Giornata di fuoco

Piano sociosanitario, è caos in Consiglio regionale: sit-in di protesta e seduta sospesa

Il Pd chiede di rinviare il documento in commissione: "Violate le procedure, faremo ricorso". Toti tira dritto e istruisce i suoi: "Respingete le proposte della minoranza". Poi la bagarre e la sospensione

Generico novembre 2023

Liguria. Era annunciata battaglia e così è stato: è partito all’insegna dei veleni il consiglio regionale chiamato a votare il piano sociosanitario 2023-2025 della Liguria. Ad accendere la miccia è stato il Pd che, in apertura della seduta, ha chiesto di rinviare il provvedimento in commissione denunciando vizi di tipo procedurale e annunciando il ricorso al Tar. Nessuna apertura dal presidente Giovanni Toti che ha chiesto anzi alla maggioranza di bocciare tutte le proposte dell’opposizione. Poco prima delle 13.00 i lavori sono stati sospesi perché alcuni consiglieri di minoranza si sono seduti in mezzo all’aula e l’hanno “occupata” in segno di protesta. 

“Chiediamo di rimandare il provvedimento in commissione: la delibera contiene 15 emendamenti, definiti tali in seguito all’interlocuzione col ministero della Salute, ma il documento approvato a marzo dalla giunta disponeva che eventuali proposte del ministero della Salute fossero sottoposte alla competente commissione consiliare. È evidente che le procedure stabilite non siano state rispettate – ha accusato il capogruppo del Pd Luca Garibaldi -. Se il ragionamento ancora non bastasse, la nota contenente il parere del ministero della Salute si riferisce a un piano diverso da quello che abbiamo discusso. Se questo è il modo di iniziare la discussione dopo nove mesi non funziona. Prendete atto che avete sbagliato la procedura, sospendiamo il Consiglio e rimandiamo il provvedimento in commissione”.

“Non esiterò a mettere in campo tutte le azioni giuridiche necessarie”, ha aggiunto poi Gianni Pastorino di Linea Condivisa paventando un ricorso al Tar. “Abbiamo interpellato legali che ci hanno detto che potrebbero esserci vizi procedurali“, ha aggiunto il consigliere e segretario regionale del Pd Davide Natale. Lo stesso Garibaldi ha ribadito che “il provvedimento è passibile di impugnativa“.

Roberto Arboscello (Pd-Articolo Uno) ha condiviso le obiezioni espresse da Luca Garibaldi e, in particolare, relativamente alle note inviate dalla Regione a settembre e ottobre al ministero, che chiedeva la modifica del Piano in alcuni punti.

Ma il presidente Giovanni Toti ha deciso di tirare dritto: “per ragioni sostanziali, perché le modifiche inviate dal ministero non sono ritenute sostanziali dalla giunta, e per ragioni formali, perché l’aula è sovrana e i provvedimenti che approva sono modificabili fino al termine della discussione generale. Ritengo queste proposte una pura tecnica dilatoria e l’inizio di un filibustering piuttosto lungo, quindi chiederei alla maggioranza di respingere ogni proposta delle opposizioni senza che io debba dare parere negativo”.

Angelo Vaccarezza (Cambiamo con Toti presidente) ha rigettato la proposta di sospensione della seduta per convocare l’Ufficio di presidenza integrato. Stefano Mai (Lega Liguria-Salvini) ha ribadito l’importanza del provvedimento per la sanità ligure e la necessità di procedere con l’esame del testo e la sua votazione. Stefano Balleari (FdI) ha chiesto di non sospendere il Consiglio e di procedere nell’esame del provvedimento.

Generico novembre 2023

Dopo una lunga discussione – in cui non sono mancate accuse “al veleno” a livello personale – il presidente Gianmarco Medusei ha messo in votazione la questione pregiudiziale e la sospensiva, entrambe bocciate grazie al voto contrario di tutta la maggioranza. Medusei ha quindi deciso di avviare la discussione sul piano sociosanitario nonostante ci fossero tre consiglieri di minoranza iscritti a parlare. A quel punto Gianni Pastorino di Linea Condivisa, Fabio Tosi e Paolo Ugolini (M5s) sono andati a sedersi al centro dell’aula in segno di protesta, la seduta è stata sospesa e altri colleghi di opposizione hanno “occupato” simbolicamente il Consiglio.

Ferruccio Sansa (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha criticato la posizione assunta dal presidente Toti. Roberto Centi (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha concordato con quanto detto dai colleghi e ha ribadito che il lavoro fatto dalla II Commissione sarebbe il contrario di quello che andava fatto: prima audire i portatori di interessi e poi elaborare il Piano.

“Il comportamento dei Dem mostra quello che sono realmente. Con il loro ostruzionismo, si sono seduti in mezzo all’aula del Consiglio regionale, impedendo ai lavori di continuare – commenta la lista Toti -. La sinistra sta soltanto strumentalizzando e  spettacolarizzando il Consiglio regionale. Una sinistra che ha lasciato in dissesto la sanità ligure con un debito di 100 milioni di euro ed ha effettuato chiusure di presidi e i depotenziamenti degli ospedali di Albenga, Rapallo e Sarzana, con l’assoluta mancanza di qualsiasi progetto di rinnovamento. Uno sperpero di soldi dei cittadini che denota il poco rispetto che questa sinistra ha nei confronti dei liguri. Un atteggiamento che ci fa capire perché in Liguria e in quasi tutte le regioni italiane governi il centrodestra”.

“A differenza dei Piani Socio Sanitari del passato, per la prima volta il documento è stato condiviso con le conferenze dei sindaci di ciascuna Asl della Liguria, meccanismo partecipativo che non ha precedenti. I cittadini liguri lo hanno capito: la politica urlata e fine a se stessa è un contenitore vuoto. Noi andiamo avanti con la forza e la volontà del fare che ci contraddistingue” conclude il gruppo di maggioranza.

Il documento, che rappresenta lo strumento di programmazione strategica e di definizione degli obiettivi della sanità pubblica, era stato fortemente criticato dall’opposizione, che dopo averlo definito una “scatola vuota”, ha infatti annunciato di presentare una lunga lista di emendamenti. Solo il Partito Democratico he ha presentato un centinaio, con proposte che riguardano praticamente tutti gli ambiti della competenza regionale in materia sanitaria, dai pronto soccorso ai punti nascita, passando per le case di comunità e le centrali operative territoriali.

Protesta sanità sotto Consiglio Regionale

Il Consiglio regionale con 18 voti contrari (maggioranza) e 12 favorevoli ha respinto le obiezioni procedurali sollevate dalla minoranza e con 19 voti contrari (maggioranza) e 10 favorevoli è stata respinta anche la richiesta di sospensione.

In mattinata era andata in scena la protesta fuori dall’aula di via Fieschi lanciata dal Fronte Comune Ligure per la sanità pubblica che ha riunito rappresentanti di comitati, associazioni e sindacati da tutta la Liguria. “Azzerare le liste di attesa”, “Assumere nella sanità pubblica” alcune delle scritte sui cartelli. Tra le bandiere si notano soprattutto quelle della Cgil, declinate nelle varie sigle di categoria, in particolare quella dei pensionati.

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