Rigenerazione urbana

Palazzo della Rovere, firmato l’accordo tra Comune di Savona e Ministero per il finanziamento di 5 milioni

Il sindaco: "Per noi un grande onore. E' una scommessa su un progetto culturale che stiamo portando avanti con il coinvolgimento della cittadinanza"

Savona. Questa mattina in Sala Rossa è stato presentato l’Accordo siglato tra il Segretariato Regionale del MiC per la Liguria ed il Comune di Savona il 26 aprile, che regola i rapporti dei due Enti e le modalità di erogazione del finanziamento di 4.970.000 di euro che andrà ad integrare gli ulteriori finanziamenti già stanziati per la realizzazione dell’intervento di “Restauro e valorizzazione Palazzo Della Rovere per rifunzionalizzazione ad uso pubblico”. L’Accordo segue il Disciplinare Programmatico già sottoscritto da parte del Segretariato Generale del MiC e il Segretariato Regionale il 27 marzo per l’attuazione del progetto “Palazzo della Rovere” inserito all’interno del Piano strategico ‘Grandi Progetti Beni Culturali’ approvato con DM 1 agosto 2022 Rep. 309, relativo alla programmazione risorse annualità 2023. Al territorio ligure vanno complessivamente 7,5 milioni, 5 dei quali sono destinati, appunto, a Palazzo della Rovere.

Il progetto per la riqualificazione è stato presentato a fine marzo: un “salotto urbano” a piano terra e un cortile alberato, collegati da una grande scalinata ai livelli superiori nei quali troveranno posto la nuova biblioteca, laboratori, un centro di aggregazione, uno spazio lettura nella sala udienze dell’ex tribunale e un orto botanico sulla terrazza. Il tutto con il duplice obiettivo di “restituire” ai savonesi un luogo di cultura e di storia, e ricollegare l’area portuale al centro città.

L’edificio risale al 1493, commissionato su impulso del cardinale savonese Giuliano della Rovere che diventerà il futuro, potente e colto Papa Giulio II. Il progetto iniziale porta la firma di Giuliano da Sangallo (1445-1516), e costituisce un caso unico per l’intera Liguria, in quanto intervento di un architetto che fu a servizio di Lorenzo il Magnifico e fu un artista preminente della prima fase del Rinascimento. Il palazzo si è poi arricchito nei secoli di opere architettoniche e pittoriche importanti, trasformandosi in residenza dei marchesi Spinola di Garessio, poi in convento delle monache clarisse e successivamente, in epoca napoleonica, nella sede della Prefettura e quindi del Tribunale di Savona.

Il sindaco Marco Russo ha detto: “Per noi è una grande soddisfazione e un grande onore. Ringraziamo il ministero perchè dimostra una grande attenzione, anche per contesti di periferia e non solo per i grandi centri urbani. Questo atto non solo sottolinea la grande importanza dal punto di vista storico e urbanistico, ma è anche una scommessa su un progetto culturale che stiamo portando avanti con il coinvolgimento della cittadinanza e anche con l’elaborazione di una visione innovativa dei poli culturali che sono anche spazi di aggregazione e di promozione sociale”.

Accordo Comune Savona Ministero Palazzo Della Rovere

“E’ un’occasione speciale per il Comune – ha evidenziato l’assessore all’urbanistica Ilaria Becco -, il ministero ha deciso di investire su Palazzo della Rovere. Il finanziamento consente di arrivare alla copertura totale dei lavori diriqualificazione di Palazzo Santa Chiara”.

Come ricorda Manuela Salvitti, Segretario Regionale del MiC: “E’ uno dei palazzi più rappresentativi del Rinascimento in tutta la Liguria. Mai come in questo momento la rigenerazione urbana coincide con la riqualificazione di un bene culturale. Questo Accordo che rende operativo il finanziamento ‘Grandi Progetti Beni Culturali’ è un ulteriore tassello del lavoro che è stato portato avanti dagli uffici ministeriali da molti anni sul Palazzo, che conta più tappe”.

Dopo il trasferimento del Tribunale nella nuova sede, sono stati effettuati dal Ministero diversi interventi di restauro negli anni 90’ fino ai primi 2000, sulle facciate esterne e sui cicli di affreschi, come ampiamente testimoniato da due volumi pubblicati dalla Soprintendenza nel 2003 e nel 2010; inoltre nell’ambito del procedimento noto come Federalismo Demaniale Culturale, il Palazzo è stato trasferito nel 2014 dallo Stato al Comune, con l’approvazione da parte del Ministero e dell’Agenzia del Demanio di uno specifico programma di valorizzazione redatto dal Comune, poi revisionato nel 2018 e nel 2020, che definisce già i contenuti della “Cittadella della Cultura”.

“Infine con la Soprintendenza di Imperia e Savona abbiamo con convinzione sostenuto presso il Segretariato Generale del Ministero l’inserimento di questo intervento nel Piano Strategico Grandi Progetti Beni Culturali che permetterà, insieme agli altri finanziamenti di cui dispone il Comune, la creazione di un polo culturale strategico per la città e il complessivo restauro e recupero funzionale per restuirlo finalmente alla pubblica fruizione”.

“Oltre al significato che rappresenta il restauro del palazzo per la tutela e la valorizzazione di una architettura così importante – aggiunge l’architetto Andrea Canziani della Soprintendenza – c’è la soddisfazione di contribuire a far nascere un polo culturale di respiro urbano. Ci interessa che la vita lì dentro sia quello che immaginiamo che sia per la vita di Savona, un obiettivo che va oltre i muri. E’ stato siglato un Accordo con l’Università che si occuperà di seguire la comunicazione scientifica del cantiere del Palazzo. I primi passi di un progetto così complesso sono stati possibili nei tempi ristretti dettati dai finanziamenti anche grazie al supporto dell’amministrazione comunale, nella sua parte tecnica e politica, con cui abbiamo sperimentato una modalità di lavoro di grande efficacia, grazie a un tavolo di governance partecipato da esperti e consulenti che ha guidato la progettazione”.

Nell’ambito dei Grandi Progetti, sono stati finanziati molteplici interventi, rivolti a beni e a siti di notevole interesse e importanza nazionale, per i quali si rende necessario e urgente realizzare progetti organici di tutela, riqualificazione, valorizzazione e promozione culturale, anche al fine di incrementarne l’offerta e la domanda di fruizione. Tra questi ricordiamo Villa Diana sull’Isola Gallinara, il Museo dei Cantautori nell’Abbazia di S. Giuliano, il Museo dell’Immigrazione alla Commenda di Prè e la ex sede della Biblioteca Universitaria a Genova. Palazzo della Rovere gode di altre due linee di finanziamento: 13,6 milioni dal PNRR, 2 milioni 360mila dal Fondo Strategico della Regione e ora 5 milioni dal Ministero della Cultura.

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