La tragedia di piazza delle nazioni

Spara alla testa della ex che lo ha lasciato, l’ultimo incontro diventa una trappola mortale fotogallery

Omicida e vittima lavoravano insieme in un ristorante della Darsena. Mercoledì l'autopsia

Danjela Neza

Savona. Il più classico dei femminicidi: una relazione che finisce, lui che non riesce ad accettare la decisione di lei, un ultimo incontro che si trasforma in una trappola mortale. Teatro della tragedia piazza delle Nazioni a Savona, nei pressi della stazione ferroviaria.

È successo la scorsa notte attorno alle 2, quando un uomo di 27 anni originario della Guinea, Safayou Sow, ha ucciso, sparandole alla testa, Danjela Neza, 29 anni, di origini albanesi. Entrambi erano da tempo in Italia, regolari e perfettamente integrati.

Lavoravano nello stesso locale, il Club Nautico Savona, in piazzetta d’Alaggio. Entrambi apprezzati, lui per il suo lavoro come aiuto cuoco, lei in sala per come accoglieva e serviva i clienti. Danjela aveva qualche piccolo precedente e un ammonimento della questura, ma per una vicenda che non riguarda i rapporti con Sow.

Secondo quanto si è potuto ricostruire, circa un mese fa i due hanno avuto una relazione, che però la ragazza ha ben presto ritenuto di troncare. Una decisione che l’uomo non è riuscito ad accettare.

Ieri notte i due si sono visti nei giardini di piazza delle Nazioni, hanno litigato a lungo fino a quando Safayou Sow è andato in macchina, ha preso una pistola semiautomatica calibro 22 con la matricola abrasa, detenuta irregolarmente, è tornato dalla giovane e le ha sparato, forse alla nuca e forse più colpi. Poi ha telefonato al 112 e ha detto: “Ho sparato a una donna, venitemi a prendere”.

Si è consegnato agli uomini della volante accorsi assieme a un’ambulanza della Croce d’Oro: per la ragazza non c’era più niente da fare.

L’omicida è stato portato in questura e interrogato. Ha spiegato che la ragazza, oltre a ribadirgli la fine della relazione, lo aveva anche insultato, facendogli scattare la furia omicida.

Ora sarà di nuovo interrogato prima di essere trasferito in carcere, la salma della povera ragazza è a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’autopsia, che verrà effettuata mercoledì 10 maggio.

Disperati i congiunti di Danjela Neza, affranti i compagni di lavoro e i titolari del Club Nautico, che gestiscono il locale quasi come una famiglia.

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