Querelle

Il rigassificatore all’esame del Parlamento europeo: “Dubbi su compatibilità con norme UE per ambiente e biodiversità”

Interrogazione dell'europarlamentare Brando Benifei. Ecco le osservazioni del M5s savonese: "Toti apra verso confronto, basta calpestare i territori"

rigassificatore spiaggia

Vado Ligure. “Ho depositato un’interrogazione parlamentare per segnalare alla Commissione Europea il progetto di installazione della nave rigassificatrice Golar Tundra a Vado Ligure, per verificare la compatibilità di questa opera con la normativa europea a salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità, in particolare la Strategia Europea sulla Biodiversità 2030 e gli obiettivi della Legge europea sul Ripristino della Natura”.

È quanto dichiara Brando Benifei, capodelegazione degli Eurodeputati PD al Parlamento Europeo.

“È essenziale far luce su un progetto evidentemente dannoso per l’ambiente, in un’area estremamente vicina all’Area Marina Protetta dell’isola di Bergeggi – continua Benifei -. Già nei giorni scorsi abbiamo criticato la scelta scellerata della Regione e di Toti di procedere con un progetto che richiede degli interventi talmente invasivi quanto potenzialmente distruttivi del delicato equilibrio marino e della biodiversità, oltre ai rischi evidenti di ricaduta negativa sul settore turistico”.

“In un’area, vorrei ricordarlo, che la Regione stessa aveva destinato a una riperimetrazione per allargare la Zona Speciale di Conservazione “Fondali Noli-Bergeggi” davanti all’isola di Bergeggi per ampliare di oltre il 480% la zona di conservazione. Ritengo che un approfondimento anche in sede europea sia assolutamente doveroso” conclude l’europarlamentare Dem.

E il consigliere regionale del M5S Paolo Ugolini con la coordinatrice del M5S per la provincia di Savona Stefania Scarone aggiungono: “Quando Toti a settembre del 2022 si è sbracciato per farsi notare a Roma con il suo “Rigassificatore Piombino? Liguria disponibile per ospitarne altri”, lo fece in piena campagna elettorale, cercando fin da subito – indipendentemente dall’esito ancora lontano una ventina di giorni circa – di mettersi in luce, sperando forse passasse inosservato l’eventuale (preannunciato e poi confermato) flop alle urne della sua ennesima creatura centrista”.

“Peccato che nella smania di prendersi quanto l’amministrazione meloniana (sic!) di Piombino disse chiaramente di non volere più, si sia dimenticato di confrontarsi con i territori e con chi quei territori li amministra. Perché alla fine ciò che veramente conta è la trasparenza e la condivisione: i progetti possono essere tutti proposti, ma vanno valutati e discussi insieme, accettando anche le eventuali posizioni contrarie. I progetti non possono invece essere sempre calati dall’alto con l’arroganza tipica di chi attacca e insulta chi ha una visione diversa”.

“Confronti, peraltro, che andrebbero fatti a monte e non a valle, quando scatta l’urgenza di arginare le critiche sempre più feroci. Le osservazioni al rigassificatore che la Regione vuole imporre a Vado sono note e come M5S le abbiamo riassunte in un documento già inviato al Commissario Toti (che alleghiamo): lunedì prossimo in Consiglio regionale, per il monotematico sul rigassificatore, porteremo le stesse osservazioni in Aula e auspichiamo sia l’occasione per un confronto costruttivo nell’interesse di Vado e della provincia di Savona” concludono i due esponenti pentastellati.

“Il progetto del rigassificatore pubblicato sul sito della Regione presenta notevoli criticità, per questo motivo anche a livello locale, come Movimento 5 Stelle Savona, abbiamo presentato due ulteriori pacchetti di osservazioni alla struttura commissariale, uno che tocca l’aspetto della transizione energetica, curata dal collega Federico Mij, e una più legata al progetto, di cui mi sono occupato personalmente, con lo scopo di fornire elementi di valutazione volti alla tutela dei cittadini savonesi” aggiunge poi il capogruppo in Consiglio comunale a Savona del M5s Manuel Meles.

“Le criticità principali che sollevo ruotano intorno alla corretta valutazione della reale situazione territoriale, che deve essere analizzata con quanta più precisione possibile, a maggior ragione in un progetto che ha un impatto importante sul nostro comprensorio”.

“Nelle osservazioni chiedo di tenere conto della presenza di canyon sottomarini che possono svolgere un ruolo decisivo nella dispersione e risalita di acque e sostanze, oltre a campagne di monitoraggio adeguate attraverso campionamenti di fauna e flora ittica, di spiagge e fondali, con il supporto degli enti di ricerca, per valutare l’effettivo impatto dell’ipoclorito di sodio sull’intera popolazione marina”.

“Sempre con riguardo all’ipoclorito, occorre considerare che il nostro mare riceve già enormi quantitativi di acque di scarico contenenti cloro e suoi derivati, per esempio da Tirreno Power e dal Consorzio di Depurazione delle Acque. Importante anche rivedere la valutazione di impatto sanitario, visto lo studio del CNR sull’effetto che ha avuto la centrale a carbone in termini di eccesso di mortalità e malattie”.

La Golar Tundra, infine, sarà più vicina alla foce del Letimbro che a Vado ed escludere il comune di Savona dalla Conferenza di servizi, oltre che essere illegittimo, costituisce una palese ingiustizia nei confronti dei cittadini savonesi, che verrebbero privati della possibilità di essere tutelati dal proprio Comune all’interno di una procedura con tempi stretti e ben scanditi” conclude Meles

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.