Passaggio

Bollette luce e gas, il 40% dei liguri è ancora nel mercato tutelato ma dal 2024 cambia tutto

Dopo 7 anni di rinvii tutti i contratti saranno regolati dal libero mercato. Risparmio grazie ai meccanismi della concorrenza o rincari fuori controllo come temono le associazioni di consumatori?

energia

Liguria. Dopo oltre sette anni di rinvii – era stato il governo Renzi a tentare per primo la strada del libero mercato – anche l’Italia dovrà dire addio al regime del mercato tutelato in materia di energia. La conferma che nel 2024 tutto cambierà è arrivata ieri pomeriggio quando il consiglio dei ministri non ha inserito in un decreto legge sul tema un’eventuale proroga del mercato tutelato dell’energia elettrica e del gas.

Quando. La fine del mercato tutelato scatterà il 10 gennaio 2024 per quanto riguarda le forniture di gas e il primo aprile 2024 per l’energia elettrica.

Cosa cambia con il passaggio al libero mercato. Nel mercato tutelato, quello a cui si rivolgono ancora migliaia di liguri e milioni di italiani, i prezzi e le condizioni contrattuali sono stabilite dall’Arera, un’autorità per l’energia indipendente ma legata alla cosa pubblica. Questo non significa ovviamente che qualcuno “paga la bolletta” ad Arera ma che la società che fornisce la luce o il gas applica nei confronti dell’utente il prezzo stabilito da Arera.

Con il passaggio al libero mercato a fare i prezzi e a decidere le condizioni contrattuali saranno esclusivamente le aziende. Oggi l’utente poteva già scegliere se rivolgersi al mercato cosiddetto libero o a quello tutelato. In teoria nel mercato libero dovrebbero essere i meccanismi della concorrenza tra privati a far scattare sconti, tariffe agevolate, promozioni e quindi sistemi dove il cliente possa trovare un risparmio. Ma le associazioni a tutela dei consumatori nutrono molti dubbi. Lo vedremo a breve.

Tariffe diverse. Nel mercato tutelato i prezzi sono “fatti” ogni mese per il gas e ogni tre mesi per l’elettricità, sulla base dei valori di mercato all’ingrosso. Nel mercato libero si può scegliere, come per un mutuo, se avere un prezzo fisso o variabile, o anche un mix delle due soluzioni.

In Liguria il 40,1% degli utenti (relazione Arera 2023) è ancora legato al mercato tutelato, mentre il 60,9% ha già fatto il “grande passo”. La media nazionale di chi si rivolge al libero mercato è un più alta: 65% circa. Ad ogni modo l’aumento percentuale dei clienti del libero mercato in Liguria è stato del 5% solo tra il 2022 e il 2023.

Da notare anche come la Liguria sia una delle regioni (secondo l’osservatorio di Sos Tariffe) dove il costo delle bollette sia più basso in Italia, almeno analizzando alcuni parametri, sia sul piano delle maggiori tutele sia della concorrenza. La spesa in tutela più bassa per il gas viene registrata in Liguria con un valore medio di 1169 euro all’anno. Ma anche nel mercato libero la Liguria registra la bolletta più bassa, sia per la luce (900 euro all’anno) sia per il gas (990 euro all’anno).

Il timore delle associazioni a tutela dei consumatori è che queste cifre possano solo che aumentare. “In base all’ultimo monitoraggio sulle proposte presenti nel Portale Offerte di Arera, le tariffe praticate sul mercato libero di energia e gas risultano sensibilmente più elevate rispetto a quelle del mercato tutelato – analizza Assoutenti – in particolare i contratti a prezzo bloccato, quelli cioè dove le tariffe di luce e gas risultano fissate per un determinato periodo di tempo, appaiono addirittura proibitivi, raggiungendo un costo medio annuo di 5.077 euro a famiglia per il gas (consumo medio annuo 1.400 smc) e 2.429 euro per l’elettricità (consumo medio annuo 2.700 kwh)”.

Le tariffe analizzate da Assoutenti sono sicuramente casi limite ma l’associazione insiste: “Per il gas solo il 3,1% delle 572 offerte sul mercato libero presenti sul Portale di Arera risulta più conveniente rispetto al mercato tutelato (in totale 18 offerte più convenienti: 12 a prezzo variabile, 6 a prezzo fisso). Percentuale che sale al 9,4% nel settore dell’elettricità“.

“Una decisione dalle pesanti conseguenze per i consumatori, che già ora si trovano in difficoltà, oltre che in balia del potere strabordante delle lobbies” aggiunge l’associazione Codici. “Siamo rimasti profondamente delusi dal Dl Energia approvato dal Consiglio dei Ministri – dichiara Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici –, anche perché nei mesi scorsi si era parlato di un possibile rinvio. La mancata proroga alla fine del mercato tutelato rappresenta un duro colpo per i consumatori. Parliamo di un settore delicato e complicato. Da una parte ci sono i forti rincari di questi anni, dall’altra c’è il pressing continuo ed asfissiante di call center a caccia di nuovi contratti, a volte con modalità nemmeno trasparenti e corrette”.

“Con questo decreto si apre una nuova fase che presenta diverse incognite ed insidie per i consumatori. A gennaio ci sarà il passaggio per il gas, ad aprile quello per la luce. Nel frattempo, l’unica certezza è il potere delle lobbies, che impediscono un’adeguata tutela del consumatore. Una posizione di forza sempre più marcata, che incide in maniera pesante. I vantaggi del mercato libero tanto sbandierati per ora appaiono a senso unico. Non si è tenuto nemmeno conto della volontà dei consumatori, perché la maggioranza non è interessata alle novità del mercato”.

“In un momento come questo la proroga era necessaria. Bisognava dare stabilità e, al tempo stesso, informare in modo adeguato i cittadini per permettergli di fare scelte contrattuali in maniera consapevole, senza l’assillo e la preoccupazione generati da offerte commerciali allarmistiche, da corse contro il tempo per evitare presunte bollette salate. Così non è stato e, come al solito, dobbiamo alzare la guardia e prepararci ad affrontare un periodo difficile, in cui i consumatori saranno ancora di più in balia del potere delle lobbies” conclude l’associazione dei consumatori.

Mercato tutelato o libero: cosa bisogna fare? L’ideale sarebbe informarsi e iniziare a confrontare le varie offerte in modo da arrivare preparati alla scadenze. Arera dispone di un portale dove si possono confrontare tutte le oltre 1300 società di distribuzione. Va detto che non è semplice districarsi in un simile mare magnum di possibilità.

E se non si sceglie un distributore? Non accadrà nulla di drammatico, come l’interruzione della fornitura per chi non passa al mercato libero, del gas a gennaio e della luce ad aprile. Scatterà l’assegnazione al servizio a tutele graduali.

Cosa prendere in considerazione nella scelta del nuovo fornitore. L’importante è saper distinguere il costo per la materia (gas e luce) da quello per la commercializzazione. Un’azienda può pubblicizzare sconti per il primo ma avere un secondo esoso. Poi è opportuno capire se si preferisce un contratto per fasce orarie o h24. O ancora se si voglia optare per società che puntano sulle fonti rinnovabili o meno. Sicuramente una scelta non semplice è quella relativa al prezzo fisso o variabile: è vero che in caso di aumenti delle materie prime il prezzo fisso può essere vantaggioso per il cliente ma in realtà molti contratti stabiliscono la possibilità, per il fornitore, di alzare comunque la tariffa purché con un preavviso di tre mesi.

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.