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Piano sanitario, i sindaci del levante savonese: “Ospedale San Paolo Dea di II livello e assistenza territoriale”

"Per Savona mantenere il Punto Nascite e la Centrale Operativa del 118. E con le risorse del Pnrr rafforzare la rete territoriale di cura"

Ospedale San Paolo Savona ospedale Savona

Levante. L’approvazione in Giunta regionale della bozza del Piano Socio Sanitario regionale 2023-2025 ha indotto le amministrazioni comunali del levante savonese ad unirsi e a costruire un tavolo di confronto specifico su questa materia. A questo tavolo hanno preso parte i sindaci e gli amministratori dei Comuni di Albisola Superiore, Albissola Mare, Celle Ligure, Mioglia, Pontinvrea, Sassello, Stella, Urbe e Varazze.

La sintesi di questo confronto è confluita nella redazione di un documento che è stato trasmesso ad Anci Liguria, all’assessore ai Servizi Sociali Riccardo Viaggi del Comune di Savona nonché alla segreteria tecnica del Distretto Socio-Sanitario n° 7 Savonese, “con lo scopo di definire criticità, bisogni, e quindi le necessarie risposte sotto il profilo dell’attività socio-sanitaria, relativamente ad un territorio che interessa circa un quinto della superficie complessiva della provincia, nel quale risiedono quasi 40.000 abitanti (dato in forte crescita nel periodo estivo) e che si sviluppa, dal mare all’estremo entroterra, in modo molto eterogeneo sotto il profilo morfologico, della densità abitativa, della viabilità e dell’accesso alle prestazioni sanitarie” sottolineano congiuntamente i sindaci del levante savonese.

“Siamo un territorio caratterizzato da un’età media più elevata rispetto al resto della provincia e quindi da una presenza più consistente di soggetti fragili affetti da patologie croniche” rincarano.

E nel dettaglio del documento: “La proposta di modifica redatta congiuntamente prevede da un lato di mantenere e rafforzare la centralità dell’ospedale San Paolo del Comune capoluogo attraverso l’istituzione di un DEA di 2° Livello Diffuso, in stretta sinergia con l’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, e il mantenimento a Savona del Punto Nascite, nonché della Centrale Operativa del 118; dall’altra secondo i nove sindaci e le rispettive amministrazioni occorre andare in controtendenza rispetto alla riduzione di alcuni servizi sanitari intervenuta negli ultimi anni nelle aree interne a causa della carenza di personale, portando a sistema quanto previsto dal PNRR e dallo stesso Piano Socio Sanitario regionale e cioè mantenere il più possibile il cittadino al proprio domicilio incrementando l’attività socio-sanitaria territoriale sotto il profilo diagnostico, terapeutico ed assistenziale”.

“Tutto questo converge nell’auspicio di poter davvero assistere all’integrazione fra servizi sanitari e servizi sociali e questo può avvenire solo mediante la realizzazione di Case di Comunità Hub e Spoke che non possono non interessare il territorio del levante savonese – concludono -; questo perché diversamente si assisterebbe ad una grave ricaduta sul piano della tutela della salute di un numero molto cospicuo di cittadini, oltre alla perdita di una opportunità che probabilmente non si ripresenterà più in futuro determinando, di conseguenza, fenomeni di ulteriore spopolamento e quindi maggiore isolamento, marginalizzazione e cronicizzazione che impatterebbero sulla qualità di vita delle persone e sull’incremento dei costi per la collettività”.

Un nuovo documento e una nuova presa di posizione che apre un nuovo capitolo nella difficile “trattativa” sul piano sanitario e la sua concreta attuazione.

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