Commento

Cagnolina sbranata a Sassello, i dubbi di OSA: “Non è detto che si tratti di un lupo, serve necroscopia”

L'Osservatorio Animalista Savonese: "Prima di dare credito al solito complotto del branco di lupi sassellesesi attende e spera che la regione Liguria e l'assessore Alessandro Piana attivino la polizia regionale nel recupero dei corpi"

Generico novembre 2023

Savona. “Il ritrovamento della testa (omettiamo di pubblicare la foto diffusa sui social, perché troppo triste) di un povero cane di proprietà, ha gettato nello sgomento, come forse si voleva, gli animalisti locali; subito ne è stata attribuita la responsabilità ai lupi ed è iniziata la raccolta di firme per allontanarli, prima ancora delle necessarie verifiche. Ma anche in questo caso, come nel precedente del cane da caccia, impegnato in una battuta di ‘depopolamento’ dei cinghiali, i dubbi sono molti; dall’esame della tragica foto non sembra infatti il modo di uccidere e cibarsi dei lupi”. Lo fa sapere, in una nota, l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA).

“Prima di dare credito al solito complotto del branco di lupi sassellese – spiegano -, si attende e spera che la regione Liguria e l’assessore Alessandro Piana, competente per la fauna selvatica, attivino la polizia regionale nel recupero dei corpi (o di quello che rimane) degli animali uccisi e li faccia sottoporre a necroscopia, per accertare esattamente le responsabilità. Gli esperti del settore dicono che il cane non è nel menu dei lupi, anche se cominciano a verificarsi in Europa casi, sottolinea però OSA, rarissimi dovuti ad attacchi a cani da caccia, sanguinanti, in fuga DOPO essere stati feriti dalle zanne dei cinghiali inseguiti”.

“OSA raccomanda, in attesa dei necessari accertamenti, ai proprietari di cani del sassellese, di tenerli in casa o in robusti recinti la notte. Alle consuete lamentele della Coldiretti, contigua al ministro-ferroviere Lollobrigida nel chiedere deroghe alla tutela del lupo cui seguiranno le fucilate, ricorda i metodi storicamente infallibili dei pastori abruzzesi per difendere greggi e mandrie: cani da guardiania, stazzi e recinti robusti e/o elettrificati. Ed aggiunge che ricercatori stanno studiando una soluzione promettente: dotare pecore e vitelli di contenitori con ormoni di lupo, un “olezzo” che allontana i lupi, che pensano si tratti del territorio di un altro branco”, concludono.

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