 95% con la tecnologia di Leonardo e l’MPA fondamentale per pattugliare il territorio con una lunga autonomia a basso consumo. Per questi motivi non c’è più tempo da perdere”.

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