Altre news

Gli studenti dell’Issel di Finale in trasferta in Irlanda: trofie al pesto e carbonara “in dono” alle famiglie ospiti fotogallery

"Una vacanza studio spensierata e intensa allo stesso tempo"

Finale Ligure. Procuratevi 102 studenti liceali del Polo Unico di Finale Ligure , scegliete un paese anglofono, possibilmente verde (l’Irlanda andrà benissimo), arruolate degli insegnanti che abbiano voglia di lanciarsi in un’avventura divertente, formativa e sfidante (e pure un poco imprevedibile)… et voilá. La frittata, anzi lo stage linguistico, è servito.

Nei giorni scorsi 55 studenti del triennio (e cinque insegnanti) sono stati a Dublino e 47 studenti del biennio (e cinque insegnanti) a Malahide: per le prime due settimane di settembre, baciati da un sole estivo che in Irlanda non s’era visto (quasi) mai, i ragazzi del liceo di Finale hanno colonizzato l’Isola di Smeraldo, visitandola in lungo e in largo: da Galway a Dun Laoghaire, dalle scogliere di Howth a Glendalough, dal Trinity College ai Giardini Botanici, passando per l’Epic Museum e il Castello di Dublino.

“Una vacanza studio spensierata e intensa allo stesso tempo, nel corso della quale i nostri studenti, suddivisi in classi di livello, hanno frequentato ogni giorno dei corsi di inglese presso la Twin School (Dublin) e la XXX School (Malahide), confrontandosi con insegnanti madrelingua preparati e coinvolgenti. Inoltre, se è vero che una lingua si impara parlando (e sbagliando) sul campo, quale occasione migliore ‘to improve your English’ se non quella di trascorrere due settimane in famiglia? Eh sì, niente college per gli studenti finalesi (né per gli insegnanti, invero), ma solo autentiche Irish families, con le loro abitudini, con il loro cibo, con il loro accento e con i loro orari (paese che vai, usanza che trovi. Ma non è proprio questo il bello delle esperienze all’estero?): e così, qualcuno si è gustato stew & mashed potatoes alle 5 p.m. (ma non era l’ora del tè??), qualcun altro non ha saputo resistere alla colazione salata (ma non potremmo farla anche noi in Italia?); c’è poi chi ha portato pesto e trofie in dono alla host family (il ligure senza il pesto è come il cacio senza i maccheroni, si sa), e chi, invece, ha preparato una bella carbonara”.

“Certo, non per tutti è stato facile (nemmeno per i prof.!) abituarsi subito alle tradizioni di un’altra cultura, o prendere dimestichezza coi ritmi (coi tram, coi treni, coi double-decker bus) di una grande città come Dublino, ma alla fine ce l’abbiamo fatta, e siamo tornati a casa sani, salvi e carichi di toffee, maglioni, cookies e… emozioni indimenticabili”.

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.