Simboli

Il Comune dona due panchine e gli studenti del Nuovo Polo Scolastico di Finale le trasformano in “panchine rosse”: “L’amore non si tocca”

Il 22 e 23 novembre l'inaugurazione

Finale Ligure. Sono state inaugurate ieri, mercoledì 22 novembre, e oggi giovedì 23 novembre le due panchine donate dal Comune di Finale Ligure al Nuovo Polo Scolastico del Finale e trasformate in altrettante “panchine rosse” simbolo della lotta alla violenza contro le donne.

Ieri don Giorgio De Checchi, referente nazionale del progetto “Liberi di scegliere” dell’associazione Libera, e Luca Losi, referente di Libera per la zona di Savona, hanno incontrato alcune classi del Nuovo Polo di Finale Ligure. Agli incontri, oltre agli studenti dei tre istituti del Polo, hanno partecipato i genitori di Janira d’Amato (vittima di femminicidio), una delegazione del Comune guidata dal sindaco Ugo Frascherelli e alcune rappresentanti dello Zonta Club International di Finale.

I due incontri per le varie classi si sono aperti con la proiezione del video “Liberi di scegliere” (reperibile su YouTube) che contengono, tra gli altri, due testimonianze di donne che sono volute uscire dalla mafia. Sin dal primo intervento del sacerdote si è potuto mostrare il legame strettissimo che esiste tra femminicidio, dinamiche discriminatorie e logiche mafiose. Don De Checchi ha spiegato il legame esistente tra le donne e le mafie evidenziandone il legame con una dinamica di potere, di danaro, di violenza e di logiche patriarcali.

Don Gabriele Semeraro, docente di religione dell’istituto, ha spiegato: “Le donne e gli uomini che scelgono di allontanarsi dal mondo della mafia in realtà si allontanano spesso dalle loro famiglie. Mafiosi spesso si nasce e non sempre è una scelta. Chi vuole uscire dalla mafia deve recidere i legami e trasferirsi nell’anonimato per avere la possibilità di vivere. Libera, con l’appoggio dello Stato italiano, dà questa possibilità. Le donne di mafia stanno dando un contributo a un cambio di mentalità e spesso, per salvare se stesse con i/le figli/e, chiedono di essere aiutate per rifarsi una vita”.

A Finale due nuove

“Le donne che scelgono di lasciare le proprie famiglie mafiose non sono eroine per tutelare se stesse e i figli non sono eroine, ma sono il motore di un cambio di mentalità fondamentale: dalla logica di morte delle mafie alla logica della vita e della libertà. Laddove c’è potere, denaro, coercizione e violenza… là c’è spazio per la mentalità mafiosa. Per liberarsi della mafia e della suo logica c’è solo un modo: prendersi cura gli uni degli altri, la formazione e la moltiplicazione di eventi che manifestino a tutti ciò che le mafie vogliono tenere nascosto. La mafia si vince con azioni concrete di amore. Infine sottolineiamo come all’interno di questa giornata, ma anche delle prossime, ci sia stato una sinergia tra tutti gli elementi del nostro territorio con la scuola”.

L’incontro con Libera e con don Giorgio è avvenuto ed è stato organizzato pensando di inserire all’interno l’inaugurazione di una “panchina rossa”. Il Comune di Finale Ligure ha donato alla scuola due panchine da ristrutturare. Queste panchine sono state affidate all’Ipsia di Finale che ne ha curato il restauro. La classe 5^ Meccanici ha curato la ristrutturazione mentre la 3^ Grafici ha progettato e realizzato la parte grafica. La prima panchina è stata posta ieri davanti alla sede del liceo a Finalborgo mentre la seconda, che è stata inaugurata oggi, è stata posta davanti all’Ipsia.

Daniele Sacrampi, dirigente del Nuovo Polo Scolastico di Finale e (in reggenza) dell’Ic di Sassello, spiega: “Questa iniziativa è particolarmente significativa, specie alla luce dei recentissimi e dolorosissimi fatti di cronaca a cui abbiamo assistito in questo periodo. Nel mio intervento ho ribadito come sia necessario che alle parole seguano fatti concreti. E quest’anno il Nuovo Polo Scolastico finalese, come tante altre scuole, ha deciso non solo di osservare un minuto di silenzio in memoria delle vittime di femminicidio, ma anche di fare ‘rumore’ e cioè gesti concreti. Le panchine, donate dal Comune, sono state lavorate dagli studenti di tutti i nostri indirizzi: dai Meccanici e dai Grafici dell’Ipsia, dai ragazzi dell’alberghiero e del liceo. Per me questo è motivo di orgoglio, perché le due panchine ora non sono solo simbolo di una lotta che va perseguita, ma anche il risultato di un’azione sinergica della nostra scuola”.

Spiegano ancora dalla scuola: “Per l’alberghiero e per l’Ipsia è stato automatico andare con il pensiero all’ex allieva Janira e a Giulia, ultima vittima di questa strage. Pensiamo a quanto, significative siano state le parole di Elena, la sorella di Giulia: ‘Non fate un minuto di silenzio, ma fate rumore, tanto rumore’. Condividiamo questo suo pensiero perché è proprio nel silenzio che muoiono le donne. Il loro silenzio, ma anche quello di chi sa ma non parla, dei vicini, dei familiari, della società cieca e muta. Quindi ai ragazzi e alle nostre ragazze diciamo. Non state in silenzio, fate sentire la vostra voce, urlate non stancatevi di urlare fino a quando qualcuno si degnerà di ascoltarvi. In fondo il senso di queste giornate è proprio questo. Urlare a tutti e tutte che ‘l’amore non si tocca’”.

All’inaugurazione della prima panchina la sinergia tra tutte le componenti del territorio è stata evidente. Erano presenti: studenti dei tre istituti del Nuovo Polo di Finale, la dirigenza dell’istituto, il Comune con una delegazione guidata dal sindaco, i genitori di Janira d’Amato, una rappresentanza numerosa della Consulta del Volontariato di Finale, una delegazione dello Zonta Club International, il vice-parroco di Finalborgo, i Carabinieri e la polizia locale.

Le due classi coinvolte stanno lavorando alla creazione di una panchina totalmente costruita da loro che sarà Rainbow per ricordarci che tutti hanno il diritto di essere liberi di amare perché “l’amore non si tocca”.

Il Nuovo Polo di Finale Ligure con questa iniziativa è riuscito a dimostrare che “attraverso la collaborazione e la sinergia si possano realizzare grandi cose, l’intero territorio di Finale Ligure ha dimostrato che attraverso azioni concrete è possibile cambiare la mentalità e la realtà”.

Come ha detto don Giorgio De Checchi: “L’amore libera e genera sguardi di stima sull’altro” e ancora “L’amore accetta anche la possibilità che l’altro dica ‘NO’ e considera quel no come una ricchezza”.

Sia il doppio incontro sia i progetti delle panchine dicono al mondo che il territorio di Finale Ligure, in tutte le sue componenti, dice “NO” alle mafie e dice “NO” a qualsivoglia violenza. Finale Ligure vuole urlare a tutti che “L’amore non si tocca”.

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.