Passato e presente

A Calice vive la tradizione settecentesca dei “corni”, il sindaco: “Grazie a coloro che la portano avanti”

Quando un vedovo (o vedova) si unisce di nuovo in matrimonio, amici e conoscenti augurano “buona convivenza” suonando i corni per il paese

Generico ottobre 2023

Calice Ligure. Nelle ultime sere la vallata di Calice è stata movimentata dai suoni suggestivi dei corni, un’antica tradizione che affonda le sue radici nel ‘700.

“Ho avuto occasione e piacere giusto ieri di salutare e ringraziare personalmente il gruppo di persone (e sono stato lieto di trovare diversi giovani) per avere contribuito a proseguire una tradizione antica”, ha affermato il sindaco Alessandro Comi. 

“Un ringraziamento particolare va ad Angelo Tortarolo per le spiegazioni  e le testimonianze storiche che tramite la sua pagina Fb trasmette e ricorda con costanza e precisione”, ha aggiunto.

Ed ecco la spiegazione dell’antica usanza: “Quando un vedovo (o una vedova) si unisce nuovamente in matrimonio, gli amici e i conoscenti, durante le ore serali, manifestano l’augurio di una buona convivenza suonando i corni per il paese, fino ad arrivare nelle vicinanze della casa del vedovo o vedova”. 

“Questa pratica può essere svolta dal momento in cui si viene a conoscenza del matrimonio (giorno delle pubblicazioni) fino ad un anno dopo la data dell’unione. Amici e conoscenti si riuniscono nelle ore serali (dal tramonto fino alle 22) per suonare i corni, i sonagli o altri strumenti rumorosi, senza mai interrompere il fracasso, almeno fino a quando i futuri sposi o i coniugi non offrono loro un rinfresco”. 

“Secondo la credenza popolare in tal modo si impedisce allo spirito della defunta sposa (o sposo) di importunare il coniuge sopravvissuto. Evidentemente questa usanza ha radici antichissime, e comunque era già in voga nel ‘700: allora questi festeggiamenti erano definiti ‘picchetti’, oggi sono conosciuti come corni”. 

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