Preoccupazione

Autotrasporto, Fai Liguria: “Il caro gasolio mette a dura prova le aziende sane”

Impossibile ribaltare sul mercato questo costo, vista la problematica altrettanto sentita di calo dei volumi di merci movimentate in import ed export

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Liguria. L’argomento che sta mettendo a dura prova l’intera categoria dell’autotrasporto è il caro gasolio e l’impossibilità di poter ribaltare sul mercato questo costo, vista la problematica altrettanto sentita di calo dei volumi di merci movimentate in import ed export.

“A Torino durante il 60esimo anniversario della Fai torinese, siamo stati rassicurati direttamente dal viceministro Rixi – spiega il vicepresidente di Fai Liguria Claudio Sensi – non solo del fatto che sono state già stanziate dal MEF le risorse per avanzare domande di contributo su caro gasolio III trimestre 2022, ma sono al vaglio anche misure urgenti sull’anno in corso.”

Su questo tema molto sentito da tutte le imprese del comparto trasporti il direttivo di Fai Liguria precisa: “La soluzione non può essere certo la fuel surcharge, ovvero il supplemento di costo da chiedere alla committenza”.

“Il mercato non la recepirà fintanto che non ci sarà un obbligo normato adeguatamente dal MIT e, anzi senza di essa, ci sarà una tendenza a tenere basse le tariffe di trasporto che solo società di trasporto gestite in modo non trasparente o del tutto fraudolento possono garantire”, aggiunge Sensi.

“Con la legge di bilancio 2023 sono stati stanziati infatti 200 milioni di euro da destinare alle imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi, per mitigare gli effetti del caro carburanti”.

“Il tax credit è riconosciuto fino a un massimo del 12% della spesa sostenuta per acquisto di gasolio nel secondo trimestre dell’anno 2022 – conclude il vicepresidente di Fai Liguria – e così è necessario andare avanti anche per i successivi due trimestri e valutare misure adeguate sul 2023 per dare risposte concrete al nostro comparto”.

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