Altare

Commissione regionale sull’ex Savam, Scotti: “Stop alla sudditanza del sindaco verso la Soprintendenza, ci danneggia””

"La visione integralista del vincolo storico è incompatibile con la sostenibilità economica di un recupero ed il rischio è che nessuno acquisti l'immobile dalla procedura fallimentare in corso"

ex savam Altare

Altare. Dopo la partecipazione all’assemblea pubblica organizzata dal consigliere comunale indipendente Rita Scotti, il consigliere regionale Ferruccio Sansa ha richiesto la convocazione della III commissione regionale per le attività produttive con una seduta dedicata. L’obiettivo è quello di affrontare l’emergenza in cui versa il paese per la chiusura di via 25 Aprile, strada principale della cittadina, ormai da oltre un anno divisa in due.

Altri consiglieri regionali si sono uniti all’iniziativa di Sansa, tutti convinti che sia necessario trovare una soluzione per la riapertura della strada ed il recupero dell’area, che ricordiamo essere attualmente sotto la competenza del Tribunale di Alessandria in attesa della nomina del curatore fallimentare.

“In tale occasione – spiega Scotti – verranno ascoltate le istituzioni, quindi per Altare ci potrà essere il sindaco Briano, ma non mancheranno altri enti tra i quali è prevista anche la Soprintendenza ai beni culturali, che è competente per il vincolo storico sull’area industriale dismessa”.

“Non nascondo un grande timore – dichiara il consigliere comunale – in quanto temo, a ragion veduta, che ancora una volta la Soprintendenza porterà avanti con grande abilità la sua versione dei fatti, mentre Altare non sarà in grado di esporre in modo adeguato le proprie ragioni nell’interesse del paese. Auspico quindi che l’amministrazione comunale che ci rappresenta abbia compreso che l’estrema deferenza reverenziale verso quell’ente non paga, anzi ci danneggia”.

“Se il sindaco Briano andrà a ripetere in quella sede le stesse cose sostenute in questi mesi, cioè che la Soprintendenza ci aiuterà e che bisogna avere fiducia, allora questo grande risultato sarà una ennesimo buco nell’acqua – commenta Scotti – È necessario far capire a chi di dovere che la visione integralista di quel vincolo è incompatibile con la sostenibilità economica di un recupero ed il rischio è che nessuno acquisti l’immobile dalla procedura fallimentare in corso”.

“Non ci resta quindi che incrociare le dita e sperare in un secco cambio di rotta della politica di sudditanza del sindaco Briano verso quell’ente che ha la pretesa di imporre le proprie volontà sulla messa in sicurezza, ma senza farsi carico dei maggiori costi conseguenti, come invece la legge gli consentirebbe di fare”, conclude Scotti.

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