Parere

Rigassificatore, bocciatura da Eni: “Aumento dei costi e delle tariffe per lo spostamento a Vado Ligure”

Ripercussioni per le spese relative alle opere infrastrutturali: "Evitare la ricollocazione o prevedere azioni regolatorie". Toti: "Se si cambia idea ne prenderò atto"

golar tundra Snam rigassificatore

Vado Ligure. “Se il governo decide di non metter il rigassificatore in Italia, la Regione Liguria si adeguerà ai piani. Non è una fissazione di Toti rigassificatore e gasdotti detto che come cittadino italiano vorrei un paese in sicurezza energetica”.

Lo ha detto il presidente della Regione e commissario Giovanni Toti dopo il giudizio di Eni sul progetto di trasferimento del rigassificatore Golar Tundra di Snam dall’attuale collocazione di Piombino a Vado Ligure, nel quale è stato espresso in sede di audizione davanti ad Arera (l’Autorità per l’energia) come il trasferimento, previsto dopo tre anni di permanenza in Toscana, aumenterebbe i costi infrastrutturali con impatti da ultimo sui costi di importazione del gas, ragion per cui andrebbe evitato.

O in alternativa – come ha riportato Staffetta Quotidiana -, secondo il punto di vista di Eni – che non aveva ancora manifestato direttamente osservazioni tecniche al progetto -, il maggior onere per gli importatori andrebbe sterilizzato per via regolatoria.

“Io agisco come commissario di governo e attuo un piano energetico votato dal governo Draghi e anche dagli amici del PD e del Movimento Cinque Stelle. Ora lo stiamo applicando. Se cambia, ne prendiamo atto, come commissario ne prendo atto e come Garibaldi dirò ‘obbedisco'” conclude il governatore ligure.

E’ stato il vice presidente di Eni Giuseppe Viscardi, ad evidenziare, con una motivazione economica, il No alla ricollocazione: “Sarebbe necessario evitare la relocation del terminale oppure trovare soluzioni regolatorie che neutralizzino gli effetti sulla tariffa di rigassificazione”.

Il problema dipende essenzialmente dal fatto che collocare il terminale a Vado richiederebbe non trascurabili opere aggiuntive ai fini della connessione alla rete Snam.

Poco prima, nell’audizione di Proxigas, anche il presidente dell’associazione e responsabile Gnl di Eni Cristian Signoretto aveva osservato che “non è pensabile che il ricollocamento non abbia impatto sul costo infrastrutturale” ed è quindi necessario intervenire perché le “tariffe restino competitive”.

“Anche Eni contraria al trasferimento di Golar Tundra a Vado, ad affermarlo è stato il vice presidente senior di Eni Giuseppe Viscardi che a Staffetta Quotidiana – come riportato da ShipingItaly – ha dichiarato che il trasferimento ‘aumenterebbe i costi infrastrutturali con impatti da ultimo sui costi di importazione del gas, ragion per cui andrebbe evitato’. Toti ormai non ha più giustificazioni a cui appellarsi e rimane l’unico a volere un trasferimento che, stando alle parole di Viscardi, aumenterebbe anche i costi del gas, altro che servizio ai cittadini e al Paese” commenta il consigliere regionale del Partito Democratico Roberto Arboscello.

“Siamo di fronte a una vicenda che sta toccando i limiti del grottesco: non solo il trasferimento di Golar Tundra non porterebbe nessun beneficio in termini di produzione di gas e costi dell’energia – come invece Toti vorrebbe far credere – ma per portarla a Savona-Vado Snam sembrerebbe aver proposto, durante l’incontro con l’Area Marina Protetta di Bergeggi, che se necessario sposterebbero i coralli per poi riposizionarli. A loro dire per tutelarli a nostro parare una soluzione e una proposta al limite del ridicolo che rischierebbe di distruggere l’ecosistema marino di Bergeggi”.

“Toti pur di portare il rigassificatore nel savonese, per i suoi interessi politici (ormai è chiaro a tutti che non ci sono altre motivazioni), sarebbe disposto anche questo. Uno scenario che conferma come la nave rigassificatrice interferisce e pesantemente con l’area marina protetta di Bergeggi, come hanno affermato sia Ispra sia il direttore dell’Area. Ora speriamo che Toti prenda coscienza della situazione e invece di fare comunicati trionfalistici, di incontri con i territori dove sono tutti d’accordo con lui, guardi in faccia la realtà e ascolti veramente i cittadini, gli amministratori locali e i pareri tecnici finora espressi. Compreso quello di Eni” conclude Arboscello.

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