Polemica

Depurazione Pietra Ligure, il consigliere Carrara: “Se non fatta perché pagarla?”

Nuova presa di posizione dell'esponente di minoranza sui mancati impianti e completamento infrastrutturale

Pietra completa il collegamento con la Servizi Ambientali

Pietra Ligure. La depurazione delle acque torna nel mirino del consigliere comunale di minoranza Mario Carara, che torna all’attacco dell’amministrazione sulla situazione nel territorio: “Ormai, dopo mesi che stiamo trattando la questione dell’inesistenza della depurazione delle acque reflue del 70% di Pietra Ligure e del 100% della Valmaremola, il “quadro” della situazione si sta ben delineando e consolidando in tutti i suoi aspetti”.

“La depurazione non fatta comporta che il cittadino non deve essere obbligato a pagarla e se l’ha pagata lo stesso ha diritto ad averne restituiti gli importi fino a 10 anni indietro”.

“Ci sono città come ad esempio: Loano e Borghetto o porzioni di città, come il 30% di Pietra Ligure dove la depurazione viene fatta in modo completo e i cittadini-utenti devono pagarne i relativi costi; e ci sono altre città come tutte quelle della Valmaremola e porzioni di città come il 70% di Pietra Ligure che NON usufruiscono del ciclo completo della depurazione biologica, ma solo di un pre-trattamento fatto di triturazione. E non devono pagarla perché, altrimenti, pagherebbero per un servizio di cui non usufruiscono” aggiunge.

E ancora: “Le acque reflue del 70% di Pietra Ligure hanno solo il pre-trattamento di un vecchio impianto, che non fa “depurazione” e scaricano direttamente in mare in condutture già vecchie di ben 35 anni. Ci si chiede, veramente, come in condizioni come queste si abbia la “temerarietà”, “l’azzardo”, se non proprio la sfacciataggine di ostinarsi a continuare a chiedere nelle bollette dell’acqua che venga pagata una depurazione che non c’è, per acque reflue che vanno a finire per la loro maggior parte direttamente nel mar Ligure”.

“C’è da chiedersi come De Vincenzi abbia potuto dire le cose che ha detto e sostenere, “sostanzialmente” le posizioni della “Servizi ambientali”, ma non certo quelle dei suoi cittadini. Supponiamo che l’abbia fatto solo per motivi politici o di “equilibri politici” da mantenere e non da “scuotere”, visto che “Servizi ambientali”, società al 100% pubblica, è soggetta a designazioni pubbliche fatte dagli schieramenti politici”.

“De Vincenzi la primavera scorsa ha minacciato “sfracelli” con ricorso a legali ed eventuali intraprese azioni giudiziarie contro le società idriche per le loro inadempienze, specie dopo che tra i Comuni e le stesse società vennero sottoscritti ben precisi atti giuridici con “Protocolli d’intesa” vincolanti e firmati per poi essere regolarmente “disattesi”; ora stiamo vedendone i risultati: il nulla”.

Il sindaco di Pietra Ligure, nel Consiglio comunale del 30 Luglio 2021 ha sostenuto “a spada tratta” che: “la depurazione va pagata…”, quando, invece, la Corte Costituzionale nella sua sentenza n⁰335 del 2008, chiariva in modo incontrovertibile che la “natura” della somma da pagarsi dagli utenti per l’attività di depurazione delle acque reflue urbane deve avere la natura giuridica di un corrispettivo contrattuale collegato all’effettivo servizio di depurazione dei reflui” ricorda Carrara, che aveva presentato una interrogazione nel luglio scorso con la risposta della stessa Servizi Ambientali.

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