La protesta

Superbonus, in diretta la protesta degli edili: Genova paralizzata da tre cortei

Gli edili resteranno in presidio anche nel pomeriggio

Liguria. Entra nel vivo il triplo corteo dei mezzi degli edili (due partiti da Ponente e uno da Levante), scesi di nuovo in piazza contro i crediti incagliati del Superbonus 110%.

Aggiornamento 16.00. Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti incontrerà alle ore 18 una delegazione degli edili che stanno manifestando oggi a Genova contro il taglio del Superbonus da parte del governo. La riunione si svolgerà a porte chiuse.

Aggiornamento 15.30. Il senatore del Partito Democratico Lorenzo Basso commenta: “Senza alternative non si può cancellare il Superbonus. Migliaia di posti di lavoro sono a rischio. Il governo preferisce favorire il lavoro precario e diminuire la trasparenza e la sicurezza con l’autorizzazione dei subappalti a cascata del nuovo codice appalti. La maggioranza di centrodestra ha creato una situazione di allarme bloccando il Superbonus per guadagnare risorse da spendere per le proprie scelte invece che discutere di un nuovo sistema di incentivi per l’edilizia come propone l’Europa. Come Partito Democratico avevamo presentato proposte correttive per migliorare il cosiddetto decreto crediti che doveva risolvere i problemi di imprese, famiglie e professionisti alle prese con i crediti incagliati e invece è diventato un pantano, capace persino di peggiorare una situazione già di per sé difficile. La destra al governo ponendo la fiducia al Senato dimostra che non vuole ascoltare le proteste dei cittadini e dei lavoratori che oggi hanno manifestato con forza a Genova.

“Con il decreto n. 11/2023 – conclude il senatore Basso – il Governo ha infatti scritto norme che hanno generato nel paese solo confusione, bloccando cessione del credito, sconto in fattura, perpetrando il blocco di lavori e liquidità e, oggi, in sede di conversione in Parlamento sono tornati indietro su molte norme ma senza risolvere i problemi e continuando ad alimentare il clima di confusione e sfiducia”.

Il consigliere regionale del Partito Democratico Pippo Rossetti dopo le dichiarazioni di Toti sulla manifestazione: “La manifestazione di oggi, che blocca tutta Genova, è il sintomo di un grandissimo malessere che non sfugge ai cittadini ma sfugge forse a Toti, che attacca i manifestanti perché bloccano la città. Parliamo di aziende che si ritrovano con milioni di euro di crediti incagliati, stipendi non pagati da mesi e il rischio di fallimento. Una situazione ad altissimo rischio di conteziosi che crea grande preoccupazione. Di fronte a questa situazione sarebbe più interessante sapere cosa fa Toti e non cosa dice sulla manifestazione, ci piacerebbe capire quali sono le proposte che il centrodestra regionale e il centro destra al governo stanno mettendo in campo. Insieme al Movimento Cinque stelle avevamo proposto una Legge per chiedere alla Regione di acquistare i crediti di imposta, ma la scelta del governo ha bloccato anche questa possibilità. Quindi invece di interferire sul diritto di manifestare dei cittadini la giunta dialoghi con il governo di cui fa parte per sbloccare una situazione che mette a rischio migliaia di posti di lavoro e trovare soluzioni. Fatti non parole”.

Aggiornamento 13.00. Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti sulle proteste degli edili contro il taglio del Superbonus che stanno paralizzando la città ha dichiarato: “Sulla necessità di intervenire sui crediti incagliati aiutando le imprese ho già espresso il mio pensiero con grande chiarezza. Bloccare una città, con gravi disagi per lavoratori, imprese e famiglie non è una soluzione e, anzi, trasforma una ragione in un torto. Chi vuole solidarietà deve avere la stessa solidarietà per le vite altrui: ogni dialogo sarà possibile solo quando cesseranno i disagi per i cittadini genovesi”.

Aggiornamento 11:23. la Sopraelevata riapre in direzione Levante ma con uscita obbligatoria in piazza Cavour, mentre verso Ponente è chiuso l’ingresso alla rotatoria della Foce. Viale Brigate Partigiane bloccata in entrambe le direzioni.

Aggiornamento 11. i tre cortei si sono riuniti all’altezza della Foce. Traffico completamente bloccato in zona, dove resta chiusa anche la sopraelevata in direzione Levante.

Aggiornamento 10:30. il corteo di Ponente è in corso Aurelio Saffi, resta la chiusura della sopraelevata in direzione levante, mentre il corteo da Levante verso il centro è in via Tolemaide-corso Torino.

Aggiornamento 9:30. la chiusura della sopraelevata e il blocco di via Milano. In zona Levante, invece, era tutto bloccato all’altezza di San Martino e a ritroso.

Nel comunicato degli organizzatori, gruppo spontaneo che si autodefinisce Basta crediti incagliati, che in questa nuova manifestazione hanno incassato rispetto al corteo del 21 marzo, il sostegno di Confapi e di Ascomed, Associazione Commercianti Materiale Edile e da Costruzione, viene spiegata la consapevolezza dei disagi creati alla cittadinanza con la manifestazione di questa mattina, chiedendo “scusa, ma anche comprensione e solidarietà per un problema gravissimo che sta mettendo in crisi molti genovesi e liguri in generale”. Sostegno arrivato anche da parte del senatore del Movimento 5 Stelle Luca Pirondini, che dice: “Oggi, nella sola Liguria rischiano il posto di lavoro 5.500 persone, centinaia di famiglie temono per la propria casa e un’infinità di imprese vedono lo spettro del fallimento nonostante i crediti accumulati. Il M5S sostiene la manifestazione che oggi a Genova darà nuovamente la sveglia a questo centrodestra, che non proprio non vuole capire quanto sia scellerato chiudere il cantiere Superbonus”.

Tre i cortei di mezzi in movimento, uno partito da Sestri Ponente, uno da lungomare Canepa, uno da corso Europa. Tutti e tre si riuniranno all’altezza dell’Aci alla Foce per poi dirigersi verso piazza Corvetto.

I mezzi sosteranno in piazza e saranno parcheggiati a ritroso verso via XX Settembre. Gli edili resteranno in presidio anche nel pomeriggio almeno sino alle 15.

Inevitabili i disagi al traffico per chi si sposta da Ponente a Levante e da corso Europa verso il centro, rallentamenti su lungomare Canepa e via Cantore.

Tanti i dipendenti delle aziende presenti, non solo dell’edilizia, ma anche dell’indotto. Le motivazioni chiare: cantieri fermi perché le fatture di lavori già effettuati non sono state pagate, imprese in ginocchio perché le assunzioni effettuate proprio per il Superbonus significano adesso nuovi costi non coperti dai pagamenti, cantieri che sono stati firmati e non cominciano proprio perché le aziende non intendono buttarsi in un’impresa a rischio. Alcune aziende hanno anche cifre come 5 milioni di crediti incagliati nel cassetto fiscale. Imprese con una storia quarantennale hanno solo un mese e mezzo di liquidità, poi saranno costrette a chiudere. Sotto accusa anche il tempo, molto breve, in cui i lavori avrebbero dovuto iniziare e terminare, che, secondo gli edili, hanno contribuito all’aumento dei costi dei materiali.

PERCORSO 1

Corteo Ponente 1

Partenza da via Merano. Sestri – Cornigliano – ponte di Cornigliano – via Pacinotti – via Avio – piazza Montano – via Cantore – via Milano – via Gramsci – tunnel acquario – corso Aurelio Saffi – arrivati davanti alla Questura, girare a destra in viale Brigate Partigiane – punto di riunione con il “Corteo Levante” davanti al distributore benzina/Aci; poi nella rotonda davanti alla Fiera riunione anche con “Corteo Ponente 2′ che scende dalla sopraelevata.

PERCORSO 2

Corteo Ponente 2

Partenza alle 8 da lungomare Canepa in direzione Levante. All altezza dell’elicoidale della sopraelevata, i mezzi più leggeri saliranno in Sopraelevata. Gli altri si accoderanno al “Corteo Ponente 1”, di sotto, in via Milano. Punto di riunione: alla discesa della sopraelevata, nella rotonda della Fiera alla Foce. Si gira oppure per chi viene da corso Aurelio Saffi, punto di riunione con altri cortei: in viale Brigate Partigiane, davanti al distributore benzina /Aci.

PERCORSO 3

Corteo Levante

Partenza ore 7.30 da corso Europa all’altezza del Don Orione. Corso Europa – Brignole – viale Brigate Partigiane al distributore benzina/Aci. Punto di riunione con cortei “Ponente 1” e “Ponente 2” in fondo a Viale Brigate Partigiane, davanti al distributore di benzina/Aci.

Da lì unico corteo di mezzi: si risalirà viale Brigate Partigiane all’altezza del Teatro/incrocio Corso Buenos Aires per poi girare in via Cadorna su in via XX Settembre. Per le 12 circa previsto l’arrivo in piazza De Ferrari. Gli edili poi proseguiranno in via Roma e posteggeranno i mezzi in piazza Corvetto e gli altri mezzi a scendere verso via Roma-via XX Settembre. Per le 12-12:30 prevista la partenza in corteo a piedi da piazza De Ferrari: via XV Aprile – piazza Fontane Marose salita Santa Caterina – arrivo al presidio in piazza Corvetto fino alle 15 circa. Risalita sui mezzi e ritorno da Corvetto – Gallerie – via Bensa Piazza Annunziata – via Gramsci – rotonda sotto al Matitone. Qualcuno salirà in Sopraelevata, e qualcuno invece continuerà sotto, in via Milano – via Gramsci, per poi convogliare nuovamente tutti nella rotonda della Fiera alla Foce.

Costa sta succedendo a livello normativo

Ieri, con 172 voti favorevoli, 114 contrari e un’astensione la Camera dei deputati ha approvato il nuovo decreto legge sui crediti fiscali derivanti dal superbonus e dagli altri bonus edilizi. Il provvedimento, che ora passa al Senato per la seconda lettura, prevede la proroga al 30 settembre 2023 per il superbonus al 110% per i lavori effettuati su villette e case unifamiliari, la possibilità di usufruire ancora dello sconto in fattura e della cessione del credito per i lavori effettuati nelle zone sismiche e nei territori delle Marche colpiti da alluvione, per l’eliminazione delle barriere architettoniche, per gli interventi su immobili di edilizia popolare e delle onlus. Per le banche, possibilità di convertire i crediti acquistati in Btp a dieci anni, qualora abbiano esaurito lo spazio fiscale per le compensazioni.

Stop a sconto in fattura e cessione del credito

Per porre un freno all’aumento dei crediti legati ai bonus edilizi, ormai di difficile smaltimento, il decreto vieta la possibilità di usufruire dello sconto in fattura o della cessione del credito per le spese sostenute per i nuovi interventi di recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, superbonus, facciate. Resta comunque la possibilità per il proprietario dell’immobile di usufruire direttamente della detrazione fiscale. Nello stesso decreto approvato dal Cdm sono state previste tuttavia alcune deroghe al divieto, come nel caso di lavori con il superbonus per i quali sia stata già presentata la Comunicazione di inizio lavori (Cila) o, nel caso dei condomini, sia stata anche adottata la delibera assembleare.

Sulla questione crediti incagliati è però ancora da definire l’annunciato strumento finanziario, di natura privatistica, per sbloccare lo stock dei crediti incagliati (per un ammontare stimato tra 15 e 19 miliardi), fermo nei cassetti fiscali delle imprese esecutrici dei lavori e dei cittadini proprietari di immobili oggetto di interventi. A questa piattaforma dovrebbero partecipare banche, istituti finanziari e grandi aziende pubbliche. Intanto, dopo la moral suasion esercitata dal ministero dell’Economia e delle finanze, diverse banche avrebbero ripreso ad acquistare i crediti, anche rassicurate dalle norme introdotte nello stesso decreto che, delineando il perimetro della responsabilità solidale in caso di truffe, escludono dalla responsabilità i cessionari che dimostrino di aver acquisito il credito e sono in possesso della documentazione idonea sulle opere da cui il credito origina.

Arriva anche la norma che salva i crediti maturati nel 2022 e che il 31 marzo 2023 rischiavano di scadere per la mancata definizione del contratto di cessione con la banca e la relativa comunicazione dell’Agenzia delle Entrate. Con un emendamento del relatore è stato previsto che la comunicazione all’Agenzia delle Entrate della cessione del credito può essere fatta anche se il contratto di cessione non sia stato concluso.

Il deputato M5S Roberto Traversi ha commentato: “Basta bufale sul Superbonus. Il buco di bilancio non esiste e i fatti lo hanno ampiamente dimostrato: la stessa Eurostat afferma che la cessione del credito non genera debito. La verità, di contro, è cristallina e si fonda sui benefici economici e occupazionali del Superbonus 110%. Non a caso l’Ue sta seguendo la strada delle case green, che il Governo Meloni invece ostacola. L’unica cosa che l’esecutivo non ostacola sono le bugie. Peccato che il castello di panzane costruito da Meloni&Giorgetti (con il contributo di Draghi prima) abbia generato un disastro che oggi stanno pagando famiglie, lavoratori (5.500 nella sola Liguria) e imprese. Alla destra non piace che le si ricordi che grazie alle politiche espansive introdotte nel 2020 dal M5S, tra cui il Superbonus e la cessione dei crediti d’imposta, il Pil 2021 è cresciuto del 7% e che il debito pubblico sta diminuendo più velocemente del previsto proprio grazie alla crescita del Pil. Non lo diciamo noi, lo dice l’Istat. Noi non tradiamo come ha fatto e continuare a fare la destra. Non lasciamo soli imprenditori, lavoratori, professionisti e famiglie e anzi saremo nuovamente al fianco degli edili nella manifestazione di oggi a Genova: la filiera dice no alla scelta scellerata di chiudere il cantiere Superbonus, e noi ribadiamo il nostro no”.

Il senatore Luca Pirondini aggiunge: “Svelate le bugie del Governo Meloni e dei detrattori del Superbonus: non solo non è mai esistito il buco di bilancio, ma la verità sulle truffe è stata finalmente ristabilita. La destra dovrebbe mettersi l’animo in pace: è una norma vincente e cancellarla come ha fatto con il decreto vergogna votato oggi alla Camera, mette in ginocchio migliaia di imprese, famiglie e lavoratori che hanno creduto nello Stato. Uno Stato governato da forze politiche che prima, in odore di urne elettorali, hanno elargito promesse, poi se le sono rimangiate con una giravolta che ha dell’incredibile”.

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