Priorità

Landini (Cgil) in visita in Liguria: “Migranti? I giovani italiani se ne vanno, chiudere gli aeroporti non i porti”

"Sostituzione etnica? Una sciocchezza pericolosa". E sulla sanità: "È al collasso, investire nel settore è una priorità assoluta"

Maurizio Landini Savona

Liguria. Mentre si pensa al problema dei migranti, ci sono tanti i giovani in fuga dall’Italia per trovare lavoro. È questo in sintesi il pensiero di Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, che oggi è entrato sul dibattito dell’immigrazione, a margine dell’assemblea unitaria nello stabilimento di Ansaldo Energia a Genova.

“Chi dice che bisogna chiudere i porti dovrebbe ricordarsi che sarebbe utile chiudere gli aeroporti, perché sono più gli italiani che vanno all’estero che gli stranieri che vengono da noi” ha detto.

Si parte dalla bufera sulle dichiarazioni del ministro Francesco Lollobrigida: “Chi ha parlato di sostituzione etnica – ha commentato Landini –  ha detto una grande sciocchezza, pericolosa, tanto più perché è al governo del Paese. Questa è una cultura e una logica sbagliata che non è accettabile e che è contro gli interessi del nostro Paese”.

E poi ha aggiunto: “Abbiamo bisogno anche di una politica in grado di affrontare seriamente il problema dell’arrivo di persone non italiane. Vorrei ricordare che abbiamo già 5 milioni di lavoratori che sono qui, pagano le tasse e i contributi, permettono al nostro Paese di stare in piedi. Usare la migrazione come elemento di paura tra le persone è stupida e sbagliata, non è quello di cui abbiamo bisogno”.

Per il segretario della Cgil è doveroso concentrarsi sui flussi in uscita piuttosto che su quelli in entrata: “Vorrei ricordare a quelli che dicono che non trovano lavoratori che ogni anno ci sono 120mila nostri giovani che se ne vanno a lavorare da altre parti. Stiamo perdendo competenze, intelligenze, perché qui sono sfruttati mentre in giro per il mondo i nostri non sono pagati di più ma danno anche un contributo alla crescita, quindi stiamo perdendo due volte. Bisognerebbe non avere paura di chi arriva, ma investire per utilizzare le intelligenze di cui disponiamo”.

Landini ha poi parlato di sanità, durante la sua visita all’ospedale Gaslini. “È al collasso, bisogna dire le cose come stanno – ha attaccato -. Prima della pandemia erano stati fatti molti tagli, 30 o 40 miliardi negli ultimi vent’anni, e anche la proposta di Def prevede nei prossimi tre anni un taglio della spesa sanitaria che non è assolutamente accettabile. Non solo quelli che ci lavorano si stanno facendo un mazzo mai visto, perché mancano medici e infermieri e si sta privatizzando, ma anche i cittadini hanno liste di attesa lunghissime, pronto soccorso che molte volte non sono in grado di dare risposte, e spesso se vuoi essere curato velocemente devi pagare più di quello che stai già pagando. Per noi oggi investire sulla sanità pubblica è una priorità assoluta, c’è bisogno di investire per le assunzioni e usare i soldi del Pnrr per fare quei servizi sociosanitari che mancano sul territorio”.

E sarà anche uno dei temi per la prossima mobilitazione unitaria nazionale: “È una delle ragioni che ci portano a chiedere a cittadini e lavoratori in piazza, il 6 maggio a Bologna, il 13 a Milano e il 20 a Napoli, è per dire che c’è bisogno di investire sulla sanità pubblica e di cambiare le politiche che sono state fatte fino a oggi. È se non avremo risposte penso che questo sarà uno dei temi fondamentali su quali agire”.

 

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