Programmazione

Agricoltura, ecco il nuovo complemento di sviluppo rurale: 207 milioni per sostenere le aziende liguri

Il piano coprirà i prossimi cinque anni e vede importanti novità per l'accesso alle risorse e per le modalità di

Liguria. Si è tenuta questa mattina, al Palazzo della Borsa, la presentazione del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027, vale a dire il pacchetto di risorse economiche pensate per supportare il settore agricolo, discendente dal Piano Strategico Nazionale. Sul tavolo oltre 207 milioni di euro per i prossimi cinque anni, che saranno distribuiti ad aziende, imprese e professionisti attraverso bandi e iniziative di finanziamento.

Il CSR è stato presentato dal vice presidente di Regione Liguria Alessandro Piana: “Sono moltissime le novità a partire proprio dalla quota minima di fondi per gli interventi ambientali, pari a circa il 43%, sino agli interventi a superficie o a capo (UBA- Unità bovino adulto) che sono potenzialmente 35 dalla convivenza con i grandi carnivori alla tutela delle colture arboree a valenza ambientale. Sarà possibile inoltre – continua Piana – predisporre bandi specifici per particolari settori, aree o temi, in più cresce anche il sostegno agli investimenti produttivi delle imprese, con una percentuale di contributo che passa dal 40% al 65%, ulteriormente elevabile. Confermata una maggiore attenzione ai giovani, all’innovazione, all’agricoltura di precisione e all’acquisizione di competenze con appositi asset su consulenza, formazione di esperti e imprenditori, informazione, dimostrazione e servizi di back office”.

Inoltre è prevista la cancellazione della soglia dei 40 anni per l’accesso a determinate agevolazioni per l’apertura e la conduzione di imprese agricole, soglia che era stata pensata negli anni scorsi per sostenere il ricambio generazionale.

complemento sviluppo rurale

“Oggi l’agricoltura è un comparto che presenta numerose criticità – ha ricordato Stefano Roggerone, presidente Cia Liguria – praticamente in tutti i settori. La guerra ha fatto alzare l’inflazione, e i tassi di interesse sono schizzati. Una congiuntura che non permette di fare investimenti e quindi tiene ferme le aziende. A questo si unisce una mercato sbilanciato per la concorrenza di alcuni paese, e politiche europee che ci stanno penalizzando”.

“Quello agricolo è un settore economico straordinariamente importante per la Liguria – commenta il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti – Ovviamente non dal punto di vista numerico, vista l’orografia complessa e gli spazi contenuti, ma di qualità eccelsa e molto rilevante dal punto di vista culturale, identitario e turistico. Forse proprio in virtù del fatto che questa terra sia difficile, ecco che le produzioni liguri sono limitate, frutto di fatica, dedizione e impegno e per questo eccellenti e simboliche: il basilico, il vino, i formaggi, le aromatiche e prodotti come l’aglio di Vessalico o l’asparago viola, tutti prodotti che contribuiscono a fare della Liguria una terra meravigliosa, apprezzata dai visitatori. Il sostegno alle realtà produttive del settore è per noi particolarmente rilevante, e siamo convinti che il nuovo Complemento di Sviluppo Rurale saprà portare risultati concreti per tutti gli operatori del settore che vogliono crescere e fare sempre meglio”.

Il piano prevede inoltre una implementazione per quanto riguarda l’innovazione e le nuove competenze con una serie di azioni di consulenza, formazione imprenditoriale e servizi di back office. Sono inoltre previsti bandi specifici per particolari settori e aree specifiche, cosa non possibile con il passato ciclo di programmazione. Infime, il nuovo Csr, porrà maggiore attenzione “alle imprese e agl investimenti produttivi delle stesse, ricordando che la gestione delle domande rimane regionale”.

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